Dimmu Borgir: Death cult armageddon

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Ver Sacrum Chi ascolta black metal da molti anni sa benissimo che le storie di bands come i Dimmu Borgir o i Cradle of Filth sono esempi lampanti di come questo genere si sia trasformato da musica “di élite” a vero e proprio fenomeno commerciale. La band norvegese esordì nel ’95 con For all tid, un ottimo album fortemente influenzato dalla tradizione folklorica scandinava, e dimostrò da subito di avere buone capacità compositive. Quel disco era per certi versi un prodotto abbastanza grezzo e acerbo, ma va sicuramente ricordato per la sua originalità e per il fatto di essere stato uno dei debut più interessanti di quegli anni. A mio avviso però le successive uscite non riuscirono ad essere all’altezza di quel lavoro, infatti il gruppo decise di far piazza pulita di tutte le influenze folk per dare maggior spazio a sonorità più “classiche”, e cioè un black metal sinfonico nel quale potenza e melodia giocavano (ovviamente) un ruolo fondamentale. È proprio grazie ad album come Stormblast (’96) o Enthrone darkness triumphant (’97) che i DB hanno raggiunto un grosso successo commerciale, contribuendo non poco a far conoscere questo genere musicale al grande pubblico. Ho seguito la loro parabola evolutiva dagli inizi fino ad oggi e devo ammettere che, in un primo momento, la loro sterzata verso il black metal sinfonico non mi era piaciuta affatto, ma da alcuni anni a questa parte i loro dischi sono sempre stati piuttosto convincenti, cosa che si può affermare tranquillamente anche nel caso di questo Death cult armageddon, un album davvero ben riuscito che unisce alla perfezione un suono ultra-heavy con ritmiche serratissime a parti sinfonico/orchestrali di sicuro effetto. Le iniziali “Allegiance”, “Progenies of the great apocalypse” e “Lepers among us” ci mostrano subito una band in gran forma, che evidentemente deve aver fatto tesoro dell’esperienza acquisita in questi anni e che è riuscita a proporre delle song di ottima fattura. I brani successivi confermano la prima impressione e, in generale, ci propongono un suono potente, compatto e alquanto vario. Anche dal punto di vista stilistico Death cult armageddon è apprezzabile, difatti ci presenta un black metal atmosferico davvero senza fronzoli, per comporre il quale non è stata scelta la facile strada della melodia accattivante e magari marcatamente commerciale, ma si è cercato invece di curare tutte le componenti dell’insieme, ottenendo tra l’altro degli ottimi risultati. Davvero un ritorno in grande stile!!!

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