Eros Necropsique: Crises De Lucidité

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Ver Sacrum Il CD che mi trovo tra le mani ha rappresentato al di là di ogni ragionevole dubbio la maggiore fatica discografica degli Eros Necropsique. La sua genesi deve essere stata effettivamente complessa e massacrante: ricordo che, dopo aver ascoltato “Pathos”, il loro lavoro precedente pubblicato nel lontano 1998, cercai di informarmi sulla loro successiva uscita, che sembrava essere imminente. In effetti il CD in oggetto è stato registrato durante il 1998 ed era già all’epoca pronto per la pubblicazione, la quale è stata più volte posticipata a causa di problemi tra il gruppo e l’etichetta discografica. Rispetto alla registrazione originale, successivamente sono state sovraincise le parti vocali femminili di Jeanne, proveniente dai disciolti Tragos Adeïn (un paio dei loro brani erano presenti sulla compilation Prikosnovenie Belladonne): si tratta sicuramente di una novità interessante rispetto al precedente lavoro, il quale era molto gradevole ma probabilmente, alla lunga, un po’ troppo uniforme. Gli Eros Necropsique vengono molto spesso catalogati come gruppo metal anche se, in realtà, pur essendo traendo forte nutrimento da quell’humus musicale, il suono da loro espresso ha legami piuttosto deboli con il genere: infatti la loro è una proposta che si allaccia maggiormante alle proposte neomedievali di certi ambienti eterei e folk, a cui si aggiunge una forte vena teatrale e recitativa. Sulle percussioni sintetiche, sui ricami del basso e sul tappeto di tastiere che si ispirano talvolta a melodie medievali e rinascimentali, si staglia l’aspra voce recitante del cantante Olivier: Eros, Thanatos, la scelta vegetariana sono alcuni dei temi delle loro liriche piene di angoscia e profonda tristezza. La voce femminile fa, fondamentalmente, da supporto e ausilio alla resa complessiva delle melodie. Sotto certi punti di vista mi fanno pensare ad una versione francese dei Goethes Erben, pur non raggiungendo gli stessi, elevatissimi livelli di pathos. Nel complesso si tratta comunque di un ottimo lavoro, anche se in qualche modo minato da un’eccessiva uniformità che potrebbe, per alcuni, risultare un po’ noiosa. Molto bello inoltre l’artwork, soprattutto nella versione limitata a 2000 copie del box in formato A5, contenente un bel libretto delle stesse dimensioni, due inquietanti stampe di grafica computerizzata e due adesivi del gruppo; in tale versione, il CD contiene anche il video di una delle loro rarissime esibizioni live, il quale però, purtroppo, soffre di un vistoso sfasamento tra suono e immagine.

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