The Loveless: Star Rover

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Piacevole sorpresa, i danesi The Loveless. “Star Rover” è una bella raccolta di brani dal forte impatto melodico, “ruffiani” al punto giusto, ben strutturati e sopra tutto ben suonati. Il disco inizia alla grande con “Slipping”, brano dinamico e coinvolgente, dominato da chitarre sferzanti (Kim Larsen). Convincente la prova del cantante Brian Hansen, uno dei migliori singer che mi sia capitato d’ascoltare in questi ultimi anni, che si ripeterà su medesimi livelli pure sulle successive tracks. “All the same” è gothic-rock di nobile lignaggio, arricchito da parti strumentali di assoluta eccellenza, con un finale strepitoso. “I fought it back” è una dark-ballad elettrica che evidenzia vieppiù la bravura e la coesione del terzetto. Davvero riuscita la cover di “Always there”, un omaggio ad una band ingiustamente sottovalutata quale Rose Of Avalanche. Ma le restanti tracce riservano ulteriori emozioni: “The darker the sky (the brighter the stars)” è graziata da una chitarra suonata con raro gusto melodico (belli i cori, molto sixties), la lunga “Deceiver” (otto minuti) può rimandare nel suo incipit ad una versione aggiornata dei primi Sisters, per poi svilupparsi in un brano dal peculiare incedere melodrammatico. La ritmata “In memoriam” (citazione di merito per il batterista Jesper Saltoft) fuga ogni eventuale dubbio: H.I.M., siete avvisati, con canzoni come questa, dal forte appeal commerciale (sì, in questo caso è un merito), la competizione si fa proibitiva! E le due tracce poste in chiusura di CD, “Love entombed” e “Follow” non sono certo dei riempitivi. Come non farsi coinvolgere dalla arcana bellezza di “Star Rover”, questo disco è uno dei must assoluti del 2002!

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