Funker Vogt: Red Queen

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Ver Sacrum Non paghi dell’indigestione di remix del recentissimo album Revivor i Funker Vogt pubblicano questo miniCD in cui figurano 4 rielaborazioni della title-track più il quasi strumentale “Chessmen’s Square”. Già “Red Queen” era il brano più atipico dell’album Survivor, con il suo passo lento e malinconico e il suo arrangiamento orchestrale, che confluiva in una seconda metà completamente diversa caratterizzata da martellanti suoni percussivi e immersa in atmosfere dure e sperimentali. Nel già citato Survivor il brano veniva invece rovinato dalle mani pesanti degli insopportabili T.O.Y. che annegavano le sue dolci atmosfere in stucchevoli (e brutti) arrangiamenti synth-pop. C’era quindi veramente bisogno di altre 4 versioni di “Red Queen”? Mah, sinceramente se ne poteva fare a meno, anche se alla fine questo dischetto si ascolta tutto sommato con piacere. Il walzer dei remix di “Red queen” comincia con la versione detta del “Matter Hatter”, più fedele allo stile fisico e ballabile del gruppo tedesco; si continua poi con quella del “Cheshire Cat” molto orchestrale ed enfatica, piuttosto simile alla versione presente in Survivor a parte per la spiacevolissima seconda voce maschile che affianca quella di Jens Kastel nel ritornello. Si arriva quindi al remix di “Humpty Dumpty”, che comincia in modo assai minimale con il piano e gli arpeggi di chitarra elettrica in evidenza, per poi infiammarsi verso la fine in un una forma quasi rock. C’è infine il remix del “White Rabbit” in cui di nuovo i ritmi si infiammano e impazzano le sonorità EBM più tipiche del gruppo tedesco: qui “Red Queen” si trasforma in un pezzo mosso e ritmatissimo, molto adatto ai dance-floor. Come vi sarete già accorti tutti questi remix prendono i nomi dai personaggi della favola di Alice nel paese delle meraviglie, visto che Alice stessa viene citata nel testo della canzone. L’unico inedito del CD, “Chessmen’s Square”, non è altro che un riempitivo e non vale la pena di spenderci sopra molte parole. Questo singolo non è quindi un disco disprezzabile ma sinceramente, a meno che non possiate vivere senza la musica dei Funker Vogt, non mi sento di consigliarne l’acquisto.

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