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Acherontia Styx: Changing Perpspectives We Walk Beyond
(CD - Eye Of Kephra).
Torna ad aggranchiare le nostre coscienza il cupissimo sound di Acherontia Styx, con questo CD che in un certo senso ne rappresenta l'ideale summa ideologica. "Changing Perpspectives..." assembla in fatti sei brani, due tratti dall'opera prima "Enter the kingdom pupas fell" del 2000, uno ("Endosphere") dal mini "Secrets revealed darkness shall be" datato 2001, più "Xenomorph power enslavery" (da Xenomorph", 2002) e due inediti, posti al principio ("Khorozon, a door"), ed in coda al lavoro, ovvero "Stillness". Ancora ambient oscurissima, soffocante, nichilista, musica/non musica fatta di rumori spaventevoli, sussurri, grida, obnubilanti cori circolari levantesi dalle più atre fosse iemali. Mai la caliginosa cappa oltretombale incombente sul disco viene squarciata dal menomo raggio di luce: domina la tenebra, la più profonda, insondabile oscurità. La successione delle perversissime tracks ci permettere di cogliere significative progressioni, più che maturazione, meglio si adatta imputridimento graduale, inesorabile, un lento incancrenirsi fino al finale dissolvimento psichico. Brandelli di carne sanguinolenta, questo è Acherontia Styx!
Web: http://acherontiastyx.com.
(Hadrianus)
Ain Soph: Ottobre
(CD - Old Europa Café, 2002).
Tra le numerose uscite interessanti di questa ultima parte del 2002 c’è anche il nuovo e atteso album dei romani Ain Soph, gruppo la cui importanza è stata spesso sottovalutata qua in Italia e della quale molti si stanno accorgendo solo adesso, grazie soprattutto alle ristampe del vecchio materiale uscite in questi ultimi anni. Sicuramente Ottobre verrà accolto dagli ascoltatori nei modi più svariati: per qualcuno magari suonerà strano e sconclusionato, difficile da capire e da apprezzare, altri invece lo troveranno affascinante e particolarissimo. Io faccio parte di questa seconda categoria di persone e, a dir la verità, la cosa non mi sorprende affatto dato che praticamente ogni album di questo gruppo ha rappresentato per me una grande (e piacevole) scoperta. Se è vero che il sound degli Ain Soph non è più quello eso-industrial degli inizi, è altrettanto vero che le loro più recenti composizioni sono comunque caratterizzate da atmosfere cupe e oscure, capaci di avere un effetto straniante sull’ascoltatore, e tutto questo accade nonostante siano abilmente “camuffate” da ballate rock/folkeggianti. Dei sette brani presenti nel cd devo citarne due che mi hanno particolarmente colpito, cioè “Cavalieri del tempo” (che farà felici i fan dei Der Blutharsch!) e il lunghissimo e conclusivo “Koda”, da soli più che sufficienti a giustificare l’acquisto di Ottobre. Il mio consiglio è quello di ascoltare con calma questo album: probabilmente all’inizio ne rimarrete stupiti e sarete incerti su come valutarlo, ma state certi che ad ogni nuovo ascolto scoprirete qualche aspetto che magari prima non avevate notato e che, di conseguenza, ve lo farà apprezzare sempre di più...
(Grendel)
L'Ame Immortelle: Tiefster Winter
(MCD - Trisol/Audioglobe, 2002).
Decisamente convincente il nuovo singolo di L'Ame Immortelle;
la band austriaca ci propone "Tiefster Winter" come biglietto da visita
in attesa del nuovo album annunciato per Marzo 2003.
Una canzone a mio avviso molto bella, nel loro collaudato stile che prevede
la contrapposizione tra la melodiosa voce di Sonja e quella aggressiva di Thomas;
si potrebbe obbiettare che tale formula sia un po' abusata da questi ragazzi austriaci,
ma questo e' ormai un loro tratto caratteristico. Il nuovo singolo per altro (così come l'album)
e' prodotto da John A. Rivers, gia' produttore dei Dead Can Dance tanto per fare un nome d'alto livello,
e promette delle innovazioni nei suoni e negli arrangiamenti. Per ora notiamo dei garbati
interventi chitarristici (strumento sin'ora in pratica totalmente ignorato nei loro dischi precedenti) che
diventano ben piu' massicci nella seconda traccia, ovvero il remix di "Tiefster Winter" a cura dei norvegesi
Zeromancer: ottima anche questa versione ; molto gradevole anche la terza traccia, il "Klubtekk rmx" .
Il mcd viene completato dalla ritmata "Just Defy" (brano molto gradevole cantato da Thomas nella parte
piu' "dance", con intermezzo romantico di Sonja) e dalla strumentale "Scheideweg".
Un interessante mcd che mette gia' abbastanza carne al fuoco nell'attesa dell'album.
Web: http://www.lameimmortelle.com.
(Candyman)
Arcana: Inner Pale Sun
(CD - Cold Meat Industry/Audioglobe, 2002).
Che sospiro di sollievo ho tirato dopo l'ascolto di questo album! Inner Pale Sun è infatti bellissimo! Un ritorno straordinario per gli Arcana, rimasti ormai col solo Peter Pettersson: sinceramente temevo che il gruppo potesse perdere con la dipartita della straordinaria vocalist Ida Bengtsson quella ieratica eleganza che le precedenti opere avevano mostrato, per deviare verso sonorità più industrial o dark-folk, magari sempre belle ma senza la straordinaria magia che il nome Arcana sa evocare. Con una classe veramente notevole Pettersson confeziona un CD la cui unica pecca è la breve durata (solo 38 minuti): musica eterea di grandissimo fascino in cui si mescolano sonorità orchestrali, cori, il pesante rullare dei timpani, percussioni marziali, il tutto combinato con cura. I suoni sono pieni, talvolta sembra di ascoltare una grande orchestra, ma soprattutto le melodie sono bellissime e rapiscono sin dal primo ascolto. Il CD presenta anche il brano "We rise above", uscito come singolo nella scorsa primavera e recensito anch'esso sul sito di Ver Sacrum. Una menzione particolare va poi alla performance canora di Peter Pettersson che è stato capace di non far sentire la mancanza - compito alla vigilia quasi impossibile - dei vocalizzi della Bengtsson: prendete ad esempio "Innocent child" dove sembra quasi di ascoltare Brendan Perry! E' comunque presente una vocalist femminile, Ann-Mari Thim, che impreziosisce con i suoi gorgheggi le melodie di alcuni pezzi (anche se, come notato nella recensione del singolo, siamo lontani dalle doti canore della Bengtsson). Da citare è poi "Song of the dead sun" un brano dagli arrangiamenti molto pieni e basato su una linea melodica orientaleggiante che non avrebbe sfigurato nella colonna sonora di qualche colossal epico storico come "Il Gladiatore". Uno degli album più belli di questo 2002 ormai giunto al termine. Acquisto veramente consigliato.
Web: http://www.coldmeat.se.
(Christian Dex)
Artrosis: Melange
(CD - Metal Mind Records, 2002).
Ho l’impressione che a parecchi ascoltatori il nome di questa band proveniente dalla Polonia non suonerà particolarmente familiare: molto spesso infatti, a causa di problemi legati alla distribuzione, alcuni gruppi rimangono pressoché sconosciuti al di fuori del loro paese di origine. In questo caso comunque abbiamo a che fare con una band che ha già una lunga carriera alle spalle ed è famosissima in madrepatria, dove viene considerata come il miglior gothic act in circolazione. Vorrei sottolineare che, a mio parere, la descrizione della loro proposta musicale non può limitarsi al menzionare un unico genere perché le undici tracce di Melange, pur trovando nel gothic un solido punto di appoggio, inglobano anche altri tipi di influenze come ad esempio quelle del metal e dell’elettronica. Il processo compositivo che sta dietro ai brani degli Artrosis non si ferma però al tentativo di amalgamare i generi appena citati, cosa che molte altre bands di oggi stanno facendo, ma va molto oltre dato che la loro musica è anche caratterizzata da una forte vena progressive/sperimentale. I brani sono infatti piuttosto complessi e mai scontati, lontani quindi da quell’immediatezza che spesso contraddistingue i gruppi a cui si faceva riferimento in precedenza e che, in alcuni casi, li rende anche un po’ troppo simili l’uno dall’altro. È quindi l’originalità della proposta ciò che più colpisce di questo Melange, sottolineata tra l’altro da parti vocali decisamente fuori dal comune ad opera della brava Medeah, sempre attenta a sviluppare il proprio stile e a sperimentare con la propria voce. Un album sofisticato e “difficile” quindi, ma dotato di un fascino molto particolare...
Web: http://www.metalopolis.pl.
(Grendel)
Black Noise : Black Silence
(CD - autoprodotto, 2002).
Il terzetto dark dei Black Noise si presenta con questa auto-promozione dimostrativa dal sapore sicuramente acerbo: classico trio chitarra/voce – basso – batteria alla ricerca di dimensioni oscure ed inquietanti. Sul cd-r vi sono solo due tracks: la prima ("Death Laws") è a dir il vero alquanto monotona, sciorinando un pezzo agevolmente divisibile in due sezioni A – B che si ripetono ma, sinceramente, senza scorrere fluidamente l’una nell’altra bensì accostandosi un po’ rozzamente. La ripetitività monocorde può essere interessante e coinvolgente ma, come una qualsiasi arma a doppio taglio, se la si maneggia improvvidamente si rischia di farsi male (in questo caso: si è un po’ noiosi). La seconda track ("Black Silence") è senz’altro migliore, si colgono delle buone idee nelle sonorità manipolate ed anche l’esecuzione è più convincente anche se un po’ … metal nei fraseggi chitarristici. Forza allora, rimbocchiamoci le maniche, ragazzi ! La materia su cui lavorare c’è ma bisogna crescere.
Per informazioni: Alessandro. tel 338/9957240.
email: darkangel_1409@lycos.it.
(S*Tox)
Blacksun: Awaken of the hidden
(CD - autoproduzione, 2002).
Luca Basili, alias Blacksun, ci propone nove tracce di musica elettronica profondamente oscura ed "ambientale" ; cupe voci maschili e femminili
ci conducono in viaggi allucinati al ritmo di freddi suoni elettronici minimalisti.
Rispetto al lavoro precedente ("Shred it ! "), trovo che le atmosfere siano ancora
piu' rarefatte e cupe e i ritmi rallentati, mentre per quanto riguarda il cantato, si e' fatto ricorso anche alla lingua italiana. Il disco trova i suoi momenti migliori nella
strumentale "Romantic Death" e nella visionaria "Il sogno", ma al di la' dei singoli
episodi, la forza dell'opera risiede proprio nell'omogeneita' dei brani che lo compongono. Volendo fare dei paragoni, trovo che i Kirlian Camera possano essere stati una buona fonte d'ispirazione per Blacksun, ma forse tale accostamento era piu'marcato nel primo lavoro; al di la' di ogni paragone trovo che "Awaken of the hidden" sia un lavoro interessante e meritevole d'attenzione. Ora tocca a qualche etichetta farsi avanti.....
Web: http://members.xoom.virgilio.it/sunblack/.
email: sunblack@freemail.it.
(Candyman)
Dance on Glass: Daydreaming
(CD - Metal Mind, 2002).
I Dance on Glass sono un duo anglo polacco composto dai coniugi Ania e Dave Blomberg, lei ex vocalist della goth-band polacca Battallion D'Amour e lui militante niente meno che nei mitici New Model Army: gli sposini ci offrono quello che credo sia uno dei migliori album di GOTHIC-ROCK degli ultimi anni. Sulla scia della tradizione di Sisters of Mercy/Fields of the Nephilim ma anche di Nosferatu (quelli di Rise...)/primi Rosetta Stone, Dave (che si occupa della parte musicale suonando chitarra, basso, tastiere e programmando la drum machine) e Ania (che canta, scrive i testi e quà e là suona tastiere) ci offrono 10 pezzi caratterizzati da una base ritmica indiavolata (con un drum machine molto british), un tappeto di chitarre taglienti e metalliche ma pulite-pulite ed un tessuto di tastiere ricco ed in grande evidenza. La voce di Ania invece è deliziosamente leggera, al limite del pop, ma egregiamente amalgamata con il potente impianto sonoro: in alcuni momenti inoltre rimanda addirittura echi di Siouxie o di altre realtà storiche forse oggi dimenticate come Gothic Girls o XMail Deutchland. Nel complesso i brani proposti sono come dovrebbe essere il pezzo gothic rock ideale: immediato, potente e melodico, con un refrain che lascia il segno, ballabile senza propinare come un valore imprescindibile 36000 bpm ! Sfido chiunque ami il suono goth storico di scuola inglese a non innamorarsi di quest'album ascoltanto brani come la title track (ma anche la sua versione in polacco "Taniec Na Szkle") o la sisterian-nosferatiana "Flying" o ancora la deliziosa "Sama", sempre in polacco. Ma anche il resto dei brani mette in luce l'abiltà del gruppo di richiamare (nei suoni, negli arrangiamenti) le realtà storiche del gothic, quasi citandole, ma senza copiare una nota che sia una. Consigliatissimo.
Web: http://www.metalopolis.pl.
(Manfred)
Decoded Feedback: Phoenix
(MCD - Out of Line/Audioglobe, 2002).
Se vi sono piaciuti gli ultimi dischi di Suicide Commando, amerete "Phoenix", il nuovo brano dei Decoded Feedback. Mi risulta impossibile non citare le ultime fatiche della band belga per descrivervi efficacemente le sonorita' di "Phoenix", ottimo brano energico e diretto che costituisce un'ottima premessa in attesa del nuovo cd della band italo-canadese. Il mcd contiene tre brani inediti : "Phoenix", "Euthanasia - Shockwave mix" ed "Eternal dreams" (strumentale) oltre a cinque rmx della title-track ; le tre inedite
sono molto belle e mi sembrano un bel passo avanti rispetto alle incertezze della
maggior parte dei brani dell'ultimo cd "Mechanical Horizon". Si tratta di brani elettro oscuri ed aggressivi come nella migliore tradizione di Decoded Feedback,
ma al tempo stesso piu' ballabili che mai. Particolarmente bello il rmx curato da loro stessi, che chiude questo mcd; per quanto riguarda gli altri rmx, ottime le performance
industrial di Noisex e Kiew, piu' legate ai canoni EBM le versioni di Angels & Agony e Imperative Reaction. Un altro ottimo prodotto nel catalogo Out of Line......ed ora sotto con l'album !!
Web: http://www.decodedfeedback.com.
(Candyman)
Delight: Eternity
(CD - Metal Mind Records, 2002).
La Metal Mind Records ultimamente sta pubblicando lavori davvero degni di grande attenzione, vedi ad esempio l’ultimo cd degli Artrosis e questo nuovo album della gothic metal band Delight. Il gruppo è ormai al terzo full-lenght e gode di un grosso seguito nella natia Polonia, dove ha anche partecipato con grande successo al famoso Castle Party Festival. Eternity è un gran bell’album di gothic metal sognante, decisamente superiore alle produzioni di gruppi ben più blasonati. L’unione tra potenza e melodia è il punto di forza di questo lavoro perché nessuna delle due componenti eccede mai rispetto all’altra, dando così vita a composizioni di grande fascino. Da sottolineare la prova vocale della bravissima singer Paulina Maslanka, la cui voce vellutata si adagia perfettamente sul tappeto sonoro creato dagli altri cinque componenti della band, ma non meno importante per la resa dell’album è l’ottima produzione di cui esso gode. I Delight citano tra le loro influenze The Gathering, Nightwish, Moonspell, Paradise Lost, Type O Negative e in effetti gli autori di Eternity rappresentano un po’ un condensato di tutti questi gruppi, anche se in generale quello a cui forse si avvicinano di più è il primo della lista, soprattutto per il modo di cantare di Paulina, simile a quello di Anneke Van Giersbergen. Un album da non perdere, e un modo per scoprire una realtà musicale (quella polacca) finora poco conosciuta ma che a quanto pare è in grado di riservare grosse sorprese.
Web: http://www.metalopolis.pl.
(Grendel)
God Module: Perception
(MCD - Out Of Line/Audioglobe, 2002).
Arriva dagli Stati Uniti una delle grandi promesse della scena elettro/industrial: God Module.
Il progetto statunitense (ora ridotto a one man band, dopo la fuoriuscita di Andrew Ramirez) si era gia' fatto notare lo scorso anno con il cd "Artificial" (pubblicato per la Trisol), un disco niente male che lasciava intravedere le loro potenzialita' ; il nuovo mcd e' invece pubblicato dalla Out of Line (al momento una delle migliori etichette in campo Elettro/EBM) che per presentare la band americana ed il suo nuovo prodotto parla di uno stile a meta' tra VNV Nation ed Hocico. La descrizione si puo' condividere in certi passaggi (vedi la voce, in sintonia con quella della celebre band messicana), ma e' al tempo stesso un po' limitativa. Jasyn Bangert ha sicuramente fatto tesoro della lezione impartita dalle due band sopracitate e da altri "big"
del panorama elettronico contemporaneo, creando cosi' tre ottimi brani pronti a far scatenare tutti in pista : "Perception", "Transcend" ed "Interference" sono tre bombe che entusiasmeranno gli appassionati del genere .
Il mcd consta di ben 11 tracce (3 rmx di "Transcend" e 4 rmx ciscuno per "Perception" ed "Interference") ; a remixare scendono in campo nomi come Grendel ( a loro assegno il titolo di miglio remix del mcd per la loro versione di "Interference"), L' Ame Immortelle, Dismantled, Cut Rate Box, Stromkern, ecc.........
Vista la buona qualita' di pressoche' tutti i remix, direi che e' un disco da non lasciarsi scappare.
Web: http://www.godmodule.net.
(Candyman)
Hypnoskull: Operation tough guy!
(CD - Ant-Zen/Audioglobe, 2002).
Come se il precedente Electronic music means war to us non avesse maltrattato abbastanza il nostro apparato auditivo (nonché minato la nostra lucidità mentale) nel 2001, ecco arrivare anche quest’anno un altro bel dischettino ad opera di Mr Patrick Stevens (alias Hypnoskull), uno che evidentemente ha proprio deciso di non lasciarci mai in pace e di continuare a “devastare” a più non posso le nostre povere menti!! Beh, ironia a parte, è proprio un bene che il signor Stevens si dia da fare a comporre materiale come quello contenuto in Operation tough guy!, visto che questo pregevole lavoro è sicuramente in grado di fare la felicità dei fans del gruppo e, come se non bastasse, rappresenta anche un ulteriore passo avanti per l’artista belga, da sempre impegnato a sintetizzare linguaggi diversi come l’industrial e le nuove tendenze in campo dance/elettronico. Il risultato dei suoi sforzi è ancora una volta ottimo e le venti tracce che compongono il lavoro ne sono la piena dimostrazione. Se amate l’elettronica ritmica e i campionamenti ripetuti all’infinito dovete assolutamente ascoltare questi brani: vi accorgerete di quanto sia facile assuefarsi ai loro suoni ossessivi e inoltre vi renderete conto di quanto questa roba faccia venir voglia di lanciarsi nelle danze più sfrenate! Non ho alcun dubbio sul fatto che i dj appassionati di sonorità “estreme” potranno sbizzarrirsi (e non poco!) con i pezzi di questo album e credo anche che molti di voi, una volta entrati in possesso del medesimo, difficilmente riusciranno a tenerlo lontano dal lettore cd!!
(Grendel)
Lacrimosa: Durch Nacht und Flut
(MCD - Hall of Sermon/Audioglobe, 2002).
Se il buongiorno si vede dal mattino, meglio stare alla larga dal prossimo album dei Lacrimosa.
Il singolo "Durch Nacht und Flut" fa cadere in picchiata le azioni (per altro a mio avviso in ribasso
gia' da qualche tempo) della band di Tilo Wolff. La nuova canzone e' decisamente mediocre, un
brano caciarone e "tamarro" che conferma in me il sospetto che i Lacrimosa abbiano ormai
esaurito da tempo le buone idee e proseguano nella loro fase di forte involuzione.
La title-track e' presente in due versioni (per altro pressoche' identiche) e come detto, la trovo pessima;
le cose non migliorano nelle successive tracce del mcd : "Un du faellst" e' ancora peggio, adatta per qualche
festa della birra; "Komet" (Secret Discovery rmx) non e' altro che un remix di "Ich bin der brennende komet",
forse la meno peggio del lotto, ma fa comunque ampiamente rimpiangere l'originale; non ho parole per
"Not every pain hurts" (Sabotace Q.C.Q.C. rmx) ...... se non fosse per il titolo non l'avrei mai riconosciuta !
Una versione stravolta rispetto all'originale (praticamente una canzone nuova) e ..... bruttissima !!!
Non ci siamo.... pollice verso senza esitazione per l'ultima fatica di Tilo Wolff e Anne Nurmi.
Web: http://www.lacrimosa.com.
(Candyman)
Lt-No: Boys
(CDS - Naïve, 2002).
Non so se ridere o piangere per questo singolo dei Lt-No, il gruppo francese noto una volta con il nome Le Tetines Noire e piuttosto conosciuti in certi ambienti - qualcuno di voi si ricorderà che i Christian Death hanno ripreso una loro canzone nell'album Pornographic Messiah -. Questo miniCD, come il titolo fa temere contiene due versioni della cover di "Boys" di Sabrina, una delle canzoni - nonché delle interpreti - più idiote della storia della musica pop. La reinterpretazione del gruppo, in chiave electro-industrial-pop è MOOOOLTO trash e potrebbe irritarvi o farvi sorridere. Io sinceramente non ho ancora deciso: tendenzialmente questo singolo è una fetecchia ma in discoteca lo ballerei volentieri. Se amate il genere trash o il camp questo singolo potrà anche piacervi. Astenetevi dall'acquisto in caso contrario.
Web: http://www.lt-no.com.
(Christian Dex)
Moonlight: Candra
(CD - Metal Mind, 2002).
Settimo album, questo Candra, per i polacchi gothic metallers Moonlight, otto pezzi che ribadiscono la linea creativa del gruppo: estrema varietà negli arrangiamenti e nelle soluzioni, notevole complessità nelle composizioni e diversità stilistica fra le stesse. Si va dal nu metal-art rock di pezzi come "Ronaa", al gothic- metal à la Gathering di "Luna II", a bei lenti atmosferici come "Meren-Re", a cose quasi folk come "To See Yourself" o la bellissima "Goodnight", o quasi ambient-neofolk come "Asuu". Questo dell'estrema varietà, se da un parte può essere considerato il pregio del lavoro dei Moonlight, dall'altra ne può costiture il limite, nella misura in cui l'insieme perde di immediatezza e può diventare di faticoso ascolto, perchè si tende a preferire un pezzo all'altro a scapito della comprensione unitaria. Comunque, un lavoro di tutto rispetto.
Web: http://www.metalopolis.pl.
(Manfred)
Morgernstern: Rausch
(CD - Napalm Records/Audioglobe, 2002).
Apprezzo gruppi quali In Extremo, Subway To Sally e Saltatio Mortis, considero le loro proposte adattissime a trascorrere in allegria qualche buona manciata di minuti. Forse proprio perchè non pretendo altro che divertimento! Diverso è il caso dei Morgernstern. Non che le composizioni del gruppo (vantante in carnet "Feuertaufe" del 1999 e "Heute Ist Die Rache Mein" del 2001) siano brutte; semplicemente, le trovo piatte, sovente banalotte. Predomina la componente heavy-metal, prevaricando quella più genuinamente medieval-folk. Un peccato, perchè non è sufficiente aggiungere una cornamusa qua e la per elevare lo standard qualitativo di una canzone. Così i diversi pezzi di "Rausch" scorrono via senza particolari sussulti, con una chitarra troppo spesso invadente, comunque sempre impostata sul medesimo riff di base (con qualche bell'assolo a spezzare la monotonia imperante, per la verità). Pare aleggiare una certa indecisione, in somma, medieval o metal? Più che alla danza, i Morgernstern inducono all'head-banging! Ciò non toglie che "Sie Liebt Mich", "Engel", "Ketzer" ed "Im Spiegel" siano dei discreti brani. Alla prossima.
Web: http://www.napalmrecords.com.
(Hadrianus)
Nordvargr: Awaken
(CD - Code 666-Eibon Records, 2002).
Esce come coproduzione tra le due label italiane Code 666 e Eibon Records questo album di Norvargr, progetto musicale che porta lo stesso nome del suo creatore, famoso per essere la mente dei ben più noti MZ 412! La cosa stupefacente è che questo musicista svedese non si limita solamente a comporre materiale per i gruppi appena citati, ma è anche coinvolto in diversi altri progetti come ad esempio Folkstorm e Toroidh (tanto per citare i più conosciuti, ma in realtà la lista sarebbe molto più lunga...)! Stavolta ci troviamo di fronte ad un lavoro dai toni cupi e sepolcrali, suddiviso in otto tracce caratterizzate da sonorità gelide e opprimenti, alle quali talvolta si uniscono voci lontane e urla terrificanti che paiono provenire direttamente dall’oltretomba. Puro black ambient senza compromessi, che vi farà letteralmente gelare il sangue nelle vene, ma che al tempo stesso vi coinvolgerà moltissimo se siete amanti di questo tipo di sonorità, e quindi pronti a recepire il significato più profondo di Awaken. Un brano come “Seeds of blood” sembra la colonna sonora di una vera e propria discesa agli inferi ed è uno dei punti più alti di questo lavoro, che comunque nella sua interezza raggiunge livelli degni del più assoluto rispetto. Da notare che l’album uscirà in versione digipack (con booklet) limitata a sole 1000 copie e che non sarà mai più ristampato, per cui gli interessati faranno bene a procurarselo velocemente se non vogliono rischiare di perderlo!!!
(Grendel)
"O quam tristis….": Le Ritual Sacré
(CD - Palace of Worms/Audioglobe, 2002).
Il gruppo francese "O quam tristis…" ci regala con questo suo secondo album un lavoro davvero di notevole qualità, sicuramente uno dei migliori realizzati quest'anno nell'ambito della musica medieval/ethereal. Le Ritual Sacré è un viaggio nel mondo liturgico, con liriche riprese dalla "Messa Sacra" e da altri testi anonimi in latino, il tutto rivisto e corretto in chiave contemporanea. Non si tratta però di rifacimenti di antiche musiche medievali, ma di brani che rifacendosi a quelle atmosfere riescono, anche attraverso un uso davvero abile e mai invadente degli strumenti elettronici, a creare qualcosa di originale e coinvolgente. Quelle di Le Ritual Sacré sono sonorità oscure, intense e complesse, spesso costruite sulla stratificazione di più voci, sul contrasto tra quelle maschili e quelle femminili e sulla ripetizione ritmica dei testi, che danno ai brani un aspetto cantilenante e ritualistico, tipico delle melodie ecclesiastiche ("Domini Nostri Jesu Christi", "Simili modo", "Per Christum", "Placeat tibi"). Ci sono però anche pezzi di maggior potenza, addirittura quasi ballabili, dove le sonorità elettroniche sono in primo piano, come "Gratias agimus tibi", davvero intenso ed emozionante e lo splendido "Venerabilis manus suas", altri dalle tonalità quasi orientaleggianti ("Suscipe Sancte Pater"), altri ancora dominati dalle percussioni ("Perceptio Corporis Tui") o dalla voce femminile eterea ed ammaliatrice ("Et incarnatus est"). Insomma si tratta di un lavoro che riesce ad amalgamare e condensare in modo estremamente efficace tante ispirazioni diverse in un unicum di rara bellezza ed armonia.
Web: http://site.voila.fr/o.quam.tristis.
email: o.quam.tristis@wanadoo.fr.
(Mircalla)
Pankow: Life is offensive and refuses to apologise
(CD - Minus Habens/Audioglobe, 2002).
Dopo l'antipasto della canzone "Ich bin (k)ein Patriot", ascoltata nella compilation della Minus Habens recensita nel mese di ottobre, ecco che arriva - finalmente - il nuovo album dei Pankow. La formazione comprende due "nuove reclute", Alessandro Cellai ed Enzo Regi, insieme a due membri della formazione originale, FM/Maurizio Fasolo e il cantante Alex Spalck, apparentemente tornato dal suo esilio in Australia. I Pankow ripartono alla grande con un'opera non facile ma molto affascinante. Difficilmente troverete in questo CD il "singolo" che farà strage nei dancefloor (per quanto i brani "Flamboyant" e soprattutto "Life is offensive" potrebbero anche funzionare bene in discoteca): il gruppo privilegia un approccio molto rigoroso, basando le canzoni sulla ripetizione ossessiva di pochi accordi elettronici, talvolta anche aspri, e dispensando con estrema parsimonia i suoni di percussioni (più di un brano ne è completamente privo). L'approccio quindi è più "avant-garde" che ebm "classico", e se proprio bisogna guardare al passato il gruppo che più mi fa pensare a questi nuovi Pankow sono i Suicide del primo mitico album (ascoltate ad esempio "Take it like a man", "I never thought of the consequences" o "Wäre ich doch ein Dichter"). Anche nel layout il gruppo ha scelto un approccio poco spettacolare visto che il CD è racchiuso in una confezione di cartone completamente bianca piuttosto anonima, con il nome del gruppo assai poco visibile. Un'opera rigorosa quindi, ma anche densa di ironia, ironia che pervade i testi (il titolo stesso dell'album è indicativo in questo senso...), i fumetti di Michael Leunig presenti nel booklet, ed è testimoniata dalla presenza nell'album di improbabili brani come "Tim the turtle" e "Don't". Il gruppo sembra aver registrato questo album cercando di divertirsi, in modo rilassato e creativo, con l'approccio di una nuova band e cercando di ignorare il passato, glorioso, che il nome Pankow significa. Lo spirito è quello giusto per affrontare gli anni a venire, pertanto è lecito aspettarsi ancora dai Pankow altre opere di carattere come questo album. Bentornati!
Web: http://www.minushabens.com.
(Christian Dex)
Paul Chain: Park of Reason
(CD - Beyond Prod./Masterpiece Distribution, 2002).
Paul Chain è una realtà che si dovrebbe amare od odiare. Mi spiego meglio: Park of Reason è un album di puro e semplice doom-metal, passato miracolosamente indenne attraverso i trent'anni di evoluzione che il genere ha avuto; 11 pezzi (tra cui una signficativa cover di "Let the end Begin" dei Saint Vitus, primi araldi del revival doom anni '70) monolitici, granitici, lenti e volendo monotoni. Punto e basta, e questo farebbe di botto accantonare l'ascolto. Ma poi una serie di dettagli possono anche incuriosirti: innanzi tutto la durata del lavoro; oltre 90 minuti! E questo perchè il buon Chain ha avuto la geniale idea di registrare tre pezzi in uno: "Logical Slow Evolution/...in Time" infatti è un pezzo diverso, inciso mono, a seconda che lo si ascolti con il balance a destra, a sinistra, o centrato. Sperimentazione molto "old", ma anche molto efficace. E poi ancora: nonostante i titoli in inglese Chain non canta in nessuna lingua, ma a suo dire, in un linguaggio "purely phonetic". Un pò come il geniale Celentano di "Plisincolinesinaiciuso", insomma. E poi ancora: i pezzi che tu credevi noiosi scopri che sono improvvisati. E ancora: i pezzi definiti "experimental" ti propongono un suono più space rock che elettronico, più "moog" che keyboards A.D. 2003. E così, fra un'amenità e l'altra, arrivi alla fine dell'ora e mezza d'ascolto che ti sei pure divertito. Per questo ho detto che si dovrebbe amarlo od odiarlo, questo nostro artigiano della musica oscura: si dovrebbe; oppure basta guardarlo con genuina curiosità antropologica.
Web: http://web.tiscalinet.it/paulchain.
email: paul.chain@libero.it.
(Manfred)
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