Garden of Delight: Apocryphal I: the fallen

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Ver Sacrum Il nuovo lavoro del progetto di Artaud, anticipato da un non esaltante mini cd, si presenta come un’opera articolata ed ambiziosa dal punto di vista tematico ed ideologico. I GOD propongono un ulteriore capitolo del loro viaggio nelle mitologie ancestrali ed occulte, sulle orme dei Fields of the Nephilm di Carl McCoy; Apocryphal I: the fallen è un concept album sulla tradizione degli angeli caduti e sulla loro commistione (e congiunzione carnale) con gli esseri umani, che ha dato origine alla prole maledetta dei Nephilim. A supporto del suo lavoro Artaud cita a piene mani le sacre scritture, ortodosse (comprese le lettere degli apostoli) e apocrife (il Libro di Enoch soprattutto), dimostrando di muoversi bene nella materia e di avere davvero una certa competenza. Detto questo, dal punto di vista musicale il cd propone puro gothic rock old school, del quale i GOD paiono ormai essere strenui alfieri, e che può essere una vera festa per le orecchie, e per il cuore, degli amanti del genere. Come sempre nei lavori di questo gruppo la qualità dei pezzi non è uniforme (non vi è, cioè, nel lato musicale la stessa coerenza ed uniformità riscontrabile in quello ideologico-estetico): “This Priesthood” è potente e convincente, al limite del metal, della bella “Northen Skies” si è già detto nella recensione del mini cd, mentre di “Nothern Skies II” è meglio tacere: come se non bastasse l’inutile remix del mini cd, qui il pezzo è riproposto rovinato da un’incongrua base simil trip-hop (pare una cover dei Sisters fatta dai Prodigy!).”Lost eden” e “From the Ashes of Angels” sono bei lenti atmosferici. “Shemyaza” torna ad essere un gothic rock tradizionale, molto sisteriano e molto energetico. I finali “Angelic War in Heaven” e “Dead Sea Scrolls”, sono un pò più sperimentali, lenti e spiraliformi, pieni di campionamenti : vi aleggia, inevitabilmente, lo spirito di Carl McCoy (ma anche si colgono rimandi a certi pezzi del Valor più oscuro), anche se il secondo brano presenta un riff dall’andamento granitico ed avvolgente degno a tratti di un gruppo doom. Nell’insieme, se non un capolavoro, il cd è davvero una bella dose di energica oscurità.

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