Coil: Live three - Bologna Spring 2002

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Chi ha assistito, come me, alla storica esibizione dei Coil al Teatro delle Celebrazioni di Bologna l’anno scorso sa bene cosa aspettarsi. Quel concerto è stato qualcosa di unico, probabilmente uno dei concerti più belli e coinvolgenti che abbia mai visto: praticamente tutto perfetto, dall’audience al teatro ma soprattutto la musica, splendida e impeccabile come c’era da aspettarsi da uno dei veri capisaldi della musica industriale di sempre. La descrizione del concerto è per me molto difficile e non è certo questa la sede adatta per avventurarsi in tale direzione; basti sapere che sono stati eseguiti anche brani che non avrei mai scommesso di poter ascoltare nel 2002, come quello splendido pezzo, presente nel loro capolavoro Horse Rotorvator, intitolato “SLUR” e che potrebbe concorrere con “Ostia – The Death of Pasolini” per un’eventuale inno del gruppo. A proposito di titoli, c’è anche da notare che in copertina manca quello del sesto brano “Paranoyd Inlay”, per motivi che ignoro. In tutto si tratta di nove lunghi brani per un totale di 75 minuti di suono denso, paranoico e coinvolgente. A onor del vero, è il caso di aggiungere dire che anche la registrazione non è esattamente impeccabile e si ha quasi l’impressione che non si tratti di una registrazione in presa diretta dall’impianto ma di una sorta di buon bootleg ufficializzato. Queste sono le uniche due, a mio giudizio perdonabili dato il valore del documento musicale di cui sto parlando, pecche di un CD che mi sentirei di consigliare a chiunque possa essere interessato al gruppo inglese; sono certo che il consiglio è del tutto inutile per chi lo segue e ascolta da sempre: le esibizioni dal vivo dei Coil sono state talmente rare che qualunque registrazione live è certamente preziosissima. Ma mi sento di consigliarne l’acquisto anche ad eventuali curiosi novizi, in quanto l’ascolto è senz’altro meno impegnativo rispetto a quello dei loro ultimi lavori ma dà un’eccellente idea, malgrado l’imperfetta qualità del suono, di cosa i Coil siano in grado di fare. Per quanto mi riguarda, questo CD non erompe ai primissimi posti della mia personale playlist solamente perché, dovendo scegliere cinque dischi, preferisco dare precedenza a lavori contenenti brani nuovi piuttosto che registrazioni live. Da non perdere.

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