Evanescence: Fallen

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Ver Sacrum Non ci sono dubbi, il titolo di “gruppo sorpresa” del 2003 se lo aggiudicheranno di sicuro gli Evanescence, la band che attualmente sta spopolando nelle classifiche di parecchi paesi, Italia compresa!! Diciamoci la verità, il loro singolo “Bring me to life” (e il relativo video, programmatissimo già da due/tre mesi a questa parte) non poteva certo passare inosservato, anche perché dava l’impressione di essere un esempio di mix inedito tra stili musicali differenti, quello cioè tra gothic e nu metal! Eh sì perché il suddetto brano racchiude in sé le caratteristiche principali di entrambi i generi: belle melodie sognanti, una voce femminile potente ma allo stesso tempo fluida e delicata, dei bei riffoni dal taglio rock/crossover e infine le parti rappate del vocalist maschile. Tutto questo per quanto riguarda il singolo, andiamo ora a vedere cosa i nostri ci propongono sulla lunga distanza, e cioè nell’album Fallen. In generale gli ingredienti rimangono gli stessi, ma c’è uno sbilanciamento che ne favorisce alcuni e ne penalizza altri: con un pizzico di delusione ho notato che le parti rappate compaiono praticamente solo su “Bring me…”, mentre ad esempio la componente melodica è quella che ha il sopravvento in tutti i brani, in particolar modo nelle “ballad” del disco, “My immortal” e “Hello”, due pezzi di cui tutto sommato potevamo anche fare a meno… Da un punto di vista più generale è innegabile che questo dischetto sia un prodotto molto gradevole, ma credo che susciterà reazioni abbastanza diverse a seconda di coloro che lo ascolteranno: chi è già da tempo appassionato di gothic metal probabilmente non griderà al miracolo, ma di certo apprezzerà la buona fattura dei brani, l’interpretazione vocale della brava Amy Lee e il taglio “moderno” che caratterizza il disco nel suo insieme. Credo invece che chi ha una cultura musicale più strettamente legata ai trend del momento potrà entusiasmarsi parecchio nel sentire questo Fallen perché si tratta di un lavoro molto “diretto”, contraddistinto da un sound che da un lato richiama la tradizione (sotto forma di influenze nu metal) e dall’altro la fonde con qualcosa di assolutamente estraneo ad essa (il gothic), cosicché si ha quasi l’impressione di ascoltare del materiale originale e innovativo! La bravura degli Evanescence sta proprio nel fatto di aver saputo conciliare due generi conosciutissimi ma lontani anni luce l’uno dall’altro, riuscendo con questo “stratagemma” a svecchiarli e donargli nuova linfa vitale, tanto da ottenere un tipo di musica molto coinvolgente, fresca e in grado di mettere d’accordo un po’ tutti, compresi gli ascoltatori più esigenti!!

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