Bahntier

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Stefano Rossello live all'Indian Club (© Bahntier)

Inizierò dicendo che quest’anno il mese di agosto, cioè quello che (statistiche alla mano) è sempre stato il più povero di belle serate e buoni concerti, ci ha inaspettatamente riservato un’ottima occasione di divertimento, permettendoci di partecipare ad una festa più che riuscita e soprattutto di assistere alla performance live degli ottimi Bahntier. Il tutto ha avuto luogo presso l’Indian Club, un locale di San Giuliano Terme (in provincia di Pisa) nel quale si trovano ben tre sale al chiuso di media grandezza e anche un bel giardino (elemento da non sottovalutare, considerando il tipo di estate che ci è toccato sopportare quest’anno…). Il concerto, iniziato intorno alla mezzanotte, si è svolto all’interno della più capiente delle sale, nella quale purtroppo faceva un caldo davvero eccessivo. Fortunatamente però i Bahntier hanno proposto un live-set così convincente che i presenti hanno tranquillamente sfidato le alte temperature pur di godersi per intero la loro performance!

Chi ha ascoltato il recente cd Randome sa che la musica del gruppo ha una forte connotazione power-noise/industrial: credo che la maggior parte del pubblico presente fosse ben consapevole di tutto ciò, ma ho anche l’impressione che qualcuno, ignaro della cosa, sia rimasto alquanto “scosso” dalla situazione e dall’atmosfera che si è creata durante il concerto. Immaginatevi una stanza molto buia, un’audience abbastanza numerosa e attenta, della musica pesantissima e “disturbante” e un palco sovrastato da un ampio schermo/pannello dal quale provenivano immagini tra le più svariate e allucinanti! Ciò che veniva trasmesso era una sorta di “incubo visivo”, una sequenza di fotogrammi tratti da film di vario tipo (per esempio da ZombiApocalypse NowPlatoonBambiFreaks, ma anche da alcuni “mondo movies” e da altro materiale di genere splatter) che si succedevano freneticamente, tanto che talvolta era anche piuttosto difficile identificare l’opera cinematografica alla quale appartenevano originariamente. Insomma, come avrete capito si trattava di roba per stomaci forti, ma come ho già detto anche dal punto di vista musicale la serata è stata tutt’altro che “rilassante”, infatti la band ha creato un vero e proprio olocausto sonoro, un delirio noise che durante l’intera esibizione ha letteralmente “attanagliato” le menti dei presenti.

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Stefano Rossello live all'Indian Club (© Bahntier)

Personalmente apprezzo molto il genere proposto dal gruppo di Stefano Rossello e trovo i concerti di questo particolare tipo di musica particolarmente coinvolgenti, questo perché nel momento in cui vi si assiste si ha la sensazione di potersi distaccare completamente dalla realtà e di vivere in una sorta di mondo a parte. I Bahntier a mio parere hanno il grande pregio di saper proporre il loro sound in una maniera molto speciale: l’uso delle immagini e il fatto che il gruppo si celi per quasi tutta la durata del concerto dietro lo schermo che le trasmette (anche se ci sono stati alcuni momenti durante i quali S. Rossello cantava davanti ad esso) fa sì che lo spettatore riesca a concentrarsi moltissimo sulla performance in atto, rimanendone decisamente colpito. Un live di questa band è quindi un’esperienza davvero particolare, assolutamente da consigliare se si apprezzano le sonorità più estreme e le esibizioni un po’ fuori dal comune!

Concludo ringraziando gli organizzatori della serata (cioè i ragazzi di Metamorphosis) per averci offerto l’occasione di vedere dal vivo uno dei gruppi italiani più interessanti dell’ultimo periodo e, più in generale, per aver proposto una serata varia (dopo il live-show nelle tre piste si poteva ballare di tutto: gothic, EBM, power noise, metal ecc.) e molto piacevole. Speriamo davvero che a questa possano seguirne tante altre in futuro!

Grendel
Ciò che poteva sembrare un’idea bizzarra e rischiosa (un concerto+party il 14 di agosto di un anno particolarmente torrido che invoglia all’ozio piu’ assoluto), si è invece rivelato un evento di successo, vista la piu’ che buona affluenza di pubblico. Protagonisti della serata erano i Bahntier, band di cui si fa un gran parlare da almeno un anno a questa parte, autori di Randome, disco accolto da critiche pressochè unanimemente positive e protagonisti di “live set” dall’impatto visivo e sonoro piuttosto forte.
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Bahntier live all'Indian Club (© Bahntier)

Dopo un’attesa piuttosto lunga, aggravata da un’insopportabile tasso d’umidità che rende preferibile la permanenza all’interno del locale dove invece l’aria condizionata fa il suo dovere, verso mezzanotte il concerto ha inizio; Stefano Rossello è solo sul palco, mentre alle sue spalle un personaggio che indossa una maschera anti-gas si occupa dei suoni. Sul palco è montato un telo su cui vengono proiettati filmati dai contenuti piuttosto forti (consuetudine a dire il vero, un po’ abusata ed inflazionata in campo “industrial”) ma cui va riconosciuto il merito di rendere la performance stimolante anche dal punto di vista visivo oltre che da quello sonoro; l’unico rischio, quando si fa ricorso a filmati in genere (e a filmati così “forti” in particolare), è che l’audience finisca col prestare maggiore attenzione a questi piuttosto che alla musica, ma d’altro canto, chi segue il progetto Bahntier sa bene quanto l’aspetto visivo sia per loro importante (non a caso realizzano anche videoclip che si possono vedere sul loro sito internet).

Una musica, quella dei Bahntier, pervasa di atmosfere malate, suoni ossessivi e claustrofobici che ci proiettano in un clima da incubo metropolitano popolato da serial-killer e squallori quotidiani; brani che risentono dell’influenza sia di bands “maestre” come Throbbing Gristle e Whitehouse che di quelle della Ant Zen, salvo sfociare in soluzioni piu’ “accessibili” in brani come “Past Motion Effect” e “Propain” (che sono le mie preferite).
Un concerto interessante e riuscito per questa band che si sta facendo conoscere anche all’estero (reduci tra l’altro da un apprezzato concerto a Berlino) dove probabilmente tali sonorità trovano terreno piu’ fertile rispetto all’Italia.

Dopo oltre un’ora di musica e suoni non facili, ma che hanno comunque saputo attirare l’attenzione di buona parte del pubblico accorso all’Indian, il concerto ha termine e ci si divide nelle due sale (una dedita al gothic ed una all’elettronica) dove le danze si protrarranno sino alle prime luci dell’alba (per chi avrà la forza di resistere…) Indubbiamente una piacevole serata in questa rovente estate.

Candyman
Links:

Bahntier – sito ufficiale

Karnak

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Stefano Rossello live all'Indian Club (© Bahntier)

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