Faith & Disease: Passport to Kunming

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Ver Sacrum Nonostante sia attiva nella scena da circa dieci anni (o forse anche di più) questa formazione americana non ha mai goduto di grandissima fama. Dopo aver pubblicato dischi per l’ottima etichetta Ivy Records, probabilmente ora defunta, i Faith & Disease sono anche loro approdati alla Projekt. Passport to Kunming è il secondo album prodotto per l’etichetta di Sam Rosenthal: in esso troviamo due canzoni, “How Far Does The Sky Go” e “Lost In Translation”, che erano state pubblicate nel mini-CD uscito lo scorso anno per l’Amplexus (e recensito lo scorso luglio sul nostro sito) che aveva come titolo Dream the Red Clouds. Il gruppo negli anni si è ridotto a duo con i soli Dara Rosenwasser alla voce e Eric Cooley alle chitarre e al basso, coadiuvati in questo CD da altri tre musicisti. Marchio inconfondibile nella loro musica è questo trait d’union tra new-wave chitarristica, molto lenta e sognante, quasi in stile “shoegazer”, ed ethereal, soprattutto per la dolce ed espressiva voce della Rosenwasser. Questo album mostra anche dei momenti più marcatamente pop, come la canzone “She’s got a halo” che è qui riproposta in due versioni, una nel più classico stile del gruppo e l’altra in un curioso remix vagamente in stile drum & bass caratterizzato da una drum-machine “uptempo”. Passport to Kunming mostra i Faith & Disease in forma, dieci episodi di pop-wave oscura, malinconica ed elegante: un buon CD anche se forse ultimamente il gruppo sta ripetendo la stessa collaudata formula senza dire niente di veramente nuovo. Infine segnalo che il CD contiene come bonus il video di “She’s got a halo”.

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