Drastique: Pleasureligion

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Ver Sacrum A cinque anni dalla pubblicazione del debut “Thieves of Kisses” (correva infatti il 1998, quando quel disco, co-prodotto dal leader Chris Buchman e dall’apprezzato Tommy Talamanca, vedeva la luce), e col monicker mutato in Drastique, ecco giungere a noi “Pleasureligion”, opera che marca il secondo capitolo della vicenda artistica del nostro obscuro compositore. Avvalendosi alle voci dell’ex-Ensoph Mahavira, virile interprete di liriche decadenti, e della convincente Fay, dolcissimo contraltare al gutturale cantato maschile, concepisce così un disco che amalgama black e gothic-metal, in un melange dove la violenza (comunque controllata) della chitarra elettrica cangia repentinamente in liquide atmosfere dettate dal piano. L’onere dell’apertura spetta a “5enses”, pezzo che mi ha piacevolmente impressionato, ma a mio modesto parere è a “Perfect nothing” che va la palma del brano migliore. Keys pomposissime innerbate da un vigoroso chitarrismo, forse il momento più alto di questo “Pleasurereligion”, al pari almeno della conclusiva e complessa “Voyage dans la femme” (guarda caso l’esordio si chiudeva con “Voyage dans la Lune”…). La personale rivisitazione di un tormentone disco di metà-ottanta, “Maria Magdalena” della pin-up teutonica Sandra, trasforma la disco in death-metal (non scherzo!), seguita da una “Immortal beloved” nel principio assai prossima ai Canaan (mi permetto il paragone, da ammiratore confesso dell’ensamble di Mauro Berchi, giustificando l’utilizzo, ottimo!, dell’italiano), che poi si sviluppa autonomamente (e torna l’inglese), assogettandosi al gusto per le orchestrazioni magniloquenti che contraddistingue l’opera dell’ispirato Chris. Il quale, riguardo ai testi, ha saziato i propri sensi cibandosi al sacro desco di Blake, Coleridge, Shelley… Prime mille copie in versione digipak, elegantissima e degna della materia trattata.

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