Murder At The Registry: Filed: '93-'03

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Ver Sacrum Compagni di scuderia dei conterranei Frank The Baptist, i nostri si dimostrano debitori di quello stile inconfondibile che marchiò i primi passi degli imprescindibili Christian Death del povero Rozz Williams. Volendo confrontare le due proposte (esercizio magari pericolosetto, prendiamolo come un nuovo gioco da sottol’ombrellone!), i Murder si dimostrano decisamente superiori, anche per una buona dose di personalità che esibiscono con piglio audace. Bella “Cupido”, sì, il paragone con i citati maestri viene spontaneo, diluito però da una serie di soluzioni (vedi l’utilizzo delle tastiere) davvero originali. “Reconsider!” rafforza la primigenia impressione: anche qui giochi di chitarra e synth rendono il pezzo accattivante al punto giusto. Scrivono belle goth-songs, i Murder At The Registry (“The stolen photograph” è una delle mie preferite), che eseguono con foga post-punk ma anche con grande perizia strumentale, se questa è la “new generation of American Gothic” il (roseo) futuro del genere è decisamente assicurato.

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