Morthem Vlade Art: Photography in things

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Ver Sacrum Di certo non si può dire che i MVA siano un gruppo che fa sempre lo stesso disco. Ogni loro prova (questo è il quarto cd) è infatti diversa dalle altre; il gruppo francese ha evoluto il suo sound disco dopo disco, tanto che è arduo trovare legami tra questo album ed il primo, che a giudizio unanime della critica, fondeva elementi di Christian Death prima maniera, Dead Can Dance, Marilyn Manson, Virgin Prunes, ecc… e li aveva indicati (giustamente) come “grande promessa” del gothic europeo. Photography in things invece, prosegue ed esaspera la strada intrapresa dal precedente Antechamber: musica minimalista contraddistinta da scarni suoni elettronici, la voce è sempre piu’ simile a quella di Bowie ( in certi brani sembra proprio di ascoltare un suo disco), atmosfere malinconiche e grigie (ben rappresentate anche dalla foto di copertina), ma prive di quell’aria “malata”e maledetta che permeava i primi due cd (soprattutto il primo). L’opera del duo francese trasuda sempre tristezza e mistero, ma sembra aver totalmente perso rabbia e mordente e francamente devo dire che questo disco dopo un pò annoia. E’ un’opera non facile da ascoltare perchè priva di cambi di ritmo e le canzoni sembrano un pò tutte uguali, tanto che l’unica che mi ha lasciato un buon ricordo è proprio l’ultima “Against the current”…. decisamente troppo poco per un gruppo che tanto mi aveva entusiasmato con i suoi primi due lavori.

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