Recensioni di Libri - Settembre 2006

 


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Crimini di Aa. Vv. (2005, 392 pagine, Einaudi, prezzo: 15.50 Euro) .
In questi ultimi anni il genere noir ha decisamente preso piede in Italia, appassionando un numero sempre crescente di lettori di ogni età. A riempire gli scaffali delle librerie non sono soltanto le opere di affermati scrittori stranieri, ma anche i romanzi di parecchi autori del nostro paese, che in alcuni casi sono addirittura diventati dei veri e propri best-seller (vedi ad esempio l’enorme successo ottenuto dai libri di Andrea Camilleri e Giorgio Faletti!). Crimini è una raccolta contenente nove brevi racconti di alcuni tra i migliori (e senz’altro tra i più noti) scrittori italiani: si tratta di storie a volte verosimili a altre volte surreali, che si discostano molto le une dalle altre per ciò che riguarda lo stile narrativo e la tipologia di linguaggio usata, ma accomunate dal fatto di presentare una serie di eventi legati a temi come l’ingiustizia, il sopruso, la violenza e la corruzione. Tra gli episodi migliori citerei “Il bambino rapito dalla Befana” di Giancarlo De Cataldo, una “favola nera” davvero intrigante nella quale dominano i buoni sentimenti e c’è perfino un happy-end, ma anche “L’ultima battuta” di Sandrone Dazieri (la storia di una madre che arriva ad uccidere un uomo per favorire la carriera del giovanissimo figlio) e “Sei il mio tesoro” di Niccolò Ammaniti (che ci racconta le grottesche vicende di un chirurgo plastico che nasconde della droga nel corpo di una paziente e poi tenta in tutti i modi di recuperarla, facendo le cose più assurde e improbabili!) sono piuttosto convincenti e si leggono con piacere. Per quanto riguarda invece i contributi di A. Camilleri, Carlo Lucarelli e del già citato Faletti, direi che tutti e tre sono lavori di buon livello, ma che da questi autori ci si poteva aspettare anche qualcosa in più… In particolare mi è sembrato che il “Il terzo sparo” (di Lucarelli) sia molto ben scritto (come del resto tutti i libri del narratore parmense), ma un po’ scontato nei contenuti e ben poco avvincente. Stessa cosa potrei dire dei racconti polizieschi di Massimo Carlotto (“Morte di un confidente”) e di Marcello Fois (“Quello che manca”), ma tutto sommato anche di quello proposto da Diego De Silva (“Il covo di Teresa”), che in realtà è piuttosto anomalo rispetto al resto del materiale contenuto in quest’opera (narra infatti le vicende di un ragazzo ricercato dalle forze dell’ordine che si nasconde in casa di una vicina, e che pian piano instaura con lei un rapporto di amicizia), ma che mi ha deluso a causa del finale un po’ tirato via… In poche parole Crimini è una lettura abbastanza piacevole, ma l’impressione è che si rivolga in particolar modo a chi ha poca (o nessuna) dimestichezza con gli scrittori citati e anche con il genere a cui essi sono dediti. Mi sembra infatti che un lavoro di questo tipo serva più ad attirare l’attenzione del pubblico medio su un determinato fenomeno editoriale che non ad aggiungere qualcosa di realmente nuovo e interessante. Insomma, se siete già dei patiti del “noir all’italiana” non aspettatevi troppo da questo libro, ma se invece non appartenete a tale categoria (e magari avete voglia di scoprire qualcosa di diverso dal solito) esso potrebbe davvero fare al caso vostro! Web: http://www.einaudi.it/. (Grendel)

Il Vangelo di Giuda di Aa. Vv. (2006, 174 pagine, White Star, prezzo: 18.00 Euro) .
Sembra giusto introdurre questa recensione con le parole di Bart D. Ehrman (Presidente del Dipartimento di Studi Religiosi della Università del North Carolina), secondo cui “Il Vangelo di Giuda rappresenta una delle scoperte storiche più sensazionali del XX secolo, al pari della scoperta dei Rotoli del Mar Morto e dei Vangeli Gnostici di Nag Hammadi”. Un testo “maledetto”, colpito dagli strali di Ireneo di Lione, Padre della Chiesa che lo cita nel suo “Adversus Haereses” con cui intendeva confutare le dottrine eretiche e gnostiche imperversanti nel primi secoli dell’epoca cristiana: eccolo riemergere dalle sabbie dell’Egitto, a ben vedere culla di ogni civiltà. Il volume, edito con il benestare della National Geographic Society che ne detiene i diritti, contiene la traduzione dal copto di un testo estratto dal Codice Tchacos, contenente anche altri tre scritti gnostici (di cui due già noti perché contenuti nei codici rinvenuti a Nag Hammadi, ed un terzo ancora tutto da scoprire denominato “Vangelo dell’Allogeno”). Probabilmente anche per cavalcare la tigre dell’onda emotiva determinata dal successo de Il Codice Da Vinci di Dan Brown, la National Geographic ha prontamente posto in circolazione questo libro, in cui, oltre alle frammentarie parole ricostruite del “Vangelo” apocrifo (cioè non riconosciuto come canonico dalla Chiesa cattolica), si delinea la storia delle vicende che hanno consentito il ritrovamento del testo, scomparso per ben 1600 anni, nonché contiene i saggi di Rodolphe Kasser (Prof. Della facoltà di Lettere presso l’Università di Ginevra), Marvin Meyer (titolare della cattedra di Studi Biblici e Cristiani presso la Chapman University) e Gregor Wurst (Prof. Di Storia Ecclesiastica e Cristiana presso l’Università di Augsburg), che sono i curatori dell’edizione, nonché un saggio del già citato Ehrman. Il frammentario contesto narrativo, deturpato da numerose e a volte gravi lacune, esprime comunque un messaggio rivoluzionario: Giuda Iscariota, il traditore per antonomasia, colui che per il miserrimo corrispettivo di trenta sicli consegnò il Signore alle autorità provocandone la morte per crocifissione, in realtà era il suo discepolo prediletto, colui al quale Gesù avrebbe consegnato la vera dottrina esoterica cristiana, dal contenuto decisamente gnostico. Lo stesso presunto tradimento sarebbe stato in realtà richiesto da Gesù perché così si compisse la profezia ma, ancor più, perché finalmente l’anima del Cristo si liberasse dalla prigionia del corpo. Nel Vangelo di Giuda il ribaltamento della versione evangelica accettata nel proprio canone dalla chiesa è completo: la professione di fede, cioè il riconoscimento di Gesù quale Figlio del Dio Vivente, non avviene ad opera di Pietro (la “confessione di Cesarea” in Mt 16,13 – Mc 8,26 – Lc 9,18), gratificato per la sua grande intuizione con l'essere costituito pietra su cui sarà edificata la Chiesa, bensì ad opera dell’Iscariota, l’unico che intuisce la reale natura del Cristo, proveniente dalle regioni ultrauraniche di Barbelo (concezione divina già esplicata nella Pistis Sophia). Purtroppo molti passaggi, già difficili per la particolare complessità della dottrina gnostica ivi contenuta, sono resi ancora più oscuri a causa delle lacune provocate dal tempo: il codice è giunto nelle mani degli studiosi già consunto e logoro, ed ha richiesto una certosina opera di ricostruzione che, però, non è riuscita a restituirci il testo completo. Davvero interessanti i saggi che comunque accompagnano la traduzione del vangelo apocrifo ritrovato, in cui, oltre ad una esegesi sistematica del testo, si ritrova una spiegazione molto accessibile su cosa fosse il variegato e complesso mondo della gnosticismo all’epoca del protocristianesimo, un complicato coacervo di dottrine di ispirazione neoplatonica spesso condito da cosmogonìe mitologiche davvero cervellotiche, ma che in comune avevano, e conservano, un fondo di dottrina secondo cui la Salvezza risiede in una particolare forma di conoscenza non accessibile a tutti, tanto meno espressa e comunicata dalla Chiesa universale che, minacciata in radice da tali concezioni del messaggio di Cristo, ha ben ritenuto di perseguitarne i filosofi e distruggerne i libri. Ma non è certo con i roghi, la scomunica dei divorziati e la condanna dell’amore omosessuale che si garantisce la salvezza dell’anima, soprattutto in un mondo ancora tormentato dalle guerre plutocratiche e dalla fame dei poveri. Quosque tandem … Web: http://www.whitestar.it. (S*Tox)

Fango di Niccolò Ammaniti (1996, 317 pagine, Mondadori, prezzo: 7.80 Euro) .
Che Ammaniti piaccia alla redazione di Ver Sacrum ve ne sarete oramai già accorti, perché in questo spazio abbiamo recensito quasi ogni cosa da lui prodotta, sia come autore che come sceneggiatore di fumetti (farebbe eccezione il suo romanzo d'esordio Branchie di cui però sinceramente non ho un gran ricordo). Fango è una raccolta di sei racconti pubblicata originariamente circa 10 anni fa. Se ci si arrischia ad usare delle formule sintetiche per definire il modo di scrivere di Ammaniti si potrebbero identificare nei suoi scritti tre stili diversi: il noir grottesco, pieno zeppo di folkloristici personaggi, descritti con grandissimo humour dall'autore, coinvolti in situazioni al di là della legge, della morale comune o semplicemente dalle leggi naturali; il noir "cannibale," più secco come stile, grondante sangue ed efferatezza, assolutamente disturbante nella sua descrizione impietosa di atti violenti; infine lo stile intimista, quello di Non ho paura e di una parte di Ti prendo e ti porto via per intenderci, in cui la narrazione viene filtrata dagli occhi ingenui dei bambini, spesso incapaci di capire appieno e di reagire agli eventi in cui sono coinvolti. I racconti di Fango sono caratterizzati dalle prime due tipologie di stili: in particolare nella descrizione di situazioni grottesche Ammaniti eccelle. Per Fango ha creato una fauna di personaggi assolutamente improbabili e terribilmente (tragi)comici e li ha ritratti in momenti davvero esilaranti. E' il caso de "L'ultimo capodanno dell'umanità", "Lo zoologo" e "Fango". La prima storia, che insieme a "Fango" era stata anche trasformata in fumetto nel volume Fa un po' male, racconta di un'apocalittica vigilia di capodanno, scandita dallo scorrere del tempo inesorabile verso la mezzanotte, in un grande condominio di lusso di Roma. Come in una specie di versione grottesca e accelerata del Condominio di Ballard i suoi abitanti saranno coinvolti in un'ondata di violenza e soprusi fino all'esplosivo (letteralmente) finale. Altrettanto riusciti sono gli altri due racconti grotteschi, con "Lo zoologo", che può essere anche letta come una metafora horror sull'inerzia della classe universitaria italiana, e "Fango", una storia di un coattissimo malavitoso romano che si caccia nei guai e cerca di uscirne in modi più che goffi: memorabile è la sequenza nel bagno de "L'università del tramezzino" (che ovviamente non vi racconto). "Rispetto" e "Ti sogno con terrore" sono invece racconti "cannibali" più rigorosi nello stile. Molto riuscito è il primo dei due, in cui viene descritta una scena di violenza "da branco" ai danni di tre ragazze, in cui gli eventi sono narrati proprio dal punto di vista del branco, in un crescendo di eccitazione e cattiveria. Un racconto molto efficace che colpisce allo stomaco il lettore per la crudezza della narrazione. Più convenzionale è invece "Ti sogno con terrore", piacevole comunque per il suo colpo di scena finale. Il racconto conclusivo della raccolta è in realtà formato da 2 storie indipendenti tra loro, ovvero "Carta" e "Ferro", che in qualche modo sono il punto di incontro tra i 2 stili presenti nel libro: "Carta" è infatti un racconto "cannibale", ottimo nella capacità di descrivere l'ambiente claustrofobico dove si svolgono le vicende, mentre "Ferro" è una buffa storia d'amore tra uno squallido e arrapatissimo cliente di prostitute e una graziosissima ragazza bionica. Sono racconti divertenti quindi quelli di Fango perfetti per dei momenti di svago senza troppo impegno. Chi ha amato lo stile maturo e profondo di Non ho sonno potrebbe rimanere deluso da questo volume ma se apprezzate il noir estroso, pieno di situazioni bizzarre e comiche, le storie di Fango vi faranno piacevolmente compagnia. Web: http://www.niccoloammaniti.com/. (Christian Dex)

Come il lupo di Eraldo Baldini (2006, 235 pagine, Einaudi Stile Libero, prezzo: 14.50 Euro) .
Con Gotico Rurale ho avuto una vera e propria folgorazione per Eraldo Baldini e da quel momento in poi, con il mio tipico comportamento ossessivo-compulsivo, sono andato alla ricerca di ogni altro libro da lui pubblicato. Ho letto delle cose davvero eccelse (Mal'aria, Terra di nessuno), altre decisamente buone (Faccia di sale, Bambini, ragni e altri predatori), delle mezze delusioni (Nebbia e cenere) e delle delusioni assolute (Tre mani nel buio, Bambine). Come il lupo è fortunatamente un libro molto buono, che mi ha decisamente riappacificato con l'autore (date un'occhiata anche al mio giudizio non troppo lusinghiero del suo contributo in Medical Thriller). Si tratta ancora una volta di un romanzo di ambientazione "gotico rurale", sebbene la cifra del "perturbante" non sia stata marcata fino in fondo e viene solo usata per descrivere i rituali di natura pagana, apparentemente spaventosi ma in realtà tutt'altro che immorali o deplorevoli, degli abitanti di Valchiusa, una minuscola e chiusissima comunità nascosta fra le montagne dell'Appennino tosco-emiliano. La storia però non è di "suspense" pura visto che Baldini usa con destrezza dei toni intimisti per descrivere la vita e il travaglio interiore del protagonista del romanzo. Rispetto ad altre sue opere questo suo tentativo di usare corde più personali qui riesce bene: Come il lupo è struggente e mai patetico, commuove e non irrita. Queste sue diverse anime "fantastico" e "intimista" si bilanciano a vicenda, senza che una prenda mai il sopravvento, con il risultato di dare al romanzo spessore ma anche di renderlo terribilmente intrigante. Molto interessante inoltre è l'intrecciarsi nel romanzo della Storia (S maiuscola non a caso) del dopoguerra italiano, con il tristissimo capitolo delle repressioni poliziesche delle prime proteste operaie che costarono la vita a diverse persone (Modena 1950). La speranza del protagonista di poter costruire un mondo nuovo, più giusto e migliore dopo l'orrore della guerra si chiude il giorno degli incidenti di piazza, con il ferimento della moglie, che muore di lì a poco. Incapace di affrontare il lutto e di convivere con la malattia della figlia l'uomo si rifugia in montagna dove entra in contatto con questa misteriosa comunità. Bella davvero è poi la caratterizzazione dei personaggi, in particolare la misteriosa Nonna Vera, vera matriarca della comunità di Valchiusa. Non possono poi mancare dei bambini nei romanzi di Baldini, vero "marchio di fabbrica" dell'autore romagnolo: qui c'è la piccola Elisa, la figlia malata di epilessia del protagonista. Davvero un lavoro riuscitissimo a cui non mi sento di fare un singolo appunto: stavolta non c'è dubbio, Baldini ha realizzato l'opera della maturità. Bene, bravo, bis! Web: http://www.eraldobaldini.it/. (Christian Dex)

Medical Thriller di Eraldo Baldini, Carlo Lucarelli, Giampiero Rigosi (2002, 290 pagine, Einaudi Stile Libero, prezzo: 12.00 Euro) .
Il genere "medical thriller" è indubbiamente di gran moda negli ultimi tempi e con il grandissimo successo della serie televisiva CSI sicuramente ha acquisito nuovi fans. Ciò fa quindi supporre che il libro in esame abbia senz'altro trovato un buon riscontro di pubblico anche se a onor del vero si tratta di un'edizione del 2002, uscita quindi in tempi ancora non "sospetti". Medical Thriller contiene 3 storie scritte da altrettanti autori ormai molto apprezzati nel campo del "giallo". L'edizione "Einaudi Stile Libero" e la fama che circonda gli autori mi faceva sperare in un'opera particolare e di un certo spessore. Medical Thriller è invece piuttosto leggero, giusto adatto per una lettura rilassata durante le ferie. Intanto questo prefisso "medical" è abbastanza forzato, soprattutto se uno si aspetta dei racconti alla Patricia Cornwell (o alla CSI appunto) in cui il contesto medico/scientifico è molto presente: se nei racconti di Rigosi e di Lucarelli almeno i personaggi appartengono a quel mondo, nel racconto di Baldini invece l'ambientazione è completamente diversa e l'unico aggancio con il tema è rappresentato dalle pillole anticoncezionali che prende la protagonista e che scandiscono il tempo che passa in una storia di rapimento. Lucarelli si conferma ancora una volta l'autore più maturo e riesce a confezionare un episodio tenero ed efficace al tempo stesso, scritto con la sua solita maestria. Rigosi invece confeziona il racconto più banale e scontato, con un taglio da sceneggiato "televisivo" che sulla carta stampata è sempre assai difficile da apprezzare (Rigosi d'altronde ha lavorato come sceneggiatore per la serie TV "Distretto di Polizia" e forse questo stile più "visivo" è nelle sue corde). Baldini, uno degli autori contemporanei italiani da me preferito, conferma di non avere proprio il "senso" per il giallo. Se infatti l'autore romagnolo eccelle nei racconti di ambientazione fantastica e misteriosa, i thriller da lui scritti (ad esempio le storie brevi di Tre mani nel buio) mi hanno immancabilmente deluso in quanto i personaggi e le vicende sono descritti in un modo tutto sommato scontato, usando un linguaggio piatto, più adatto alla televisione che al libro. Le note più intime inserite in questo racconto (il diario della protagonista) non rendono profonda né interessante la storia, ma semmai solo un po' più patetica. Davvero una delusione (meno male che il suo ultimo volume Come il lupo che viene sempre qui recensito è di tutto un altro livello). In conclusione Medical Thriller è un libro adatto ad una lettura spensierata anche se è forse un po' troppo caro per il suo livello globale; l'acquisto mi sento di consigliarlo solo agli ammiratori di Lucarelli che vogliono completare ad ogni costo la collezione dei suoi scritti. P.S. quando si dice il caso, il volume è stato ristampato da poco in una nuova edizione, sempre per Einaudi, che sfoggia una differente copertina. (Christian Dex)

Alta criminalità. Il meglio del noir italiano a fumetti di Eraldo Baldini, Massimo Carlotto, Carlo Lucarelli, Wu Ming 2 e altri (2005, 359 pagine, prezzo: 12.40 Euro) .
Il noir è un genere molto adatto ad essere contaminato con altre forme espressive e raccontato con i media più disparati. Oltre che in televisione e al cinema, che ormai da tempo hanno scoperto quella miniera di talenti che la "scena" italiana ci offre, anche nel fumetto si stanno producendo delle interessanti opere ispirate ai racconti degli scrittori noir di casa nostra. Dopo il Coliandro del duo Lucarelli-Catacchio e Fa un po' male realizzato sulle storie di Ammaniti, e di cui abbiamo già parlato in un'altra edizione delle recensioni, esce questo Alta criminalità, otto storie a fumetti basate sui racconti di autori ormai affermati, ovvero il "solito" Lucarelli più Baldini, Carlotto, Dazieri, Pinketts, un membro del collettivo Wu Ming (il numero 2 per l'esattezza), insieme a Cajelli e Recchioni che vengono già dal mondo dei comics dove lavorano come sceneggiatori. La qualità delle storie e dei disegni è abbastanza alterna ma in generale siamo di fronte ad opere di buona fattura. Una vera chicca è la riduzione di quel vero capolavoro che è "Arrivederci amore, ciao" di Carlotto, recentemente portato al cinema da Michele Soavi (e di cui parliamo in queste pagine). Personalmente trovo che il lavoro di Luca Crovi alla sceneggiatura e Andrea Mutti ai disegni sia stato davvero superbo, in quanto sono riusciti a rendere il dovuto omaggio al volume di Carlotto pur producendone una versione personale e non filologicamente pedissequa. La loro interpretazione è pertanto assai più riuscita di quella data al cinema da Soavi in cui invece secondo me si sono persi per strada molti degli elementi più forti e duri del libro di Carlotto e che lo rendevano speciale. Altra chicca è la brevissima storia "Il delitto di Natale", solo 5 pagine assolutamente deliziose in cui Lucarelli si mostra ironico e tenero (talvolta capita anche nelle pagine dei suoi romanzi) e ancora una volta assolutamente originale: un plauso anche ai disegni di Villa realizzati in un elegante stile pittorico in cui gli eventi, anche per la scelta di non utilizzare le classiche "nuvolette" per contenere i dialoghi, sembrano quasi sospesi nel tempo. Buona anche la storia di Baldini, tratta da un bellissimo racconto di Gotico Rurale che comunque perde un po' in questa edizione a fumetti, visto che per i toni angoscianti del racconto sarebbe stato probabilmente necessario uno stile più suggestivo ed evanescente, meno basato sul semplice "tratto nero" di quello del disegnatore Mario Mondo. Divertente e ben realizzato l'episodio "Battaglia" di Recchioni e Leomacs, una specie di versione a fumetti, in chiave vampirica e "cannibale", del Camillo & Don Peppone. Lo stile dei disegni, molto dinamico e con un taglio decisamente "cinematografico" mi ha un po' ricordato il Ramarro di Giuseppe Palumbo. Carine sono anche le storie "Pinocchio" (Dazieri/Rosenzwig) e "Milano criminale" (Cajelli/Guerrieri), ispirata già dal titolo ai film "poliziotteschi" degli anni '70. Un po' più insulsi invece sono risultati gli episodi a firma Pinketts/Cremona ("Il punto di vista del licantropo") e Wu Ming 2 ("La ballata del corazza"), quest'ultimo con i disegni di Onofrio Catacchio, da cui sinceramente mi sarei aspettato qualcosa in più. Complessivamente Alta Criminalità è quindi un volume piacevole, sicuramente un esperimento riuscito di coniugare due forme artistiche (il noir e il fumetto) considerate troppo spesso (e a torto) come secondarie e marginali. La speranza è quindi quella di vedere presto un "volume 2" di Alta criminalità con nuove storie e magari un lavoro più severo in fase di editing, sia per le sceneggiature che per i fumetti. (Christian Dex)

Gotico in Europa di Fabio Bourbon - Francesco Corni (2005, 168 pagine, Priuli & Verlucca, prezzo: 39.90 Euro) .
Quest’opera mi ha portato indietro di molto tempo: il pensiero è immediatamente volato ai tempi del liceo, un numero così grande di anni fa che non ho neppure il coraggio di provare a valutarlo. Ricordo che all’epoca l’insegnante di storia dell’arte ci confessò che, dopo il primo anno d’insegnamento, non era mai più stata in grado di assegnare il massimo voto ad un disegno a mano libera; il motivo era semplice: quell’anno un suo studente aveva disegnato a china, a partire da fotografie, le facciate delle cattedrali di Parigi e Reims, con un tale livello di dettaglio e perfezione che nessuno era (almeno all’epoca) riuscito ad avvicinarlo. Immagino che i disegni in oggetto dovessero assomigliare, in qualche modo, a quelli presenti in questo interessante libro, realizzati da Francesco Corni, che ci delizia con dettagliatissime riproduzioni di numerose realizzazioni dell’architettura gotica, con una dovizia di particolari che ha dell’incredibile. Il libro in oggetto è costituito da quattro parti: la prima è un’introduzione all’architettura gotica, dalla sua nascita nell’Ile de France alla sua diffusione in tutto il resto d’Europa; in questa sezione, sono molto interessanti anche le note sulle modalità e le tecniche con cui le maestose opere venivano realizzate. Questa parte introduttiva è abbastanza breve e concisa, non eccedendo in tecnicismi e dettagli che la renderebbero poco scorrevole e leggibile; si tratta di un’infarinatura molto generale, a mio giudizio in linea con gli scopi di una pubblicazione di questo tipo, che dà idea di come e perché si sia sviluppato un gusto così particolare nell’arte medievale. Eventuali necessità di approfondimento andranno quindi gestite ricercando su altre fonti, (peraltro in fondo al libro è riportata una breve bibliografia); interessante anche, sempre in coda all’opera, la cronologia in cui sono riportate parallelamente le grandi realizzazioni di alcune opere insigni dell’epoca gotica. Le sezioni successive descrivono più dettagliatamente alcuni dei capolavori dell’architettura gotica europea, suddividendoli tra edifici religiosi, civili e militari. Anche in questo caso le descrizioni sono di lettura scorrevole ma riportano spesso interessanti curiosità legate sia alla storia, sia alla realizzazione sia alla struttura dell’opera a cui fanno riferimento. Da un punto di vista saggistico, quindi, questo lavoro non è certo dedicato ad addetti ai lavori né tantomeno a studenti di architettura ma può essere un’utile e piacevole introduzione per chi, colpito dalla maestosità dell’architettura gotica, volesse iniziare a informarsi a riguardo senza dover necessariamente leggere opere troppo complesse e dettagliate che potrebbero facilmente far perdere il filo della discussione. Quello che colpisce notevolmente è invece la parte grafica: i disegni sono incredibilmente dettagliati e gli spaccati, che mostrano al contempo la struttura esterna e l’aspetto dell’interno delle opere, mi hanno lasciato a bocca aperta, spingendomi ad acquistare il libro senza indugi. Indubbiamente il prezzo non è bassissimo ma, considerato il grande formato (31x40.5) e il contenuto, ritengo che sia senz’altro consigliabile l’acquisto a chiunque apprezzi l’architettura gotica e il disegno a china. Come è prevedibile, poiché il numero di opere prese in considerazione è necessariamente limitato, alcune tra le preferite dei lettori potrebbero non essere presenti (ad esempio mancano proprio le cattedrale di Reims e Parigi) ma questo non sminuisce il valore di un’opera interessante e unica. (Ankh)

Pessimi Segnali di Enzo Fileno Carabba (2004, 193 pagine, Marsilio Black, prezzo: 12.00 Euro) .
Come immaginate un centro della Croce Rossa? Volontari che sacrificano il proprio tempo libero, mettendolo al servizio del prossimo. Eroi senza nome e senza volto che svolgono la loro missione nell'ombra, gratificati si e no da un trafiletto sul quotidiano del posto. Non è così, pare, a Torresola, ridente (?) paesino del Valdarno ove il nostro Narratore viene inviato a svolgere servizio civile. E fulcro ove si dipana l'intricata trama di "Pessimi segnali", ottima prova di Enzo Fileno Carabba, valente estensore di un romanzo ove tagliente ironia ed una tangibile vena horrorifica, mai calcata oltre misura, innerbano una scrittura efficacissima svolta con fine eleganza. Un romanzo prezioso, perchè risalta le qualità di chi lo firma. Tutto pare sospeso, a Torresola, trasportato in uno strampalato universo parallelo: l'irreale atmosfera che pervade il sottocomitato della locale CRI, popolato da perdigiorno deviati dediti alla contemplazione di infiniti porno di infima serie o dementissimi programmi TV, le forsennate corse in autostrada alla cerca dei luoghi ove si sono appena consumati tragicissimi incidenti, meglio se corredati da morti e da copiosi spargimenti di sangue (che eccitano vieppiù i bestiali crocerossini torresolani), la Casa del Popolo, il supermercato della Coop... Sospeso come la mente del Protagonista, il povero Augusto, costretto da una banale caduta dall'altalena, ad un isolamento quanto mai bizzarro ed inspiegabile. Muto, cieco, sordo. Non parla, non reagisce agli stimoli, non comunica. O forse lo fa, in un modo assolutamente personale, particolare, proprio col narratore, l'unico evidentemente in grado di comprendere i suoi messaggi. Vuole fuggire da un mondo che rifiuta? E qual è il ruolo della pittoresca Comunità sita sui vicini colli? Ed i collegni del narratore, a che punto sono invischiati in questa assurda vicenda? Sono dei subdoli cattivi o semplicemente ebeti ed ignare pedine di un giuoco spietato che le loro menti impigrite nemmeno riescono a comprendere? Non lo sapremo mai. Il narratore termina il suo servizio, lascia Torresola. La trama s'interrompe, come un filo che si spezza. Vi torna dieci anni più tardi, a trovar la nonnetta di Augusto. Il quale, poco a poco, ha riacquistato la normalità che l'accidente aveva obnubilato. Ma è stato davvero così? Ed i conigli? Cosa centrano i conigli? Galoppano a frotte, incolonnati sull'autostrada. I loro occhietti scrutano nel buio, lo perforano. I loro dentoni luccicano, sinistri bagliori d'un rituale fuoco arcano. Che siano divinità inafferrabili ed immortali? La chiave del segreto è nella criptica mente del piccolo Augusto. Oppure, probabilmente, tocca alla nostra fantasia disvelarlo. Spariràquestofreddoaltocrinale. Web: http://www.marsilioeditori.it. (Hadrianus)

Città eterna, città occulta di Fulvia Cariglia (2005, 179 pagine, Mondadori, prezzo: 8.00 Euro) .
È inutile negare che provo per la mia città un profondo amore: mi piace girarla, sentirla e viverla cercando di superare l’aspetto tanto ostico di grande città, quello che consiglierebbe di rinchiudersi in casa, magari lontano dal centro. Roma è tipicamente associata, un po’ come tutte le città mediterranee, ad un’idea di solarità ben lontana da quelli che sono i miei gusti “altri”, quelli che mi spingono a proseguire con passione nella ricerca di realtà che mi suggeriscano sensazioni oscure. D’altra parte l’Urbe è così antica che non può non racchiudere in sé profondi misteri, lo spettro di oltre due millenni di esistenza, in alcuni momenti pacata ma in alti senz’altro più tribolata. Mi sono quindi ritrovato a collezionare libri sugli aspetti più nascosti di Roma, città che ha tutto un mondo sotterraneo (nel vero senso della parola) ricco di interesse e di fascino ma che allo stesso tempo, con lo spirito tipico dei romani, è in grado di scherzare su se stessa. Era proprio alla ricerca di questi aspetti che ho acquistato questo saggio che, devo dirlo subito, non è riuscito a colpirmi troppo favorevolmente. In effetti sotto certi aspetti è molto ben curato: le ricostruzioni storiche sono in genere piuttosto approfondite e documentate (ad esempio la storia di Beatrice Cenci); d’altra parte, ho l’impressione che le descrizioni siano troppo strettamente legate alla presenza dei Papi, mentre molto poco si dice di tradizioni ancora più antiche ma sempre presenti. In alcuni punti, il saggio appare più come un trattato di spiritismo che non una descrizione dei misteri della città: sembra quasi che il suo scopo principale sia il voler convincere dell’esistenza di una vita dopo la morte piuttosto che guidare il lettore curioso in un percorso affascinante attraverso la città. Manca inoltre quella capacità di scherzare su di sé che è tipica di altre pubblicazioni del genere e che caratterizza molto spesso le storie e le tradizioni dei misteri di Roma, in cui spettri e fantasmi sono spaventosi ma in fondo nemmeno troppo. La lettura non è particolarmente scorrevole, forse proprio per questa seriosità a volte eccessiva, ma probabilmente anche per uno stile un po’ più prolisso dello stretto necessario. Rimane comunque un buon documento su quegli eventi della storia di Roma che raramente si studiano nelle scuole e riesce anche a dare un’idea interessante e, in fondo, fuori dai normali canoni di insegnamento catechistico, di quali siano stati i meccanismi complessi che hanno agitato il Vaticano in epoche passate. Considerato anche il prezzo non certo elevatissimo, malgrado tutto mi sento di consigliarne la lettura a chi fosse interessato al tema. (Ankh)

Arrivederci amore, ciao di Massimo Carlotto (2006, 183 pagine, Edizioni e/o, prezzo: 9.50 Euro) .
L'uscita nelle sale dell'omonimo film di Michele Soavi ha spinto la ristampa di questo volume originariamente edito nel 2001. La riduzione a fumetti del romanzo presente in Alta Criminalità (si veda recensione in queste pagine) mi ha stimolato fortemente a leggere il libro di Carlotto e devo dire che non sono rimasto per niente deluso, anzi. Arrivederci amore, ciao è davvero un capolavoro, uno dei migliori romanzi (noir e non) mai letti negli ultimi anni. La cosa che più mi ha colpito è la sua durezza, davvero estrema, che Soavi comunque non è riuscito a riprodurre a dovere nel film (che infatti per questo motivo mi ha deluso). Non c'è davvero alcuna speranza nelle pagine del libro, dove il protagonista, Giorgio Pellegrini, è un essere totalmente amorale che agisce solo con lo scopo ultimo di ottenere il successo e i soldi. Il romanzo è poi fortemente intriso di temi politici e sociali: Pellegrini è un ex-militante della sinistra extra parlamentare, coinvolto in un omicidio e costretto alla latitanza all'estero. Il suo impegno politico si inaridisce a contatto con la crudissima realtà della lotta di guerriglia in Centro America, esperienza che fa sparire in lui ogni spinta idealistica che viene sostituita da un cinismo crudo e crudele. Pellegrini torna in Europa e quindi in Italia per rifarsi una nuova vita e scalare a doppia falcata i gradini della scala sociale. Nel romanzo Carlotto descrive l'ambiente del nord-est in una luce davvero inquietante e torbida. Sebbene in modo iper-grottesco mostra impietosamente le ombre che fanno da contraltare alle luci di quella che è considerata "la locomotiva d'Italia". Il libro può perciò essere anche letto come una critica al modo di vivere, produrre e concepire l'esistenza da parte dei settori più volgari e senza scrupoli dell'imprenditoria e della società italiana. Il nord-est è d'altra parte un territorio che Carlotto conosce assai bene, tanto da averci dedicato un altro suo romanzo recente: senza avere la pretesa dell'esattezza scientifica Carlotto è riuscito a descrivere un mondo arido e crudele che purtroppo esiste e di cui si riconoscono i segni nella vita politica del nostro paese o leggendo le cronache sui giornali. Arrivederci amore, ciao è anche un godibilissimo "poliziottesco", di quelli cattivi e implacabili, tra l'immaginario asciutto di Fernando Di Leo (o di Scerbanenco se volete) e quello crudelissimo di Tarantino (senza alcuna traccia però di verve o umorismo). E' davvero un peccato che Soavi non sia riuscito a interpretarlo degnamente al cinema... Web: http://www.massimocarlotto.it/. (Christian Dex)

La traccia di Patricia Cornwell (2005, 358 pagine, Mondadori, prezzo: 18.60 Euro) .
Non è la prima volta che ho a che fare con i romanzi di Patricia Cornwell, infatti so con esattezza cosa aspettarmi: quando devo iniziare a leggerne uno penso che probabilmente non sarà il massimo e che magari mi annoierà riproponendo sempre le stesse cose e gli stessi personaggi a cui ormai ho fatto l’abitudine, ma devo ammettere che quasi sempre questi dubbi spariscono con grande velocità… E vista la premessa, vi chiederete cosa può indurmi ad affermare tutto ciò… Beh, la risposta è molto semplice, difatti i libri della scrittrice americana sono i classici lavori che si fanno apprezzare all’istante: basta leggerne poche pagine per essere subito incuriositi da vicende avvolte nel mistero che ruotano intorno a morti inspiegabili, e che sono descritte in maniera tale da non risultare mai troppo pesanti o ripetitive. Le storie sono sì intricatissime (come in ogni buon noir…), ma la loro struttura è così ben delineata che non si rischia mai di “perdersi” nei meandri della narrazione o di non riuscire a fare i collegamenti o le deduzioni necessarie a dare un senso all’intreccio di eventi presentato. Insomma, il talento di questa autrice è fuori discussione e fa sì che anche coloro che ormai la conoscono da anni siano ancora attratti da ciò che racconta nei suoi romanzi. La traccia propone l’ennesima indagine dell’ormai “mitica” anatomopatologa Kay Scarpetta (personaggio che nel 1999 ha vinto lo Sherlock Award per il miglior detective creato da uno scrittore statunitense!), la quale si trova ad affrontare un caso apparentemente normale, ma che a lungo andare si rivela piuttosto complicato visto che la coinvolge in prima persona e ha risvolti alquanto inaspettati. Stavolta il killer da catturare è uno psicopatico che conosce sia Kay (egli ha infatti lavorato all’Istituto di Medicina Legale di Richmond, Virginia), sia sua nipote Lucy Farinelli (ex agente dell’FBI e ora capo di un’agenzia internazionale di investigazioni chiamata Ultimo Distretto). L’uomo vuole vendicarsi di quest’ultima e il lettore, fino alla fine, rimane col fiato sospeso in attesa di poter capire i reali motivi che lo spingono a comportarsi così, motivi che ovviamente vengono svelati solo nelle ultime pagine. Se già conoscete la Cornwell sapete che ama descrivere ogni cosa nei minimi particolari e che le indagini svolte dai suoi personaggi partono sempre da un piccolo dettaglio che magari può essere considerato banale all’inizio, ma che spesso rappresenta la soluzione del caso. Ciò accade anche in La traccia, ma stavolta l’autrice ha scelto di mettere in evidenza tale caratteristica delle sue storie già dal titolo (personalmente non condivido molto tale decisione e credo che qualcosa di un po’ meno esplicito sarebbe stato più adatto, ma è anche vero che la banalità di un titolo non può e non deve condizionarci circa i contenuti di un’opera, specie se essa è più che valida!). A questo punto non mi rimane che aggiungere che il libro è imperdibile per i fan della dottoressa Scarpetta, ma anche coloro che finora l’hanno solo sentita nominare potrebbero cogliere l’occasione per farne la conoscenza, perché questo è senz’altro uno dei romanzi migliori scritti dalla Cornwell negli ultimi anni. Se invece fate parte della categoria dei suoi detrattori, beh allora c’è ben poco da dire per convincervi, anzi una recensione del genere probabilmente non avete neanche iniziato a leggerla… Per informazioni: http://www.patriciacornwell.com/. Web: http://www.librimondadori.it/. (Grendel)

Trance & drones - Mappa delle musiche più visionarie degli anni Novanta di Gino Dal Soler e Alberto Marchisio (1996, 180 pagine, Castelvecchi) .
Che senso ha recensire con dieci anni di ritardo un libro che, probabilmente, non è nemmeno più facilmente reperibile in libreria? In effetti la domanda è più che lecita e potrebbe avere più di una risposta. Senza ombra di dubbio, le pubblicazioni “ufficiali” che trattano di musiche eterodosse sono talmente poche che, quando capita di scorgerne una, vale decisamente la pena di affrettarsi a prenderla. Inoltre, Castelvecchi ha riaperto i battenti e, se ci fosse sufficiente richiesta, non è impossibile che questo saggio si possa ritrovare prima o poi in libreria, magari con qualche aggiornamento. Devo dire che, in una primissima fase, la copertina e il titolo non mi avevano attirato troppo, temendo che si trattasse di un libro dedito all’elettronica danzereccia più oltranzista; per fortuna che la parola “drones” mi ha spinto quantomeno a leggere il sottotitolo e poi ad approfondire un minimo: ne è valsa la pena. Il saggio, che prende in considerazione l’evoluzione della musica elettronica eterodossa degli anni ’80 e ‘90 facendo riferimento anche alle sue radici, è suddiviso in due parti: Trance, a cura di Gino Dal Soler, e Drones, a cura di Alberto Marchisio; tra le due sezioni non vi è una distinzione tematica netta: come viene riportato nell’introduzione, sono un po’ come lo yin e lo yang e ciascuno penserà che un determinato artista sarebbe stato meglio inserito nell’altra sezione. In linea di massima, laddove nella prima parte sono descritti artisti più quieti, visionari e meditativi nella seconda sono trattati i musicisti che si spingono verso sensazioni più forti e inquietanti. Trance parte necessariamente da coloro che hanno di fatto creato il concetto di musica d’ambiente, come quel tale che si fa chiamare Brian Eno o il suo amico John Hassell, per poi passare a nomi quali quelli di Vidna Obmana, Steve Roach, Alio Die, fino ad arrivare al canto armonico di Michael Vetter. Anche Drones parte dalle origini profonde delle sonorità che andrà a trattare: dai primi, folli, musicisti industriali per passare all’isolazionismo, alla profonda oscurità interiore di Lustmord, al noise invasato della scena estrema giapponese, alle citazioni sul mondo Cold Meat Industry fino ad arrivare alle commistioni più note da parte di musicisti come Orb e Psychic Warriors ov Gaia. Come è ovvio che sia, non sempre le proprie opinioni coincidono con quelle degli autori, ma l’analisi delle forme musicali è portata avanti con serietà e la competenza degli autori è palese. Nella speranza che prima o poi diventi nuovamente reperibile (magari in qualche libreria dell’usato o nei “reminders” lo si può ancora trovare), mi sento di consigliarne la lettura sia ai curiosi che si sono affacciati da poco verso queste sonorità, sia a chi voglia ampliare o completare la propria cultura in quest’ambito. (Ankh)

Magia Applicata di Dion Fortune (2004, 192 pagine, Venexia, prezzo: 14.50 Euro) .
Protagonista della scena occultistica dei primi del ‘900 europeo, Dion Fortune intendeva raggiungere attraverso i suoi romanzi ed i suoi scritti un vasto pubblico a cui rappresentare le sue conoscenze di magia e di occultismo, improntate al ritorno a una libertà individuale naturale in cui l’energia femminile e lunare si innalza a intermediario con il divino. Dotata fin da piccola di particolari capacità extrasensoriali, in età adolescenziale giunse a Londra dove iniziò un percorso di conoscenza attraverso la Christian Science (alla quale aveva aderito la madre), la psicologia freudiana, le società teosofiche, l’ordine cabalistico della Golden Dawn, il tutto condito dagli studi occulti con il professore anglo-irlandese T.W.C. Moriarty, che lei prese a modello per il Dr. Taverner, personaggio principale di uno dei suoi romanzi più famosi, The Secrets of Dr. Taverner. Dopo la morte di Moriarty, diresse la "Christian Mystic Lodge" della Società Teosofica e quindi fondò "The Fraternity of the Inner Light" con l’intento di rimediare a quelli che lei considerava errori della Golden Dawn. Morì di leucemia a Londra nel 1946. Questi sintetici cenni biografici appaiono opportuni per evidenziare la complessità dell’esperienza esoterica dell’autrice e quindi per comprendere il valore di questa sua opera, una raccolta di articoli di Dion Fortune pubblicati dal 1927 al 1940. Culturalmente influenzata dalle varie correnti di pensiero che agitavano i circoli occultistici, spiritistici e di psicologia dell’epoca, l’autrice riteneva che i metodi empirici di autosuggestione fossero una base buona ma non sufficientemente efficace per un valido progresso della persona umana, essendo piuttosto necessario approfondire le implicazioni della reincarnazione e del Karma, nonché le manifestazioni dell’anima nei vari piani oltre quello fisico, attraverso la pratica della meditazione con l’ausilio, possibilmente, del simbolismo cabalistico e dei rituali magici. I diversi articoli spaziano su temi diversi quale “la mente del gruppo”, “La psicologia del rituale”, “Il circuito dell’energia”, “La magia nera” ecc. , seguendo il filo conduttore dell’intento di propinare insegnamenti per accedere ai piani invisibili dell’esistenza, entrare in contatto con le forze cosmiche, difendersi dalle arti oscure e crearsi una personalità magica. Il libro non contiene rituali segreti, arcane scritture e formule magiche ma l’esplicazione di una filosofia esoterica eclettica, un miscuglio di cabbalismo, dottrine esoteriche occidentali, religiosità e pratica induista ecc. che tanto andava di moda nel tormentato periodo ricompreso tra i due conflitti mondiali. Operetta interessante, che sicuramente contiene semi di verità e saggezza, ma la Sacra Scienza è altrove. Web: http://www.venexia.it. (S*Tox)

Beneath the blonde di Stella Duffy (2005, 245 pagine, Marsilio Black, prezzo: 14.50 Euro) .
Il successo del genere noir nel nostro paese ha avuto anche il merito di incoraggiare la traduzione di opere più alternative e meno "mainstream" rispetto a quelle dei grandi giallisti americani o inglesi. Da questo punto di vista la Marsilio sta facendo, con la sua collana Marsilio Black, davvero un eccellente lavoro: basti citare l'edizione dei libri di Andrew Masterson dedicati al personaggio di Joe Panther (ovvero Gesù Cristo in età contemporanea) di cui abbiamo già parlato su Ver Sacrum. Beneath the blonde è il secondo romanzo di Stella Duffy proposto dalla casa editrice veneziana ed è il secondo capitolo di una saga, quella della detective Saz Martin, ad andamento "seriale". Il personaggio principale è un'intrigante lesbica, dura all'apparenza ma assai più tenera e disarmata nella realtà. Come è tipico degli scrittori e delle scrittrici gay anche l'universo che Stella Duffy racconta nel libro è fortemente caratterizzato a livello sessuale. Questo è a mio avviso allo stesso tempo un limite e un punto di forza: un limite, perché rischia di far sembrare una rivendicazione politica/sociale quella che in fondo è solo un'opera di narrativa. D'altra parte – e questo è il punto di forza – nel libro i personaggi sono assai profondi e mai banali. Vivono le proprie pulsioni con molto coraggio e determinazione, dimostrando che nella sfera affettiva è assurdo imporre teoremi e regole rigide. Visto come noir il romanzo è invece abbastanza debole. La vicenda "thrilling" è quasi un pretesto e inoltre Saz Martin come detective è davvero una frana: praticamente si fa ammazzare sotto il naso i membri del gruppo musicale (i Beneath the Blonde, appunto) che era chiamata a sorvegliare. E' difficile poi condividere l'attrazione di Saz per l'eroina della storia, la cantante Siobhan, che riesce incredibilmente bene invece ad essere antipatica e insopportabile. La storia presenta quindi qualche falla e probabilmente se non ci fosse stato il tema lesbico dubito che Stella Duffy avrebbe ricevuto un'attenzione internazionale. Un romanzo leggibile quindi, con una bella caratterizzazione di alcuni personaggi, un tenerissimo e intelligente ritratto di una coppia lesbica: chi cerca il noir duro e puro, ne stia però alla larga. Web: http://www.marsilioeditori.it. (Christian Dex)

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