The Cruxshadows: Wishfire

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Ver Sacrum Dopo averne sentito tanto parlare, eccomi finalmente all’ascolto di un disco degli americani Cruxshadows, band tra le piu’ amate sia in Europa che oltre-oceano tra le nuove leve gothic; ebbene dopo aver ascoltato “Wishfire” capisco il perche’ di tutto questo clamore attorno al loro nome : un sapiente connubio di gothic ed elettronica che mi e’ veramente piaciuto e che mi ha convinto per buona parte del cd. Chitarre, tastiere, drum-machine ed un delizioso violino rendono il sound della band americana realmente originale; la loro impostazione “gothic” (vedere il look di Rogue e compagni oltre alla grafica del booklet) non si vergogna di strizzare l’occhio all’elettronica ed il risultato e’ un disco piacevole e ribadisco, originale (almeno rispetto a cio’ che mi e’ capitato di ascoltare in campo “gothic” in questi ultimi anni). “Return”, “The Seraphs”, “Resist/r” e “Tear” (a suo tempo remixata da Apoptygma Berzerk) sono brani che mi hanno conquistato sin dal primo ascolto; basi elettroniche a supportare il violino e la chitarra, una bella voce : sono questi gli elementi vincenti di “Wishfire”, disco con le carte in regola per soddisfare sia il pubblico “gotico” sia chi predilige l’elettronica. I brani sopracitati hanno tutto per imporsi sui dancefloor (in alcuni passaggi mi hanno ricordato i VNV Nation) grazie alla ritmica quasi EBM, mentre i brani piu’ “classicamente gotici” hanno comunque una freschezza che rende lo stile dei Cruxshadows ben distinguibile da quello di tante altre band. Credo proprio che questo disco sara’ quello della loro definitiva consacrazione.

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