Macbeth: Vanitas

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Se c’è un genere musicale grazie al quale le band italiane vengono particolarmente apprezzate, sia in patria che all’estero, questo è certamente il gothic metal. A quanto pare il grande successo dei Lacuna Coil ha aperto la strada a molti altri gruppi di casa nostra dediti a tale genere, e sicuramente tra di essi ci sono anche i Macbeth, il cui debut album del 1998 (dal titolo Romantic tragedy’s crescendo) ha ottenuto un buon successo. Adesso tornano con questo Vanitas e c’è subito da segnalare che la line-up è radicalmente mutata rispetto al passato, vista la presenza di due nuovi cantanti e un nuovo bassista. Sicuramente l’ingresso dei due vocalist (Andreas e Morena) ha portato una ventata di freschezza nella musica del gruppo, le parti cantate infatti sono molto varie e la voce maschile è presente sia nella versione death che in quella pulita. L’album nel suo insieme unisce potenza e melodia, presentandoci undici tracce nelle quali si possono riconoscere le influenze di stili musicali come il black e il death, ma che comunque hanno come comun denominatore la presenza di atmosfere sognanti ed eteree. Tra tutti i brani ho molto apprezzato la dolce “Moisa”, che a dire il vero è anche uno dei pezzi meno accostabili al metal, la lunga ballata “Pure treasure”, davvero uno dei momenti più alti di questo cd, e infine l’oscura e affascinante “Romanzo nero”. In effetti la sensazione è che i Macbeth diano il meglio nelle canzoni meno aggressive e più marcatamente melodiche, per cui mi auguro che proprio questa sarà la direzione intrapresa dalla band nell’immediato futuro!

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