Wave Gothic Festival 1997

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Venerdì 16: il primo giorno di festival comincia subito con due delusioni: da una parte scopriamo che sono saltati alcuni gruppi preannunciati come quello di Rozz Williams + Gitane Demone e degli Arcana (sigh!), dall’altra (ancora peggio) che per la prima sera non sono previsti concerti, ma solo un mega-spettacolo di moda-teatro-danza e discoteca. Rassegnati ci presentiamo a questo evento per scoprire che si svolge in un enorme capannone (simile ad un hangar) davvero stupendo, dove sono stati allestiti stand di vario genere (dischi, fanzine, abiti, monili, piercing, etc. etc.). Presissimi a guardare e a comprare di tutto (a proposito, i prezzi a Lipsia sono assolutamente accessibili, anche per mangiare e dormire) quasi non ci accorgiamo dello spettacolo che sta per iniziare: eppure non può proprio passare inosservato! Dopo l’esibizione alquanto kitsch di uno (pseudo) cantante che rifà le canzoni del Rocky Horror Picture Show, viene portata sulla scena una bara dalla quale a suon di musica esce nientemeno che una fanciulla in abiti vampirici e ali da pipistrello che esegue una piccola performance tratta dallo spettacolo teatrale Carmilla di cui parleremo in seguito. Segue il piatto forte della serata, cioè la sfilata di moda che vede avvicendarsi sulla passerella una serie di modelle e modelli che si esibiscono in balletti coreografici a tema (si va dalle scenette sadomaso alle sfide a duello con tanto di spada, dalla sfilata di abiti “da sera” alla biancheria intima). Insomma, un insieme piuttosto risibile ma sicuramente d’effetto che tiene gli spettatori attaccati al palco (peccato che non avevamo portato con noi la videocamera!). La nottata si conclude con la discoteca, molto varia e per tutti i gusti, mentre noi ci consoliamo l’animo e lo stomaco ai banchetti gastronomici.

Stoa, Lipsia 17/05/97 - Foto di Mircalla/Christian Dex

Sabato 17: la giornata si presenta lunga e faticosa fin dalla mattina quando sotto il sole cocente decidiamo di visitare il mercatino medievale allestito nella parte esterna della Moritzbastei, un bellissimo bastione medievale fatto di cripte e passaggi sotterranei ora trasformato in centro per concerti ed altri spettacoli. Bellissimi gli stand allestiti in quanto cercavano di ricreare le antiche botteghe medievali, con tanto di personale vestito a tema e produzione di oggetti secondo i metodi antichi (dalle scarpe in cuoio alle candele, dagli antichi monili in argento ai vestiti in stile medievale (carissimi!), banchetti in cui riproponevano antiche ricette medievali (niente male) fino al palco dove si esibivano vari gruppi locali di musica medievali molto buffi e simpatici. L’oggetto cult del mercatino sono state sicuramente le cavigliere di cuoio con i sonagli, ad imitazione di quelle dei monatti durante le pestilenze, che sono andate davvero a ruba tanto che poi il loro tintinnio risuonava per tutta Lipsia.

Stoa, Lipsia 17/05/97 - Foto di Mircalla/Christian Dex

Finalmente di primo pomeriggio iniziano i concerti al Werk II, la sede principale del festival, una vecchia fabbrica tessile in mattoni abbandonata e ora allestita con due sale per concerto, un bel bar, la sala stampa e altri ambienti per gli organizzatori. Aprono la serie il duo degli Other Day, a noi sconosciuti, che si esibiscono in un buon live al lume di candela proponendo una musica che si aggira dalle parti di Goethes Erben, Endraum e Relatives Menschsein, con testi recitati in tedesco. Poco originali, certamente, ma piuttosto gradevoli. Una bella scoperta il secondo gruppo, i Greiff, tre ragazzi più una ragazza (dalla voce splendida) che uniscono ad una base tecno-industrial (con tanto di suoni di catene, ferro da stiro, ruote e percussioni varie) varie melodie, ora più gothic-doom, ora decisamente eteree. Notevole il gradimento del pubblico che li ha seguiti con interesse e applauditi a lungo.

A questo punto decidiamo di saltare i successivi gruppi (Ancient Gallery, Vermillion Fields e Darc Entries) per correre a vedere gli In Mitra Medusa Inri che suonavano alla Haus Leipzig, un bel teatro dal palco spettacolare. Purtroppo la delusione è forte quando scopriamo che sulla scena non salgono loro bensì gli Illuminate (il secondo gruppo) in quanto un incidente d’auto ha impedito loro di arrivare. Dopo qualche canzone che non ci convince (unita ad un live-act con due mimi poco credibili) decidiamo di andarcene pur consapevoli del fatto che ci perderemo i successivi Sanguis et Cinis e soprattutto Umbra et Imago. Riportiamo pertanto per dovere di cronaca le impressioni di chi è rimasto e che ci ha riferito di un bruttissimo concerto dei primi (che non si ricordavano nemmeno i testi delle canzoni) e invece di una grande performance degli Umbra et Imago il cui leader Dracul ha dato prova di una notevole potenza vocale e capacità scenica, allestendo una incredibile performance sadomaso che ha conquistato tutti. Del resto, avendolo poi visto in conferenza stampa, confermiamo che si tratta di un tipo simpatico e disponibile, che non si prende veramente sul serio e ironizza molto sul suo personaggio.

Garden of Delight, Lipsia 17/05/97 - Foto di Mircalla/Christian Dex

Ritornati al Werk II assistiamo al concerto dei tedeschi Hall of Souls, un buon gruppo che unisce ad un classico gothic-rock delle sonarità più leggere e romanticheggianti. Seguono Moonchild e Dreamside, ma ormai il tempo stringe ed è ora di recarsi al concerto degli Stoa che si svolge al Volkerschlachtdenkmal. Si tratta di un luogo davvero affascinante, costituito da un parco con un grande lago su cui si affaccia un monumento neoclassico ottocentesco a cupola con delle enormi scalinate d’entrata. Purtroppo la coda di persone in attesa di entrare è lunghissima (circa 1000 persone) e i tempi di attesa si fanno matusalemmici. Addirittura ad un certo punto la porticina d’accesso alla sala interna viene sbarrata con grande disappunto di tutti ma grazie ai nostri pass stampa e a qualche litigata riusciamo a farci largo all’interno di questo monumentale tempio. In effetti la scenografia è estremamente suggestiva con uno spazio centrale circondato da colonne sorrette da enormi cariatidi, ma lo spazio per il pubblico è estremamente limitato, non credo siano riuscite ad entrare più di 200-300 persone, un vero peccato! Inutile cercare di descrivere il concerto, che è stato sicuramente il più emozionante in assoluto per il suo estremo lirismo e la sua leggiadria. Inoltre ad accompagnare gli Stoa (voce, tastiere e violoncello) c’era un bravissimo coro di voci maschili e femminili.

Ancora scossi nel profondo dell’anima ci affrettiamo a ritornare al Werk II in tempo per vedere Sepulcrum Mentis e Age of Heaven, gruppi che non ci hanno molto impressionato, ma ai quali va data un’altra chance, dal momento che la stanchezza ormai si faceva sentire. Finalmente alle 2.40 salgono sul palco i Garden of Delight (al loro ultimo live in Germania) accompagnati da un’ovazione del pubblico che si è accalcato in massa per cercare di vederli da vicino. La loro presenza scenica è senz’altro notevole e il cantante Artaud ammalia gli ascoltatori con la sua voce profonda e suadente (oltre ad innaffiarli con l’acqua minerale!). Il concerto è riuscitissimo e alla fine siamo tutti stremati ma soddisfatti. Sono ormai le quattro e non abbiamo più la forza di aspettare il concerto di Dive (che pare abbia fatto un’ottima performance), così ce ne andiamo sfiniti a dormire.
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