Linkin Park: Meteora

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Ver Sacrum Non sono pochi quelli che non sopportano i Linkin Park e che li considerano una band spudoratamente commerciale, magari addirittura costruita a tavolino da qualche mago del music business, che ha pensato bene di sfruttare il trend nu metal lanciando sul mercato un gruppo che potesse accontentare un po’ tutti e soprattutto fargli guadagnare tanti bei dollaroni. Beh, di certo Chester Bennington & Soci di soldi ne hanno fatti molti in questi anni (stesso discorso anche per la loro etichetta), e di sicuro è stato fatto di tutto per lanciarli nel miglior modo possibile (vedi ad esempio la massiccia presenza dei loro video su Mtv), ma personalmente credo che tutto ciò non dovrebbe condizionare troppo il giudizio dato sulla musica che propongono. A me dei loro guadagni o della loro immagine da “sfigati fighetti” è sempre importato poco per la verità, mentre invece il loro Hybrid theory mi era piaciuto molto e altrettanto potrei dire di Reanimation, il cd di remix uscito lo scorso anno: si trattava di due album veramente ben fatti, dove non si riscontravano cadute di tono e non c’erano brani mediocri, insomma quel genere di lavori che si ascoltano tutti di un fiato e che magari ti fanno pure venir la voglia di metterti a ballare! Lo stesso discorso vale per il nuovissimo Meteora, che ci regala una manciata di canzoni (neanche quaranta minuti totali di musica) nel classico stile Linkin Park, caratterizzate dal solito abile mix tra nu e industrial metal, da melodie accattivanti e orecchiabilissime che ti si fissano nella mente fin dal primo ascolto e dalle solite doppie vocals, quelle più tipicamente metal di C. Bennington (sempre più bravo!) e quelle rappate dell’MC Mike Shinoda. Se “Papercut”, “Crawling” e “In the end” erano i pezzi rappresentativi del primo album, in questo caso abbiamo i vari “Somewhere I belong”, “Don’t stay” e “Faint”, i cui riff convinceranno subito chi è già avvezzo al tipo di musica proposto dalla band americana. Come dicevo sopra, il cd è molto breve (se non altro rispetto alla media attuale…), ma in fin dei conti va bene così: i brani contenuti in Meteora sono tirati e compatti e non ce n’è uno che si possa definire noioso, cosa tra l’altro piuttosto difficile da affermare nel caso di molte delle uscite discografiche che affollano il mercato oggigiorno. Se siete tra quelli a cui i Linkin Park sono sempre piaciuti, allora non perdetevi questo album!!

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