Laibach: Neu Konservatiw

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Ver Sacrum Questo lavoro, come alcuni altri che lo hanno preceduto nell’ambito delle avanguardie industriali, ha subito uno strano destino; fin dai suoi primi vagiti, infatti, la musica industriale si è avvalsa di tecniche poco canoniche per quanto riguarda la sua distribuzione e diffusione: una delle più utilizzate è stata quella dell’inondazione del mercato con numerosissime produzioni, più o meno ufficiali secondo il caso. Gli stessi Throbbing Gristle, a tutti gli effetti fondatori del movimento, lanciandosi contro il normale atteggiamento dell’industria discografica stimolavano la produzione di bootleg richiedendo come unico “diritto d’autore” l’invio al loro indirizzo di quattro copie del lavoro pubblicato (una per ciascun membro del gruppo). La storia che si nasconde dietro a questo Neue Konservatiw è di fatto molto simile: registrato durante un concerto ad Amburgo nel 1985, venne diffuso come bootleg semi legale (nel senso che il gruppo era a conoscenza della sua registrazione e diffusione ma l’aveva accettata solo ufficiosamente). Fino ad oggi, questo era l’unico lavoro di lunga durata dei Laibach che non era mai stato pubblicato su CD e Cold Spring è intervenuta a colmare questa lacuna. La scelta, senza dubbio sorniona, di pubblicarlo quasi in concomitanza con l’uscita del nuovo CD, se da un lato fa sperare in una crescita dell’interesse nei confronti dello storico gruppo sloveno, dall’altra può lasciare perplesso un potenziale ascoltatore dell’ultima ora: costui dovrà tenere ben presente che, al di là di possibili confronti di qualità tra i vari periodi d’ispirazione del combo sloveno e senza alcuna intenzione di togliere valore del recentissimo WAT, ciò che suonavano i Laibach nel 1985 è molto distante dalle loro attuali produzioni: si tratta di sonorità tanto interessanti quanto indigeste, caratterizzate da ritmi lenti, ossessivi e possenti, rumori di fondo, ripetizioni ipnotiche, suoni che sembrano quelli prodotti da una fabbrica siderurgica, testi più spesso urlati che cantati. Se si pensa a quando questi brani venivano eseguiti, ci si rende facilmente conto di quanto fossero innovativi e provocatori per l’epoca. Oltre ad essere un lavoro interessante per chi ama i Laibach della prima era, questo CD rappresenta un documento importante sotto diversi punti di vista: oltre a quello sonoro, sul libretto è presente una sorta di breve trattato su che cos’erano i Laibach all’epoca, su cosa li spingeva a suonare e a fare scelte di un certo tipo. Un piccolo, a mio parere perdonabile, difetto: il CD dura un po’ poco ma all’epoca della sua uscita era una durata nella media. Infine un nota sulla qualità della registrazione che, per essere un bootleg (seppur semiufficiale) degli anni ’80, è più che buona.

Per informazioni: Laibach and NSK Information Centre, p.p. 101, 1001 Ljubljana, Slovenia
Web: http://www.laibach.nsk.si
Email: laibach@nsk.si
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