Gothica: The Cliff of Suicide

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Ver Sacrum Dopo lo splendido debutto con l’album Night Thoughts, sempre per l’etichetta Cold Meat Industry, i Gothica, ovvero Alessandra Santovito e Roberto del Vecchio, continuano il loro personalissimo percorso artistico, fatto di una musica quasi impalpabile e sospesa nel tempo, ma in realtà piena di richiami precisi alla letteratura e all’arte, soprattutto di matrice gotica e romantica. Lo si può ben vedere nei testi scritti da Alessandra o tratti da alcuni grandi scrittori (Calderon della Barca, Christina Rossetti, M.G. Lewis con Il monaco, capolavoro della letteratura gotica inglese) e dall’apparato iconografico del bel booklet che accompagna il lavoro (ad esempio i quadri preraffaeliti Miranda, The Tempest di Waterhouse e Isabella and the Pot of Basil di White Alexander, il fiabesco Under the Dock Leaves di Richard Doyle, che dà il titolo al pezzo anonimo, o ancora l’impressionante L’enfer di Dieric Bouts di boschiana memoria). Dal punto di vista musicale The cliff of suicide segue le tracce del lavoro precedente e ci propone un sempre più raffinato e perfetto insieme di musica eterea ed evocativa, dal forte impatto emozionale, tutta giocata sul connubio voce/tastiere, ma arricchita dall’uso di strumenti classici come il flauto, i violini, le percussioni e l’oboe (ad esempio nella virtuosistica “La Vida Es Sueño” e nell’oscura “The Monk”, entrambe dall’approccio sinfonico-operistico). La voce femminile raggiunge vette altissime, ad esempio in “Deep Lakes of the Soul” e in “Harmattan”, in cui la malia del cantato privo di testo che si dipana su di una incalzante base percussiva evoca gli spettri dei migliori Dead can Dance e mette i brividi. La voce maschile, dai toni caldi e vellutati, si alterna invece nei brani dall’atmosfera più intimista e introspettiva, con sonorità prettamente cold-wave, come “Cosmic Harmony” e “The Land Beyond”. Splendida infine la title-track “The cliff of suicide”, che meglio di ogni altro pezzo illustra l’ispirazione creativa di questo gruppo dall’altissimo spessore artistico. Sul cd è presente anche un video clip di questo brano, riarrangiato in versione più elettronica, che riprende le atmosfere del testo ed è girato non a caso in cima alla scogliera di un promontorio affacciato sul mare, durante un bellissimo tramonto. “All that we see or seem is but a dream within a dream” (E.A. Poe)

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