Teatro Satanico: omonimo

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Ver Sacrum Rare volte l’etichetta di “gruppo di culto” si applica in modo così perfetto come per il Teatro Satanico, tant’è che questa uscita in edizione limitata di 300 copie (vinile e confezione rossa: vera libidine per i collezionisti!) è andata esaurita in meno di un mese dalla sua uscita ufficiale! Il nome del progetto è senz’altro emblematico dell’attitudine sonora proposta in questo LP: da un lato c’è un’impostazione teatrale, quasi da cabaret noir o vaudeville, dall’altro un gusto per la dissacrazione, in particolar modo religiosa ma anche politica. Il tutto condito da una forte ironia e da un umorismo caustico. Il gruppo di Devis (o meglio “Devils G.” come qui indicato) è sopravvissuto non solo ai tempi e alle mode ma anche agli scherzi del destino (non ultima un’inchiesta della magistratura negli anni ’80). L’album è un incredibile assemblaggio di sonorità ossessive e aspre poste alla base, su cui Devils declama i suoi allucinati testi con la voce pesantemente filtrata. E se talvolta si lascia andare al divertimento o addirittura al delirio puro (“El prete”, “Caio Casio”) in alcuni brani il suo messaggio arriva diretto, forte e chiaro, anche se ovviamente tinto di toni esagerati e grotteschi (in “Preghiera” recita: “Gesù bambino che mi guardi da lontano, fa che cada l’impero Americano!!! Fa che crepino, questi sterminatori di civiltà, questi bambini pericolosi!”). Anche la predica farneticante di un prete, ripresa nel brano senza titolo che chiude il lato A, da un lato fa fare quattro risate ma dall’altro inquieta un tantino perché ci fa pensare che certi pazzi deliranti circolano per il mondo e si ergono al ruolo di censori. Non mancano dei momenti più pregnanti e intimi, come la confessione arrabbiata e disincantata del brano “Verità”, con un testo molto bello. Ma il brano cult per eccellenza è senz’altro “El canto pagan del monte Suman”, un coro in veneto registrato “live” all’osteria “a Madoneta” di Marostica, con i membri dell’Istituto Mediterraneo di Studi Politeisti: di fatto si è trattata di una risposta al delirio del prete di cui sopra, che protestava per le scritte che chiedevano la rimozione della croce posta in vetta al monte Summano, in provincia di Vicenza, centro di culto pagano sin dall’epoca preistorica. Se siete degli industrial fan un po’ compassati forse questa non è la musica che fa per voi; se invece vi piace ridere, degli altri ma anche di voi stessi, non potrete non apprezzare questo disco. Stra-cult!!!

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