Fields of the Nephilim: Fallen

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Ver Sacrum Il ritorno dei Nephilim doveva essere una festa, una celebrazione per i tantissimi fan di Carl McCoy sparsi per il mondo. Purtroppo l’uscita di questo Fallen è stata inquinata dalle polemiche tra i membri del gruppo e la loro etichetta, la Jungle Records. I primi infatti accusano la Jungle di aver pubblicato il disco senza che fosse finito, includendo demo, vecchie outtake e senza aver curato adeguatamente l’artwork: di conseguenza McCoy e soci hanno misconosciuto questo Fallen. Anche se indubbiamente McCoy non sarà un personaggio facile, che avrà per le sue produzioni la stessa cura maniacale che Kubrick aveva per le sue pellicole, non è difficile rendersi conto che il gruppo è probabilmente dalla parte della ragione. La Jungle ha raschiato il barile per cercare di pubblicare il singolo From the fire col pezzo omonimo, aggiungendo qualche brano live e nessun inedito; ancora di più ha faticato per mettere in piedi questo CD, abbastanza corto di durata, che presenta, oltre al pezzo del singolo, i brani del miniCD pubblicato circa due anni fa, “One more nightmare” e “Darkcell AD” che non erano altro che riprese di vecchi successi del gruppo, più altre 7 canzoni. Insomma, si tratta di un pacco completo? Beh, in parte sì perché a fianco di brani piuttosto coinvolgenti, come ad esempio “From the fire”, ve ne sono alcuni un po’ mediocri come “Hollow dolls” o “Fallen” che è letteralmente un brano senza né capo né coda, probabilmente una prova in studio mixata alla bella e meglio dall’etichetta (stesso discorso per il breve strumentale “Premonition”). Certo se uno si lascia andare all’ascolto, la voce roca di McCoy, la potente base ritmica col basso di Tony Pettitt, le chitarre distorte, non possono che conquistare il darkettone impenitente che è in me. E’ vero, siamo anni luce dalla profondità di Elizium e di The Nephilim e siamo più prossimi ai Nefilim (quelli con la “effe”) di Zoon (si ascolti ad esempio “Subsanity”) ma in generale Fallen non è completamente spiacevole. Sarà che “al cuor non si comanda” ma risentire cose inedite dei Nephilim dopo tanto tempo fa comunque piacere. Mettiamola così: se Fallen fosse un bootleg vi consiglierei spassionatamente l’acquisto, ma poiché si tratta, evidentemente, di una speculazione fatta ai danni degli artisti lascio la valutazione alla vostra coscienza…

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