A Summer Day in Hell Festival

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Peter Steele (Type O Negative)

Peter Steele (Type O Negative), A Summer Day In Hell Festival 2003 (foto di Massimo "Whora" Pirazzoli © Eutk.net)

E finalmente è arrivato anche il giorno del Summer Day in Hell, l’ultimo dei grandi festival di questo fantastico giugno 2003 che tante soddisfazioni ha dato ai metal fans di tutt’Italia. Eh sì perché quest’anno la scelta è stata fin troppo varia, nel senso che in un solo mese si sono succeduti ben tre eventi di grande richiamo e importanza (il Day at the Border/Gods of Metal, l’Heineken Jammin’ Festival e lo stesso Summer) che oltretutto, essendosi svolti solo a pochissimi giorni di distanza l’uno dall’altro, hanno obbligato gran parte degli appassionati di questo genere a operare una “dolorosa” ma necessaria scelta… Per quanto mi riguarda l’evento bolognese rappresentava praticamente una tappa obbligata, visto che si è saputo praticamente subito che tra i gruppi principali della serata ci sarebbero stati LORO, una delle band di culto assoluto degli anni ’90, un gruppo che da tantissimo aspettavamo di vedere in Italia: i Type O Negative di quel personaggio assolutamente assurdo e carismatico che è Peter Steele… Oltre a questo però il festival prevedeva l’esibizione di numerose altre band molto interessanti: alcune di esse sono ben conosciute dai lettori di Ver Sacrum (mi riferisco in particolare ai grandi Opeth e ai Lacuna Coil), altre invece non hanno molto a che fare con i generi solitamente trattati su questo sito (sto parlando di gruppi come Blind Guardian, Virgin Steele o Annihilator…), per cui mi limiterò a parlare solo in breve delle performance di queste ultime, dedicando invece più spazio alle prime tre che ho citato.

La lunga kermesse musicale è stata aperta dal concerto dei black-metallers Stormlord (viste le defezioni dell’ultimo momento degli openers Adimiron e Guilty Method), che però non ho potuto vedere dato che hanno terminato il loro set poco prima del mio arrivo. Pochissimi minuti dopo aver messo piede nell’assolata arena Parco Nord è iniziato lo show degli Extrema, costretti ad esibirsi ad un orario veramente assurdo (le 13.15!!) e davanti ad un pubblico un po’ scarsino a dire il vero. Niente male comunque, ma le “sorprese” dovevano ancora arrivare, a cominciare da una vera e propria cult band che da anni speravo di poter vedere: i newyorkese Prong! Questi ultimi, a dispetto della collocazione oraria e del breve set a loro disposizione, hanno veramente lasciato il segno, “infiammando” letteralmente l’audience… Beh, di quest’ultima cosa in effetti non c’era poi tanto bisogno, infatti durante il loro concerto faceva davvero un caldo insopportabile!! Ancora un cambio di palco per preparare lo show dei thrashers Annihilator, altro gruppo attesissimo della giornata che ha esaltato non poco i presenti: veramente buona la presenza scenica del nuovo cantante (che aveva l’aria di uno studente di Harvard, ma che on stage si è trasformato in un vero e proprio animale da palco!), per non parlare poi del grande Jeff Waters, uno che mentre esegue gli assoli ha il tempo di sorridere e pure di scambiare due parole con il pubblico!! Un vero personaggio, oltre che un grande chitarrista!

Cristina Scabbia (Lacuna Coil)

Cristina Scabbia (Lacuna Coil), A Summer Day In Hell Festival 2003 (foto di Massimo "Whora" Pirazzoli © Eutk.net)

Terminato il concerto i miei compagni d’avventura ed io abbiamo iniziato a preoccuparci a causa dei grossi nuvoloni che ricoprivano il cielo sopra l’arena: da un lato ci faceva piacere poter evitare la canicola che non ci aveva dato scampo durante il live dei Prong, ma dall’altro temevamo che venisse giù un vero temporale! Alle 16.00 passate è iniziato lo show dei Lacuna Coil, che fin da subito hanno dato prova della loro bravura nel reggere il palco, acquisita grazie ai lunghissimi tour che in questi anni li hanno visti protagonisti sia in Europa che in America. Non c’è che dire, la band milanese è molto compatta e professionale, tutti i membri si sono dimenati e scatenati dall’inizio alla fine e Cristina Scabbia è davvero brava come front-woman, oltre che come vocalist. La sua voce è sempre più che convincente e lo è stata anche stavolta, mentre non potrei dire lo stesso dell’altro cantante, Andrea Ferro, il cui timbro vocale non mi ha mai soddisfatto granché… Anche in questa occasione non mi sono piaciute le parti da lui interpretate, ma fortunatamente queste ultime non erano molto numerose… Comunque anche se Andrea non ha una bellissima voce, ha almeno il pregio di essere particolarmente gentile e affabile quando si rivolge al pubblico per ringraziamenti e commenti vari. Sempre a proposito del pubblico, c’è da dire che la risposta è stata molto buona quando sono stati proposti brani come “Senza fine” e “Heaven’s a lie”, conosciutissimi un po’ da tutti e molto apprezzati (specie il secondo) anche da chi sta scrivendo…

Dopo i Lacuna Coil è stato il turno dei Virgin Steele, gruppo symphonic-power metal molto amato in Italia, che si è reso protagonista di un buon concerto. Anche qui eravamo in presenza di un frontman davvero carismatico, David DeFeis, e di una band storica che dal vivo sa sempre dare il meglio sé. Da notare che durante la loro esibizione sono cadute alcune gocce di pioggia, fatto che comunque non ha sconvolto più di tanto il pubblico che ha continuato ad acclamare il gruppo come se niente fosse. Fino ad adesso ho tralasciato di fare commenti extra-musicali sul festival, ma credo sia arrivato il momento di spendere qualche parola in proposito: direi innanzi tutto che il Summer Day ha attirato un pubblico molto vario, si andava infatti dal classico metallaro con t-shirt della propria band preferita (Type O Negative e Blind Guardian andavano per la maggiore!) a qualche personaggio in stile “motociclista/Hell’s Angel”, passando anche per alcuni temerari gotici che, a dispetto delle altissime temperature, non hanno mancato di indossare super-stivali dalla tripla suola, indumenti in pelle e persino in PVC!! Oltre a questo, c’è da osservare che il festival (come sempre succede in queste occasioni) ha anche fatto registrare la presenza di numerosi “vip” della scena metal italiana, presenti qui in veste di spettatori: si sono notati tra il pubblico membri di Labyrinth, Death SS e persino Fabio Lione, famosissimo cantante dei Rhapsody (e dei Vision Divine), letteralmente “assediato” per tutta la giornata da numerosissimi fans che gli hanno richiesto decine di autografi e non l’hanno lasciato solo un minuto… E pensare che non era neanche lì per esibirsi con una delle sue bands, altrimenti chissà cosa sarebbe successo!!!

Mikael Akerfeldt (Opeth)

Mikael Akerfeldt (Opeth), A Summer Day In Hell Festival 2003 (foto di Massimo "Whora" Pirazzoli © Eutk.net)

Erano ormai quasi le 18.30 quando sono saliti sul palco gli Opeth: fin dall’inizio del concerto il pubblico sembrava impazzito per loro, e questo nonostante il suono fosse pessimo durante l’esecuzione del primo brano! Certo, vedere gli svedesi in versione open air è stato un po’ strano, ma la situazione particolare non ha sicuramente rovinato l’atmosfera, anzi… Ascoltarli dal vivo è un’autentica emozione ed è difficile descrivere a parole le sensazioni che i loro brani bellissimi sono capaci di comunicare. Tra l’altro il concerto ha visto il cantante Mikael Akerfeldt dialogare moltissimo con il pubblico, infatti a suo dire gli Opeth fin dai tempi del primo tour (quello del 1996 di spalla ai Cradle of Filth) hanno subito instaurato un ottimo rapporto con noi italiani, che a quanto pare gli abbiamo sempre dimostrato moltissima stima e, sempre a sentir lui, continuiamo a farlo ogni volta che ritornano qua. Stavolta il buon Mikael non la finiva più di ringraziare con quel suo tono di voce pacato e gentile… Non c’è che dire… è proprio un vero gentleman!! Tra le altre cose ha spiegato ai presenti che la band non aveva intenzione di suonare brani tratti daDamnation (l’ultimo loro album), questo perché nei prossimi mesi inizierà un tour vero e proprio per promuovere quel disco. Tra le songs proposte (pochissime ovviamente, data la loro lunghezza!) si sono potute ascoltare “Deliverance”, “The drapery falls” e “Demon of the fall”, quest’ultima presentata da Mikael in maniera molto divertente: il cantante ha infatti chiesto al pubblico se amava il death ed ha voluto che i presenti si esibissero prima in un tipico death metal scream e poi in un urlo in puro King Diamond-style. Inutile dire che le sue richieste sono state accolte con gioia e pienamente soddisfatte! Il concerto si è concluso dopo un’ora, ma certamente la stragrande maggioranza delle persone sarebbe rimasta lì a sentirli molto più a lungo se la cosa fosse stata possibile! Personalmente ho apprezzato moltissimo tutti gli aspetti dell’esibizione degli Opeth, a cominciare da quell’attitudine semplice che hanno dimostrato di avere e proseguendo con la loro abilità di strumentisti, che specie durante l’esecuzione delle parti acustiche ha lasciato letteralmente senza fiato…

Kenny Hickey (Type O Negative)

Kenny Hickey (Type O Negative), A Summer Day In Hell Festival 2003 (foto di Massimo "Whora" Pirazzoli © Eutk.net)

Sembrerà strano, ma il bello della giornata ancora non era arrivato!! Alle 19.50 circa sono entrati in scena i Type O Negative, monopolizzando l’attenzione di tutti grazie al loro sound granitico e (ovviamente) alla loro stessa “immagine” (che non è passata certo inosservata!) Tutti e quattro indossavano “uniformi” mediche verdi, che tra l’altro facevano pendant con basso e chitarra, verdi anch’essi… Fin dall’inizio si è capito che il loro sarebbe stato uno spettacolo fuori dal comune, infatti non conosco molte band che possono vantare di avere quel genere di impatto che per i TON sembra essere una cosa così naturale… Sarà che Peter Steele ha una presenza pazzesca, sarà che pure Kenny, Josh e Johnny non se la cavano tanto male, ma resta il fatto che non si riusciva a staccare gli occhi di dosso al gruppo! Se già sapevo che Mr Steele è un pazzo scatenato, al festival ne ho avuto la piena conferma: non solo ha bevuto in continuazione vino rosso (ne aveva diverse bottiglie appoggiate vicino a sé!!), ma ha detto (anzi urlato) le cose più assurde, sempre condite con una buona dose di humor. Tra i vari commenti fatti c’è stato pure un elogio nei confronti del pubblico, e in effetti direi che se lo è meritato, dato che la partecipazione è stata fin dall’inizio delle migliori, con veri e propri cori durante l’esecuzione di brani come “My girlfriend’s girlfriend” e “Black n. 1”. Veramente spettacolare e pulito il suono che è uscito durante il concerto, un vero “muro” che si è abbattuto sui presenti, per non parlare poi della voce del “buon” (???) Peter, un uomo con delle corde vocali d’acciaio! Tra l’altro mi hanno molto colpito anche le backing vocals del chitarrista, infatti non mi aspettavo proprio che fosse così bravo nella versione live! Che altro dire? Beh, che lo show ha proposto principalmente brani storici del gruppo e pochissimo materiale dal nuovo Life is killing me, una scelta più che giusta a mio parere visto che l’album è uscito solo di recente. A fine concerto (intorno alle ore 21.00) c’è stata una vera ovazione da parte del pubblico e il cantante, tanto per non smentirsi, si è congedato dicendo (ovviamente sempre in maniera super ironica!): “It could have been worse…” Che mito!!!! Non ci sono parole per definire un evento di tale portata, chi ama questa band sa cosa intendo quando dico che il Summer Day in Hell ci ha regalato un vero e proprio momento magico, uno show indimenticabile che, dal mio punto di vista, non poteva essere più soddisfacente di così! Mi rimane solo un’ultima considerazione da fare: ma come hanno fatto i TON a regalarci un concerto del genere con un cantante quasi completamente ubriaco e fuori di testa? A questo punto mi viene quasi da pensare che se fosse stato sobrio magari le cose non sarebbero neanche andate così bene!!!!!!

Peter Steele (Type O Negative)

Peter Steele (Type O Negative), A Summer Day In Hell Festival 2003 (foto di Massimo "Whora" Pirazzoli © Eutk.net)

Le 21.40 hanno segnato l’inizio dello show degli headliner della giornata, i tedeschi Blind Guardian, band che avevo già avuto modo di vedere dal vivo ben due volte e che mi aveva sempre convinto. Il loro concerto è durato circa due ore ed ha raggiunto il suo apice durante l’esecuzione di brani classici come “Nightfall”, “Imaginations from the other side”, “And the story ends” e l’acclamata (oltre che cantata da tutto il pubblico) “Valhalla”. La chiusura è stata affidata ovviamente alla mitica “Mirror mirror”, brano che ha anche decretato la fine di una giornata di ottima musica, e di un festival che nel complesso è andato ben oltre le più rosee aspettative! Non solo i concerti si solo rivelati tutti parecchio interessanti, ma si sono addirittura potute vedere lo stesso giorno, e di seguito, due band per certi versi opposte l’una all’altra ma accomunate dal fatto di essere assolutamente uniche, cioè Opeth e Type O Negative. Vorrei inoltre sottolineare che anche la macchina organizzativa ha funzionato molto bene: gli orari sono stati abbastanza rispettati, i gruppi non hanno dovuto “accorciare” le loro scalette (a causa dei vari disguidi tecnici che frequentemente capitano in questi casi) e anche la location si è dimostrata molto adatta ad un evento del genere. Appuntamento dunque al Summer Day in Hell del 2004!!!

Un grazie particolare a Gianluca Grazioli di Eutk.net per averci gentilmente concesso di utilizzare le foto presenti in questo articolo.

Links:

Type O Negative – sito ufficiale

Opeth – sito ufficiale

Lacuna Coil – sito ufficiale

Eutk.net

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