GOR: Bellum Gnosticorum

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Ver Sacrum Bellum Gnosticorum, l’esordio di GOR su CD, ci ha appassionato talmente da decidere di dedicare un’intervista (ndr: su Ver Sacrum XI) a questo straordinario musicista. Molteplici sono i motivi di interesse in quest’opera, a cominciare dal fatto che la ricerca di Francesco Banchini in campo musicale è davvero unica nel suo genere. L’album si fa notare per un’intelligente ed equilibrata commistione di musica colta e atmosfere sperimentali/industriali. Molteplici sono le influenze musicali che echeggiano nei dieci brani qui presenti: musica classica, melodie arabe, perfino il folk celtico nell’uso delle percussioni. GOR crea degli affascinanti e suadenti brani combinando i suoni dei più svariati strumenti, lavorando come un geniale direttore di un’insolita grande orchestra. C’è il clarinetto innanzitutto, strumento con cui Francesco si è diplomato al Conservatorio, le chitarre, tantissime percussioni (dai tamburi al Bodhran gaelico, dai timpani alle campane), e poi ancora flauto, dulcimer e strumenti popolari, il tutto suonato in modo magistrale. Tutto ciò potrebbe sembrare un esperimento cerebrale e terribilmente freddo, ma questo non è proprio il caso per Bellum Gnosticorum che appassiona e conquista l’ascoltatore nel suo incedere caldo e appassionato, tipico della musica popolare e lo rapisce con ipnotiche melodie. CD consigliatissimo tanto agli appassionati di musica avant-garde/sperimentale che ai cultori del genere etereo. Meglio, consigliatissimo a chi ama la grande musica. Punto (tratta Ver Sacrum XI)

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