Diamanda Galas: Defixiones - Will and testament

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Ver Sacrum Con questo lavoro che, lo dico subito, è a dir poco splendido, Diamanda Galas si conferma regina incontrastata dell’avanguardia che fa della sperimentazione sulla voce la propria ragion d’essere. Devo dire che alcune delle sue ultime produzioni non mi avevano convinto appieno, pur rimanendo a livelli molto elevati: dal genio ci si aspetta sempre un po’ di più. In questo caso la musicista greco-statunitense mette a tacere ogni possibile dubbio da parte mia, riprendendo in mano anche le tematiche sociali e politiche come ai tempi della splendida trilogia Plague Mass. Se quella volta al centro della sua attenzione era stata la piaga dell’AIDS, in questo caso si tratta del cosiddetto “olocausto minore”, la strage di esseri umani perpetrata nel lungo periodo che va dal 1914 al 1923 ai danni delle popolazioni greche e armene per mano dell’impero ottomano. Per parlare dell’eccidio, nascosto per biechi interessi politico economici nelle pieghe oscure della storia dal “civilissimo” mondo occidentale, la Galàs si serve delle parole di chi, certe storie, le ha vissute sulla sua pelle, come l’intellettuale armeno Siamanto che, per aver scritto versi critici sui massacri del Sultano Abd-Al Hamid, colpevole di aver massacrato migliaia di armeni tra il 1894 e il 1896, venne imprigionato ed ucciso nel 1915. Gli ingredienti sono, naturalmente, i soliti utilizzati dalla cantante; quello che colpisce e che mi ha spinto immediatamente ad inserire questo lavoro nella playlist 2003 è l’attitudine, l’approccio alla materia musicale e sociale, l’inestimabile mescolanza di culture musicali, l’uso di lingue di ogni genere e provenienza. Un disco che, pur ostico come tutti i lavori dell’artista di cui stiamo parlando, si fa notare per l’intensità e la ricchezza di sentimenti che esprime. A quanto detto si aggiunge la confezione a dir poco splendida che aggiunge fascino a questa autentica opera d’arte, riportando un’interessante introduzione, tutti i testi in lingua originale e tradotti in inglese oltre a quattro bellissime foto della cantante. Per quanto mi riguarda, un lavoro di qualità eccelsa che non dovrebbe mancare nella discografia di chi ama questa musicista.

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