Caprice: The evening of Iluvatar's children

0
Condividi:

Ver Sacrum La Prikosnovénie è senza dubbio una garanzia per gli amanti delle sonorità ethereal ed heavenly voices: non fanno eccezione questi Caprice, progetto moscovita capitanato da Anton Brejestovski (autore delle musiche oltre che percussionista e tastierista) e dalla consorte Inna Brejestovskaia alla cristallina voce, coadiuvati da uno stuolo di musicisti che suonano violino, violoncello, oboe, flauto, clarinetto, fagotto, arpa, tuba, tromba. The evening of Illuvatar’s children è un concept (composto di 16 brani) ispirato al Signore degli Anelli, e che anzi mette in musica proprio le parole di Tolkien, estrapolando brani interi dalle sue opere. Il risultato è un’opera sicuramente nobile e complessa con notevoli ed articolati arrangiamenti orchestrali, a volte un poco troppo virati verso sonorità neofolk celtiche che arrivano a ricordare realtà storiche del genere (Pentangle?) in pezzi come “Of Beren and Luthie”, “Bath Song” o “Elves of Rinvedell”, a volte caratterizzati dall’estenuato descrittivismo tipico di certa produzione romantica o tardo romantica russa (“The Tower of Cirith Ungol” o “Passion (Sam finds Frodo)”). Per il resto i Caprice propongono splendidi brani eterei ed eclettici, screziati di malinconia (“Elves Beyond the Sea”, “Galandrel’s Message to Legolas”) o appena incupiti da una fuggevole oscurità (“Shadow Bride”) e a volte ricordano molto da vicino la sensibilità dei nostri Gothica. Infine è da ammirare il fatto di avere dedicato un lavoro a Tolkien rifuggendo dagli abusati stereotipi epico-guerrieri, cosa che si riflette anche nell’art-work, delicato e dimesso.

Condividi:

Lascia un commento

*