Spiral of Silence

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Spiral of Silence

Spiral of Silence all'Init di Roma (© Spiral of Silence - www.spiralofsilence.com)

E’ con una sorta di minifestival che Roma dà il benvenuto agli Spiral of Silence, universalmente considerati i Joy Division belgi, i quali hanno riservato al pubblico presente qualche piccola e piacevolissima sorpresa.
Come spesso accade, la fila per accedere all’Init è un po’ lenta, anche a causa delle ridotte dimensioni dell’ingresso e del fatto che in molti devono fare la tessera. Mi capita quindi, e non per la prima volta in questo locale, che il primo dei due gruppi spalla inizi a suonare quando una discreta parte della gente, me compreso, è ancora fuori dal locale in fila: fortunatamente quando sento le prime note sono ormai quasi arrivato al banchetto per il pagamento del biglietto, e perdo solo una parte del concerto d’apertura.

Aprono le danze gli Echoes of Silence, gruppo romano dedito a sonorità estremamente vicine a quelle dei Joy Division, a volte prossime quasi al plagio. Come detto sopra, ho perso parte della loro esibizione mentre facevo la fila per entrare, di conseguenza ho assistito a pochi minuti di concerto e non mi sento di dare giudizi definitivi: il loro suono non è certamente originale, ma per chi ama l’epoca della primissima darkwave l’ascolto può essere decisamente piacevole.

Seguono, dopo il classico lavorio per preparare il palco al nuovo gruppo, i Bohemièn. Qui si parla di una formazione che ha avuto un certo peso nella storia della musica oscura romana: infatti il gruppo nasce al principio dei lontani anni ’80 e, attraverso varie vicissitudini e cambi di formazione, giunge al ventunesimo secolo abbastanza modificato rispetto alle origini ma ancora con la voglia di suonare, divertire e soprattutto divertirsi; e, non posso negarlo, ci riescono piuttosto bene. Fa veramente piacere vedere che i musicisti si divertono sul palco e soprattutto, cosa molto rara in quest’ambiente, non si prendono troppo sul serio ma se la spassano ridendo e scherzando tra loro e con il pubblico. Ne segue un’esibizione molto gradevole e a tratti anche spassosa che alterna sonorità darkwave e death rock “a manetta”, per usare le parole dello stesso cantante Alex Buccini. Anche la presenza della tastierista e seconda voce Stefania Minutaglio aiuta molto dal punto di vista estetico, attirando lo sguardo di numerose persone del pubblico con le sue movenze sensuali.

Infine, salgono sul palco gli headliner della serata: i belgi Spiral of Silence. La prima cosa che colpisce, in un gruppo che è noto per la somiglianza della propria musica a quella dei Joy Division, è che i musicisti sul palco non sfoggiano un look in stile goth; inizia il concerto e ciò che esce dagli altoparlanti conferma quanto si poteva immaginare: siamo veramente molto vicini ai suoni dei Joy Division e anche la voce è molto simile (anche se in determinati momenti mi è capitato di pensare anche a quella di Peter Murphy); non si ha, però, la sensazione di una copia in quanto nell’esibizione i musicisti mettono qualcosa di personale, anche quando suonano le cover di “Atmosphere” e “She’s lost control”; verso la metà dell’esibizione sale sul palco Antonio Palermo, il chitarrista dei Siglo XX, storico gruppo belga, e la situazione migliora decisamente, grazie all’introduzione di deviazioni guitar-noise all’interno del suono, che in questo modo cresce in intensità e pienezza. Da questa formazione vengono eseguiti, oltre alla seconda delle cover sopra citate, ulteriori brani degli Spiral of Silence ma anche pezzi dei Siglo XX. Sul palco i musicisti sembrano divertirsi parecchio, e mentre saltano e ballano ne succedono un po’ di tutti i colori, come ad esempio il bassista che cade e per un pelo non si trascina dietro anche il cantante: da terra, cerca di continuare a suonare ma l’ilarità costringe ad interrompere il brano e a riprenderlo dall’inizio. Il divertimento è condiviso anche dal pubblico, che balla tutti i brani senza risparmiarsi, regalando in questo modo il miglior premio possibile al gruppo.

Nel complesso, come ci si poteva aspettare, non si è trattato certo di una serata caratterizzata da una musica dalle sonorità nuove e personali; ciò non toglie che, personalmente, mi sono divertito molto e credo lo stesso si possa dire di buona parte del pubblico; a proposito dell’affluenza, stasera non c’era certo il pienone ma neppure il deserto che mi è capitato di vedere spesso ai concerti qui a Roma. Mi piacerebbe pensare che si tratta di un buon segno, ma non oso sperare tanto.

Links:

Spiral of Silence – sito ufficiale

Bohemièn – sito ufficiale

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