Simulacrum: Anti Matter Society

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Ver Sacrum L’Europa di oltre cortina ha in più di un caso generato gruppi interessanti, soprattutto negli ambiti della musica industriale ed esoterica: basti pensare a nomi come Laibach, Autopsia e ACTUS. Compaesani di questi ultimi, gli slovacchi Simulacrum incidono per la nostra Amplexus il loro secondo lavoro, dotato di carattere distintivo che, pur rimanendo nell’ambito di un ritual ambient molto scuro, li distingue dalla folta messe di gruppi che ultimamente sta invadendo le forme più oscure della musica ambientale. L’amen di un canto gregoriano, mandato in loop, fa da tema portante al primo brano; ad esso si sovrappongono suoni di ogni genere: potenti percussioni in stile industriale, lenti ritmi marziali, distorsioni e rumori, campane a morto suonate a grande distanza, drones elettronici. Un ritmo lentissimo e cadenzato introduce al secondo brano, in cui il suono lento delle campane accompagna le note di un pianoforte, sovrapposte a voci distanti e arcane. “Sense-waves”, il brano successivo, inizia come un rituale dai ritmi e dai suoni tribali ed è caratterizzato dai campionamenti dei suoni della natura (onde e uccelli marini) e di altre e non facilmente determinabili sorgenti, su cui si stratificano ben presto le note possenti di un organo da chiesa. Segue “Forms”, che cambia decisamente ambiente, ed è piuttosto eterogeneo: inizia come un lento brano industriale dai suoni sporchi e con una voce filtrata, cui si aggiungono prima ritmi quasi in stile ELPH, poi un pianoforte elettrico; le sovrapposizioni continuano a comparire, improvvise e inaspettate, e il risultato è stranissimo, nel suo carattere sincopato. Chiude il CD una lunga suite che inizia quieta con le note di un pianoforte sussurrato, ben presto straziate da suoni aspri e distortissimi; da qui in poi succede un po’ di tutto: si inseriscono ritmiche lente e sghembe, rumori di oggetti percossi, le tastiere che fanno da sfondo, rumori disordinati presi da chissà dove. Il CD nel complesso non è affatto male, anche se, a tratti, un po’ troppo eterogeneo e forse un minimo di chiarezza d’intenti in più avrebbe potuto portarlo a livelli d’eccellenza. Splendida la confezione, come sempre accade per le produzioni Amplexus: in cartone ruvido, riporta delle belle immagini sia in copertina sia nelle cartoline all’interno dell’involucro; ogni copia è numerata a mano, e ne sono state stampate 555.

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