Post Romantic Empire

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Che il Post Romantic Empire sia un’iniziativa fuori dal comune c’è apparso subito chiaro in occasione dell’evento di presentazione, l’Imperial Launch Party che abbiamo recensito nella sezione Concerti e Feste di questo sito. Dopo quella serata piena di buona musica e di dichiarazioni d’intenti interessanti e ambiziose, abbiamo voluto approfondire la conoscenza con chi sta dietro a questa iniziativa. Abbiamo così intervistato Giulio Di Mauro, cofondatore del PRE, fotografo di professione e amante dello spirito romantico, ovunque esso si celi.

Spiritual Front all'Imperial Launch Party, Roma 21/12/2003 foto di Christian Dex © Ver Sacrum

Com’è nata l’idea del Post Romantic Empire e quali sono gli obiettivi principali che volete prefiggervi?

Questa è la prima volta che rispondo ad un’intervista scrivendo, e questa è la classica domanda alla quale alla radio dobbiamo rispondere in circa 5 secondi – ma sulla quale qui potrei scrivere per ore…

PRE nasce forse il 21 Aprile 2002, pochi minuti dopo la fine del concerto dei Death In June al Black Out di Roma – serata organizzata da ‘Runes and Men’ – quando incontrai Douglas P. sul palco buio mentre smontava il leggio e gli dissi che lo volevo fotografare per un libro, un libro di ritratti chiamato ‘Post Romantic Empire’. Non l’avevo ancora detto a nessuno – non in quei termini – e lui sarebe stato il primo ritratto del PRE. Scattai neanche mezzo rullino di Velvia 50 ad un tempo di esposizione bassissimo con una vecchia Hasselblad ed un flashetto anulare da dentista con su un filtro rosa; ero sicuro che non sarebbe venuto nulla. Il giorno dopo avevo tra le mani la foto più bella che avessi mai fatto – e la convinzione di fare questo libro di cui avevo solo una vaga idea, quella di associare i poeti romantici ed il Romanticismo ad alcuni musicisti contemporanei. Sono essenzialmente un fotografo, e mi occupo principalmente di moda, e perciò di estetica, e le ispirazioni per me formative sono state soprattutto di carattere cinematografico, e musicale. Altri frammenti possono descrivere come nasce PRE, in quale atmosfera, ma sarebbe lungo – però non posso non ricordarne alcuni: l’associazione casuale di una somiglianza tra la melodia di carillon del theme del film ‘Der Todesking’ di Joerg Buttgereit ed il primo stacco di piano nella canzone ‘The bloodbells chime’ dei Current 93 (‘All the pretty little Horses’) – ‘Heroes’ di David Bowie – e tutti quei momenti che non sono più.

Sono stato sempre appassionato di Romanticismo – come d’altronde l’altra metà del PRE Francesco D’Orazio – e l’incontro, che sarebbe avvenuto poche settimane dopo, fu quello di due diverse attitudini allo studio del post-Romanticismo che si sarebero completate nell’attuale politica imperiale.

Io e Francesco abbiamo fatto il liceo insieme – e dopo non esserci più frequentati per anni ci siamo incontrati di nuovo mentre lui si stava laureando in Scienze della Comunicazione con una tesi molto affine a questo fumoso progetto (PRE) di cui gli stavo parlando.

Poco dopo, dalla nostra collaborazione, è nato PRE come è ora: un concept dal quale si sviluppano diversi progetti, nell’arco di tre anni (deadline prevista per Marzo 2006) ai termini dei quali sarà pubblicato il libro “The Post Romantic Empire”.

Il libro però è diventato solo uno dei molti progetti, il cui fine comune è quello di promuovere la cultura post-Romantica attraverso la definizione di quell’emotività che accomuna artisti diversi.

Il Post Romantic Empire ha un programma molto ambizioso e ricco di iniziative. Descrivi ai nostri lettori i passi che intendete compiere.

Nell’arco del 2004 prenderanno vita il sito www.postromantic.com, riflesso del work in progress sul concept e punto di incontro privilegiato per diversi artisti. La caratteristica principale del PRE è quella di cercare di sviluppare ogni progetto con il massimo coinvolgimento degli artisti stessi: nella fattispecie il sito è costruito e mantenuto da Cesare Marilungo (aka Noosfera), la grafica è tratta dagli artwork fatti per noi da Lucy Woodland (scena Durtro), alcuni artisti avranno una loro pagina di approfondimento sulla propria visione di post-Romanticismo come ad esempio Garce dei ‘Sad Lovers and Giants’ sul Romanticismo o Jonny B degli ‘Inner Glory’ sull’ esoterismo nel post-Romanticismo.

Contemporaneamente sta nascendo un’etichetta discografica che produrrà 3 concept album all’anno – il primo su Leni Riefenstahl (feat.: DBPIT+Lendormin, OVO, Der Feuerkreiner, etc.) dovrebbe probabilmente uscire con il primo Post Romantic Empire Festival, mentre il secondo che sarà dedicato a Johnny Cash (Spiritual Front, Backworld, Larsen, Inner Glory, etc.) ed il terzo dedicato a Lord Byron (Tony Wakeford, Sieben, etc.) hanno l’uscita da destinarsi.

Contemporaneamente stiamo lavorando sull’organizzazione del PRE Festival 1, frutto della collaborazione dell’organizzazione Surphace, che prevede un matiné con Sieben e letture di Florinda Bolkan (leggerà John Keats, poeta al quale è dedicato il Festival) e 12 ore di musica con un programma che va dal Neofolk alla Techno sperimentale e Dark Core.

Conferenza stampa di presentazione del PRE, Roma 21/12/2003 foto di Christian Dex © Ver Sacrum

Il vostro programma è incentrato fortemente sulle proposte musicali (concerti, feste, addirittura la produzione di 3 CD): sebbene vi siano commistioni con altre forme artistiche (ad esempio cinema, poesia e fotografia) queste sembrano essere secondarie nel PRE. Perché questa scelta?

Nulla è secondario nel PRE, molto dipende da come si vede il PRE nel momento o nella circostanza in cui lo si osserva.

PRE investiga e si basa sull’eredità del Romanticismo nella cultura. E tutto è cultura nell’accezione antropologica del termine. Nella fattispecie, riallacciandomi all’esposizione del programma di cui sopra, dal 2005 entrerà in produzione una mostra europea itinerante sul post-Romanticsmo, che sarà costituita da pittura e fotografia d’epoca ma anche fotografia contemporanea, filmati ed eventi live.

Se alcuni campi della storia della cultura contemporanea occidentale sono trascurati o non ancora sviluppati è perchè c’è l’evidente bisogno di espandere la redazione ed aumentare i progetti di ricerca legati al concept.

Una delle affermazioni più interessanti fatte durante la conferenza stampa di presentazione del PRE è stata quella in cui si affermava che in epoca contemporanea per i musicisti era più interessante parlare di “sensibilità” che di “genere”. Qual è il carattere post-romantico che riconoscete negli artisti che volete presentare?

Inoltre, se ragioniamo in termini di “genere”, nel PRE la scuola neo-folk (Sieben, Spiritual Front, DBPIT, i gruppi Eis und Licht, Der Feuerkreiner, …) e l’elettronica sembrano costituire l’asse portante delle proposte musicali…

Ci tengo subito a rispondere alla seconda parte della tua domanda: PRE contrappone generi diversi, ed artisti molto diversi, ed il programma inizale che prevede una contrapposizione tra Neofolk ed Elettronica ha una motivazione pratica: in tutti i Festival a cui sono stato, e soprattutto il Metamatik di quest’anno – e per altri versi il Wave Gotik Treffen di sempre – ho vissuto la triste esperienza di vedere la quasi totale divisone del pubblico tra gruppi acustici e gruppi da danceflor o industriali: al massimo si tollera con disinteresse la band che non rientra in ciò che si voleva davvero sentire. Un festival non è una serie di concerti che casualmente avvengono lo stesso giorno nello stesso posto, ma un concept che si manifesta in un evento live, e racchiude tutta la voglia di farlo, di andarci, e di ricordarsene. PRE è una sfida continua alla contraddizione, e lo scopo dei Festival è quello di mescolare il pubblico ed interessarlo a cose alle quali magari era disinteressato o delle quali aveva un’immagine distorta. Proviamo a fare ciò promuovendo più il concept che i nomi (ogni festival è dedicato ad un poeta romantico), scegliendo location suggestive, proponendo in una scena ciò che è famoso in un’altra, e cercando in futuro di avere headliners che superino le differenze di genere (il festival di Giugno a Lisbona, il secondo ufficiale, ospiterà ‘Chris and Cosey’ e Karl Bartos dei ‘Kraftwerk’).

Hai già accennato al vostro progetto del libro fotografico: ce ne vuoi parlare più diffusamente?

Il libro, fine ultimo del PRE, sarà costituito per metà da una galleria di 100 ritratti di 100 musicisti contemporanei assimilabili nel post-Romantcismo, mentre la parte testuale sarà curata da Francesco D’Orazio, il quale oltre a scrivere il saggio principale su questa visione di post-Romanticismo, coordinerà i contributi di studiosi e degli artisti stessi.

Inoltre io in quanto fotografo coordinerò una serie di eventi satelliti alla mostra principale in preparazione: alcune piccole mostre in gallerie d’arte in giro per l’Europa (la prima potrebbe essere in autunno l’esposizione di una sezione speciale di 5 ritratti in più che faranno parte del libro, ad opera di Cosey Fanni Tutti).

Il PRE si svolgerà nell’arco di due anni con eventi che avranno luogo a Roma, Lisbona, Amsterdam, Berlino e Londra. Da dove nasce l’esigenza di dare al progetto, che mi sembra abbia radici a Roma, un respiro così internazionale?

PRE nasce a Roma, ma se Francesco è a Roma io invece ora vivo e lavoro a Milano. Inoltre Lucy Woodland (artworks) è a Berlino, KimsonJa della White Rabbit rec (attuale grafica) è a Francoforte, ed altri collaboratori sono sparsi in Inghilterra… perciò è possibile dire che abbiamo radici, ma non abbiamo una casa vera e propria. Inoltre il post-Romanticismo è ovunque.

Comunque l’ultimo festival, se saremo ancora vivi, sarà a Bombay…

Per “costruire un impero” si devono anche “raccogliere proseliti”. Quali sono, se vi saranno, le interazioni con il pubblico in tutti questi eventi? C’è l’ambizione di creare un vero e proprio “movimento” estetico?

Non un vero e proprio movimento estetico, ma l’interazione deve essere totale, perchè il PRE è il pubblico stesso: il nostro impero è una metafora estetica, ma mantiene la caratteristica principale di un impero: l’impero non è nulla senza la gente.

E le divisioni di generi, movimenti ed etichette di ogni tipo contribuisce solo alla frammentazione di una scena unitaria alternativa già troppo debole di per sé.

Concerto di Sieben alla conferenza stampa, Roma 21/12/2003 foto di Christian Dex © Ver Sacrum

Avete in programma la realizzazione di 3 CD, dedicati rispettivamente alla star del country Johnny Cash, alla regista e fotografa Leni Riefenstahl e al poeta Lord Byron. Perché la scelta di questi personaggi e, ovviamente solo per i primi due, quale parte della loro opera giudicate affine allo spirito del PRE?

Consideriamo Johnny Cash un eroe post romantico perchè è stato l’anima nera del country, e come tale ha aperto la grande connessione presente oggi tra musica ‘oscura’ e new country – quando è morto l’estate passata ci è sembrato d’obbligo un tributo.

Leni Riefenstahl anche ha richiamato la nostra attenzione e venerazione come icona del post Romanticismo – è morta negli stessi giorni di Cash, ma ultracentenaria, e senza aver mai rinnegato nulla: e questo proprio perché, contrariamente a come piace pensare a molti, non aveva nulla da rinnegare. Leni ha giocato con la storia: è stata una star del muto interpretando film incredibilmente Romantici poi ballerina poi regista e forse contemporaneamente amante di Hitler e poi mille altre cose diverse tra cui anche fotografare Mick Jagger e cadere con l’elicottero a novantatre anni senza farsi granché: non è solo un’icona post romantica, è un mito!

Una domanda un po’ prosaica per un “impero post romantico” ma devi perdonarci l’indiscrezione… come avete fatto a organizzare un progetto tanto ambizioso? Avete degli sponsor o vi siete dovuti finanziare tutto da soli?

Fino ad ora – alla faccia dei maligni – tutto da soli! Il Supper_club, lussuosa location dell’Imperial Launch Party, è entrato in partnership per la realizzazione della serata e questo perché investiamo moltissimo in promozione dato che gli unici proventi venivano dal bar…

L’idea, ora, è quella di andare avanti con sponsor tecnici e chiedendo contributi alle istituzioni, e grazie alla presentazione di Dicembre abbiamo potuto rivolgere l’attenzione a numerose possibilità.

Per i prossimi due anni il PRE avrà una vita molto intensa, ma cosa succederà dopo? Qual è il futuro per questo vostro progetto?

Dopo il 2006 andrà avanti il sito e le attività correlate ed il libro verrà aggiornato periodicamente in previsione di eventuali ristampe. Per il resto consideriamo PRE come un progetto a termine finalizzato a lasciare un servizio permantente di data-base musicale ed estetico… Non credo di essere stato chiaro come avrei dovuto, perciò invito a seguire il sito www.postromantic.com per capire le evoluzione del PRE e le attività correlate. Inoltre non ho parlato per niente del ruolo della moda, molto importante, nel PRE – sul quale ci sarà una sezione dedicata online presto. Per ulteriori informazioni potete contattarmi a giulio@postromantic.com.

Links:

Imperial Launch Party – recensione concerto e speciale fotografico

Post Romantic Empire

DBPIT + Lendormin all'Imperial Launch Party, Roma 21/12/2003 foto di Christian Dex © Ver Sacrum

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