Slyde: Emotion Overflow

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Ver Sacrum Questo sestetto tedesco vanta prestigiose apparizioni live al fianco di celebrità affermate quali The Gathering, Subway To Sally, Arena, Dreadful Shadows e HIM. Giungono con “Emotion Overflow” all’esordio su CD, dopo aver testato il pubblico grazie alla partecipazione a svariate compilazioni realizzate da riviste, ed il loro ruffianissimo modern-rock non può lasciare indifferenti i cultori di sonorità metalliche addolcite da fragranti melodie acchiappa-fan, astuti inserti folkeggianti e, perchè no, evidenti screziature gothike. Ce n’è a sufficienza per soddisfare legioni di giovani fruitori di MTV et similia! Non crediate comunque di trovarvi al cospetto di lavoro leggerotto, al contrario “Emotion Overflow” racchiude al suo interno più d’una hit di sicuro valore, e non solo commerciale. E’ il caso dell’opener “’74 Sunrise”, brano eccellente che supera la prova con decisione e che permette all’ascoltatore di entrare immediatamente in sintonia colla proposta dei nostri tedesconi. La title-track conferma le positive, iniziali impressioni, ma è “Take Away My Pain” a guadagnare i galloni di miglior brano del disco. Tirata a dovere, vanta una sezione ritmica indiavolata ed un impressionante muro chitarristico, non un monolite di violenza belluina, bensì un condensato di energia doviziosamente imbrigliata tanto che la resa finale è assolutamente stupefacente. Non è da meno “Wild Sensation”, la cantante Anna sa come districarsi tra le trame intessute dagli strumentisti che la spalleggiano, e questo brano ne è dimostrazione esemplare! Protagonista di “Mother”, lentone strappalacrime ben orchestrato, è il male-vocalist Ian, il brano poi cresce irrobustito dalle solite chitarre sconfinando nel metal di maniera. Ci si scatena ancora con la riuscita “Personal Orbit”, sì, gli Slyde si confermano capaci confezionatori di mid-tempos efficacissimi. Pezzi che coinvolgono immediatamente, e che paiono non voler abbandonare più chi li ascolta! Capita a volte di lasciarsi andare dalla smania di assecondare ad qualunque costo il pubblico, come in “Good Day To Die”, canzone stupidotta della quale non si sentirebbe assolutamente la mancanza, tanto appare qualitativamente inferiore alle precedenti. Chiude alla grande “Take Me Home”, modern-goth di grande effetto, bravi Slyde! Produzione eccellente.

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