Nenia C'alladhan: Nenia C'alladhan

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Ver Sacrum Le giuovini Constance e Anne-Varney, ovvero Sopor Aeternus sotto mentite spoglie, (loro sono melodie, arrangiamenti, liriche), pulcre anime del progetto Nenia, meritano il nostro plauso, graziandoci di un’oretta e poco più di amabile dark medieval-rinascimentale. Prevalgono, com’è d’uopo, le ambientazioni acustiche, e gli stromentisti chiamati ad esibire la loro perizia lo fanno con gusto, portando a termine con onore il compito loro affidato, ovvero sostenere due cantori (ma chi è l’enigmatico vocalist che accompagna le nostre?) bravi ed ispirati. Ne trae indubbio giuovamento la relativa ambientazione arcano-favolistica, risultando mai inopportuna e, sopra tutto, mai apparendo forzosamente severa, come troppi omologhi lavori intendono apparire! In somma, c’è di che essere soddisfatti di queste ballate rimembranti evi perduti, le quali, senza voler apparire forzosamente seriose, si lasciano ascoltare con diletto! E le belle canzoni non mancano: “Die stimme in Sturm”, “Schattengesang”, “An die Sterne”,”Sternblumennacht” (proposta in due versioni) sono solo alcune. La grafica adornante il booklet (in cartoncino virante al viola) parrebbe sontuosa, appena macchiata da alcuni disegni fanciulleschi anzi che no. Meglio così, mai prendersi troppo sul serio! I testi, tutti rigorosamente in teutonico, riportano la traduzione in inglese.

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