The Crüxshadows

0
Condividi:
Crüxshadows

Rogue dei Crüxshadows (foto di Ankh)

Questa prima parte della stagione è stata ricca di appuntamenti che, in linea di massima, sono risultati piuttosto interessanti, e sembra che anche il principio del prossimo anno prometta decisamente bene. Dopo la recentissima rivelazione dei Cinema Strange, mi reco al Circolo degli Artisti per questo nuovo evento, con la segreta speranza che si ripeta la stessa magia. Arrivo davanti al locale e mi chiedo se il concerto è confermato, perché non vedo nessuno in fila né gente fuori a chiacchierare; purtroppo, il bar è ancora chiuso, quindi appena pagato il biglietto faccio la solita breve passeggiata volta all’acquisto di una birra.

Quando rientro, il concerto degli Halo Effect è appena iniziato; purtroppo il loro stile musicale non è molto in linea con i miei ascolti, quindi i miei commenti hanno ben poco valore: direi che si tratta di un elettropop a metà strada tra Orchestral Maneuvers in the Dark e Depeche Mode, a mio avviso abbastanza ben suonato anche se non molto originale. Per quanto mi riguarda, l’ascolto di alcuni brani è anche relativamente piacevole ma alla lunga questo tipo di suoni mi annoia un po’.

Terminata la loro esibizione, il palco viene svuotato per i Crüxshadows, che hanno effettivamente bisogno di molto spazio a causa della presenza sul palco di due ballerine. Purtroppo il pubblico è veramente scarso, ancora più che in altre occasioni: si tratta di una sessantina di persone a dire tanto, delle quali alcune probabilmente venute a supportare il gruppo spalla. Le luci sul palco si spengono, ed ecco che compaiono quattro belle fanciulle (le due ballerine, appunto, la violinista e la chitarrista) più il tastierista; il primo è un brano fondamentalmente strumentale, in cui la voce del cantante, non ancora presente sul palco, inizia a descrivere il mito classico del Pomo d’Oro e della scelta di Paride. Questo tema sembra essere un po’ il filo che regge la trama del concerto, in quanto in più riprese verranno descritti e raccontati argomenti legati alla letteratura e alla mitologia classica.

Mentre continua a raccontare la sua storia, il cantante compare dal lato della platea e si arrampica sul palco, dove le ballerine e la violinista, inizialmente di spalle, guardano adesso verso il pubblico. Il concerto sembra iniziare bene, e il primo brano suonato è la danza in stile quasi medievale di “Into the Ether”, seguito da un brano più tirato come l’accattivante “Winterborn”. Devo dire che la scelta dei brani di apertura è stata ben fatta, in quanto in pochi minuti si è intuito il carattere della musica del gruppo statunitense: i Crüxshadows si situano a metà strada tra l’elettrodark che sta ultimamente saturando questa nicchia di mercato e un gothic rock molto leggero e melodico; il loro suono è impreziosito dalla piacevole inserzione del violino, quasi onnipresente ma mai fastidioso, che aggiunge un tocco piacevole all’insieme. Malgrado il pubblico sia tutt’altro che numeroso, i Crüxshadows ci mettono tutto l’impegno possibile, al punto che alcune delle pose e delle gestualità del cantante sono forse un po’ eccessive davanti a un pubblico così esiguo: si capisce facilmente che sono abituati a platee ben più numerose; Rogue, il cantante, si diverte a scendere spesso dal palco e a cantare in mezzo al pubblico, ingaggiando persino una sorta di quadriglia con Azrael degli XP8.

Il concerto scorre piacevolmente, anche se sulla lunga viene fuori il limite del gruppo: in molti casi ho avuto l’impressione di ascoltare un brano per la seconda volta, cioè ho notato un’uniformità forse un po’ eccessiva nei loro brani. Ciò non toglie che alcuni di essi sono di ottima qualità, e che nel complesso l’esibizione sia stata divertente e, in linea di massima, gradevole.

Non posso che ripetere ancora quanto mi dispiaccia il fatto che i concerti continuano ad essere clamorosamente disertati da quel pubblico che riempie il Jungle il sabato sera: sia per chi cerca di far suonare questi gruppi a Roma, che rischia sempre gravi perdite economiche, sia per i gruppi stessi che si trovano a dover suonare davanti a sparuti gruppi di persone; chissà, forse per il pubblico romano i concerti non sono una passerella abbastanza importante…

Links:

The Crüxshadows – sito ufficiale

Halo Effect – sito ufficiale

Crüxshadows

La ballerina Beth Allen e Stacey Campbell dei Crüxshadows (foto di Ankh)

Condividi:

Lascia un commento

*