Claire Voyant: Love is Blind

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Ver Sacrum Attendevo questo album con grandissima trepidazione visto che amo i Claire Voyant sin dai loro esordi, prima della scoperta del pubblico europeo col discusso (e discutibile) Time again che conteneva una raccolta di remix in chiave electro dei loro pezzi più belli. Mi sono chiesto molte volte cosa sarebbero diventati quindi i Claire Voyant dopo il grande successo di Time again e dopo un paio di anni di attesa Love is Blind arriva a fugarci definitivamente ogni dubbio. L’inizio del CD con il pezzo “Pieces” mi ha lasciato subito un po’ perplesso: le atmosfere wave romantiche e melanconiche del gruppo appaiono stemperate in un pop molto mainstream, sì piacevole ma così facile… il panico comincia a montare… Per fortuna già dal secondo brano, “Twenty four years”, la musica cambia, o meglio, si torna a ciò che un fan di vecchia data deve aspettarsi dai Claire Voyant: darkwave di grandissima classe, suonata e arrangiata magistralmente e cantata superbamente da Victoria Lloyd, probabilmente una delle voci femminili più interessanti della scena contemporanea (non a caso è stata coinvolta in un progetto a fianco di membri degli Haujobb). In questo album si fanno notare gli interessanti arrangiamenti elettronici a cura di Chris Ross, sì presenti ma misurati, un modo per arricchire di sfumature la musica più che una colonna portante, che convivono senza forzature con la chitarra elettrica di Ben Fargen. L’album alla fine è piuttosto bello anche se non tutte le canzoni sono allo stesso livello: vi sono infatti capolavori assoluti come “Mirror” o “Abyss”, dai toni eterei, o la struggente “Love is blind”, a fianco di brani non brutti ma più deboli, ad esempio “He is here” e “Warm”, due lenti un po’ noiosi. Senz’altro un buon CD quindi e una conferma per i Claire Voyant come uno dei gruppi più interessanti e talentuosi.

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