Collection d’Arnell Andrea

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Collection d'Arnell Andrea

Collection d'Arnell Andrea, Prato 1/3/2003 (foto di Christian Dex © Ver Sacrum)

I Collection tornano in Italia dopo cinque anni di assenza con un piccolo tour che ha toccato il Siddartha di Prato e il Transilvania Live a Milano. La serata di Prato, a cui ha assistito una “delegazione” consistente di Ver Sacrum (Mircalla, Grendel, Ankh e “yours truly” Christian Dex), ha mostrato il gruppo francese in ottima forma davanti a un pubblico non numerosissimo ma piuttosto attento. Ma facciamo un passo indietro…

Appena entrati al Siddartha, Mircalla ed io ci dirigiamo di filato, come di consueto, verso il banchetto del merchandising, decisi a comprare gli album che ci mancano per completare la discografia del gruppo francese. Qui però non troviamo molti dischi dei Collection (solo la compilation Coll Age 1988 1998 e loro l’ultima stupenda opera, Tristesse des Mânes) ma in compenso vi sono i CD di altre due interessantissime band d’oltralpe, gli Opera Multi Steel e la rivelazione “O Quam Tristis…”, che si sono distinti con il notevolissimo album del 2002 Le Rituel Sacré. D’altra parte scopriamo che le ragazze al banco fanno parte dei due gruppi in questione, che tra l’altro sono formati praticamente dalle stesse persone. Con una di loro, che negli “O Quam Tristis…” si firma come Katrina Koslowska, scambiamo qualche chiacchiera e prendiamo accordi per poter intervistare il suo gruppo in un prossimo futuro.

Sul palco intanto sono saliti i Beata Beatrix un terzetto di Massa Carrara autori di un solido gothic rock ammorbidito da una bella e potente voce femminile. Il gruppo presenta una manciata di brani piuttosto convincenti, ispirati ai canoni dark degli anni ’80 ma ben miscelati con suoni e influenze moderne. Il set è stato davvero troppo breve per giudicare appieno il potenziale del gruppo che ci riproponiamo di tenere d’occhio, sperando che possa confermare queste iniziali buone impressioni.

Dopo un breve intervallo i Collection salgono sul palco, presentandosi in una formazione ridotta composta da Franz Torres-Quevedo al basso, un giovane chitarrista, la vocalist Chloé St Liphard e la “mente” del complesso, Jean-Christophe d’Arnell. I quattro danno vita ad un set elettrico piuttosto vivace, in cui vengono presentati alcuni brani di nuova composizione. Si tratta di buoni pezzi ma purtroppo i suoni del concerto non sono stati curati a puntino e soprattutto nelle prime file l’acustica è da dimenticare, con la voce che viene spesso coperta dagli altri strumenti. Dopo circa tre pezzi salgono sul palco altri due membri del gruppo, la pianista Carine Grieg e il violinista Thibault d’Aboville, mentre Chloé annuncia che il violoncellista, Xavier Gaschignard, membro storico della formazione, sarà assente a causa di un incidente. A questo punto il gruppo si lancia a capofitto per proporre, in modo molto convincente, le gemme del loro straordinario repertorio. “Les Cendre-Lisières”, “Deafening Breath”, “Les Ronces”, “Le Cirse des Champs” e gli altri splendidi pezzi vengono riproposti nelle tonalità elettriche tipiche degli esordi dei Collection, con la chitarra in primo piano a dare una buona potenza all’intero set. Come unico neo ho trovato che la presenza live del gruppo non è particolarmente efficace: sul palco Chloé appare un po’ sperduta, cerca di comunicare con il pubblico ma il suo inglese è stentato e la musica rimane quindi come unico tramite tra gli artisti e gli ascoltatori. Ma si tratta pur sempre di grande musica, suonata ottimamente da bravi professionisti e alla fine il risultato non può che essere molto soddisfacente.

Molto carine e di buon effetto sono le immagini che vengono proiettate alle spalle dei Collection, una scenografia ricorrente di ogni loro esibizione. Sono privilegiate, come nelle copertine dei loro CD, le fotografie d’epoca; non mancano quelle della Grande Guerra che aveva ispirato ai Collection l’album del ’94 Villers-Au-Vents. Mi auguro che queste foto, nonché la bandiera della pace affissa nel privé del Siddartha, abbiano ricordato ai presenti che purtroppo la Guerra non è una memoria del passato ma è una minaccia tuttora viva e presente: un segno tangibile dell’arrogante e avida idiozia degli uomini, sempre pronti a mietere un nuovo raccolto di distruzione e morte.

Collection d'Arnell Andrea

Collection d'Arnell Andrea, Prato 1/3/2003 (foto di Christian Dex © Ver Sacrum)

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