Belisha: People Of The Dark

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Gli albionici Belisha non ci concedono tregua! Eccoli pronti col nuovo CD, dal titolo (scontatuccio…) di People Of The Dark! Una infornata di diciassette tracce, alcune già edite, come “The fall of the evergreen”, altre costituenti la continuazione di pezzi presenti sul debut-CD del 2001 (“Shroud of King”, fra le migliori del lotto, collegata a “Casparian Sea”), altre ancora brevi intermezzi sconvolti. Il livello dei brani ivi contenuti è sicuramente elevato, il presente lavoro costituisce indi una piacevole conferma. I Belisha si dimostrano abili compositori, capaci di rendere pezzi dalla struttura semplice e lineare (come la title-track) dei veri goth-anthems, tali da devastare l’audience durante infuocate esibizioni live! Un coacervo di vetero-dark, sciabolate metalliche (non heavy metal!), sferzate punk, miscelate con una giusta dose di cattiveria (i loro testi non risparmiano, ve l’assicuro, nessuno!), ecco la ricetta-base del Belisha-sound. Certo, di questi tempi di elettro-dominio, magari possono apparire un tantino demodé, pazienza, piaceranno senz’altro ai vecchietti come il sottoscritto, di coloro cioè che hanno trascorso nottate in compagnia di Red Lorry Yellow Lorry e compagnia (cantante…). Come resistere all’energia emanata da “Pain”, da “Want”, dall’orientaleggiante “Agnostic Jihad”? Sulla lunga distanza il lavoro risente di una certa monoliticità, evidenziando difetto evidente di fantasia, sensazione mitigata dal grande vigore di queste canzoni, a loro modo dei possibili classici di un genere capace di donare agli appassionati ulteriori soddisfazioni! PS: assolutamente folle la ghost-track! Un tributo agli ispiratori?

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