Gridlock: Formless

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Ver Sacrum Una cover semplice ed elegante, raffigurante l’immagine sfocata di un bosco: questa è il modo in cui si presenta Formless dei Gridlock, un album molto curato in tutti i suoi vari aspetti, artwork compreso per l’appunto. La musica che ci viene proposta al suo interno è abbastanza sorprendente, infatti ad un primo impatto si poteva pensare di trovarsi di fronte all’ennesimo progetto dark-ambient, ma sono bastati pochi secondi dell’iniziale “Pallid” per capire che quella appena citata è solo una delle componenti del sound di questa band, anzi per la verità si dovrebbe parlare più che altro di ambient vero e proprio, tralasciando il termine che vi è spesso abbinato ma che caratterizza formazioni le cui sonorità sono pesanti, oscure e catacombali. I Gridlock invece non ci propongono nulla di tutto questo, difatti i brani di Formless sono eterei, positivi, avvolgenti e contraddistinti da atmosfere quasi rilassanti, che formano una sorta di tappeto sonoro comune un po’ a tutte le tracce ed al quale vanno ad assommarsi lunghe serie di beats che rendono il tutto alquanto strano e piuttosto originale. In pratica questo album ci presenta un’ottima sintesi di due modi diversi di interpretare la musica elettronica, uno più convenzionale e legato alla tradizione, l’altro invece molto più “moderno” e assimilabile al filone del cosiddetto rhythmic noise. Non è la prima volta che mi capita di ascoltare una formazione dedita a questo genere di sonorità, ma spesso soluzioni di questo tipo sono solo episodi contenuti in album che per il resto sono caratterizzati da un sound molto estremo e pesante. Qui invece non abbiamo solo dei singoli episodi, ma un intero cd (oltretutto piuttosto lungo) che dall’inizio alla fine si mantiene in bilico tra due realtà diverse, le quali però in questo caso sono riuscite ad incontrarsi e convivere perfettamente.

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