Ostara

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Richard Leviathan

Richard Leviathan © www.ostara.net

Approdano al Corallo di Scandiano per l’unica data italiana gli Ostara di Richard Leviathan, una delle band più discusse del panorama neo-folk, etichetta che per loro è ormai riduttiva vista la svolta “pop-rock” iniziata con il secondo album Kingdom Gone e divenuta ormai “irreversibile” con il nuovo CD Ultima Thule. Tale svolta stilistica è stata fonte di notevoli discussioni e molti fans hanno ormai voltato le spalle a coloro che (specie quando si chiamavano Strength Through Joy) sino a qualche anno fa parevano essere gli eredi designati di Death in June & Co.. Per chi invece (e chi scrive è tra questi) non disdegna anche sonorità maggiormente rock e pop, tale svolta è sicuramente apprezzabile e va comunque riconosciuto agli Ostara il coraggio di aver voluto cambiare ed uscire dai cliché, spesso limitativi dal punto di vista della creatività artistica, di appartenenza ad un determinato genere musicale.

Ma veniamo ora al concerto, svoltosi in un locale all’altezza della situazione e coronato da una buona presenza di pubblico; gli Ostara si presentano in tre sul palco (Richard è accompagnato da chitarra e batteria) ed aprono con “Proud Black Templar”. Per questo brano, piuttosto anomalo nel contesto rock del nuovo album, Richard indossa una sorta di tunica con cappuccio, ma già dal brano successivo l’atmosfera si surriscalda grazie a (se la memoria non mi inganna) “Does the truth make free”, “Nightmare Machine”, “Song of Sam”, etc.; in pratica tutti i brani del nuovo disco vengono eseguiti (molta valida a mio parere l’esecuzione di “Black Spring”) e talvolta Richard arricchisce l’esibizione con piccole trovate coreografiche come il frustino brandito per “Diva De Sade” o il fazzoletto con i colori della Baviera sventolato durante l’esecuzione di “Bavaria”. Quest’ultima, “Overworld” e “Transsylvania” sono gli unici brani di Kingdom Gone eseguiti stasera. Ancora minor spazio è dato al primo album Secret Homeland, da cui viene ripresa solo “Operation Valkirie”: se è normale che un gruppo esegua principalmente i brani dell’ultimo disco pubblicato, è altresì vero che buona parte del pubblico avrebbe gradito qualche brano in più dai primi due album.

Ad ogni modo il concerto si snoda in maniera estremamente godibile, l’impatto “live” con i nuovi brani è ottimo e il pubblico risponde più che bene con applausi convinti. Sorpresa finale per i bis sono le due canzoni del progetto Foresta di Ferro, per i quali Richard si presenta sul palco accompagnato da Marco “Wertham” Deplano. Qui l’atmosfera cambia radicalmente divenendo cupa ed ossessiva, due brani di grande intensità emotiva che il pubblico segue come ipnotizzato, salvo poi far esplodere gli applausi. Un grande finale per un’ottima serata che ha visto la musica come unica grande protagonista, il resto sono solo chiacchiere di piccoli uomini…

Links:

Ostara – sito ufficiale

Foresta di Ferro – sito ufficiale

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