Swan Christy: Julian

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Ver Sacrum Pare che questi greci Swan Christy fossero partiti gome una goth metal band con influenze progressive e sinfoniche. Ora, di quella prima dimensione non c’è più nulla: via le chitarre, via il basso e la batteria, sono rimasti solo synth, piano, programming e la calda voce di Kostas Makris. Il risultato è bizzarro e spiazzante: siamo di fronte a nove pezzi che compongono un concept che vorrebbe essere la colonna sonora di un ideale film dal titolo, appunto Julian. Vi si possono trovare dentro le più svariate influenze: dalla wave anni ’80, all’electro, al trip-hop, all’ambient, e al pop. Vi possono trovare pane per i loro denti i fans di Philiph Glass, di David Sylvian, di Bjork, dei Depeche Mode ma anche dei Radio Head o di realtà new romantic come gli Spandau Ballet; il tutto condito da loop e campionamenti vari, a volte impostati in pezzi pseudo-minimal-cabarettistici. Tutto e il contario di tutto, direte voi. Può darsi, e il fatto che non riesca a ad indicare un brano che si elevi sopra l’altro, o è un mio limite- e allora chiedo venia- oppure potrebbe voler dire che Julian sia un prodotto pallosetto anzichennò, troppo perso nel suo minimalismo concettuale…

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