Black Horizon: Infinity Of Chaos

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Non conoscevo affatto questi Black Horizon (e dire che una pubblicità del passato recitava “A scatola chiusa si compra solo…”). Devo ammettere che la fortuna mi ha assistito, benevola!, essendo questo Infinity of chaos dischetto di discreto livello. Trattasi di industrial gothik, caratterizzato da sonorità secche, claustrofobiche, da ritmiche assai “pompate” e da una produzione (curata da Alain “Cometo” Monod – Young Gods) che contribuisce ad appesantire a dovere il tutto. Buona la prestazione dell’istrionico cantante e leader Doctor No, vizioso interprete di queste 12 tracce, supportato da “effettate” voci femminili e da un team di musici (l’identità dei quali è celata da inquietanti monicker) tra i quali emerge il chitarrista B.Leaf, co-autore dell’opera. Superato il primo pezzo, piuttosto anonimo, si entra nel vivo del disco, con “Dirty room” che ben rappresenta le intenzioni del combo. Segue l’altrettanto emblematica “Daylight”, caratterizzata dagli elementi suesposti, un breve sunto delle intenzioni manifestate dai nostri. “Liar I” è davvero bella, una track oscura, dal sinistro incedere, doppiata da “World on heroin” (entrambe superano i sei minuti), forse la mia song preferita, dall’inizio davvero cupissimo! Grande atmosfera, assolutamente dark! I restanti brani si attestano sul medesimo livello (“Portal” e “Spirit chase” si segnalano per la bella interpretazione dei vocalist, “My divider” sconfina nella techno). Per il sottoscritto una sorpresa piacevole, per che già “frequenta” le gelide lande dell’industrial più gothikeggiante senza altro una conferma.

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