Kraftwerk: Tour De France

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Ver Sacrum Come definire il ritorno sulla scena dei padri del synthpop ? Certamente bello ed importante ! Cosa ne sarebbe stato di John Foxx, Depeche Mode, Humane League ecc. se, ancor prima dei mitici anni ‘80, Ralf & Florian, abbandonando le sperimentazione dei Neu (siamo agli inizi degli anni ’70) non avessero dato vita a questa band assolutamente precorritrice dei tempi nell’uso del suono elettronico ? Ebbene si ! Dopo averci stupito con raffinate ballate come “The Model” (nello storico album Radioactivity), ed averci entusiasmato con la pseudo -sconcertante (per quell’epoca) apparizione al Festival di Sanremo (ebbene si ! Era il 1978 !), ecco, dopo tanto nostalgico silenzio, riapparire da un apparente oblio i progenitori lontani, forse inconsapevoli, di quel genere musicale che ormai imperversa per sale e collections. Tour de France merita plauso ed entusiasmo non solo perché ci restituisce un grande gruppo all’attualità, ma soprattutto perché è un bel disco. Il “credo” elettronico dei Kraftwerk è ribadito, fortemente sottolineato con grande coerenza rispetto alle proprie sonorità. Non sembra che tra questo cd e l’ultima produzione siano trascorsi tanti anni, visto che il suono e lo stile sono  decisamente in continuità col passato e gradevolissimi nel presente. La suite, che da titolo al cd, suddivisa in tre tracks, pur se ripetitiva (ma non sono stati propri i Kraftwerk ad insegnarci, tra gli altri, il valore espressivo postmoderno della ripetitività ?) è avvolgente ed ipnotica ed anche gli altri stupendi brani (“Chrono”, “Vitaminic”, “Aerodynamic” ecc.) ci inseriscono nell’armonioso mondo elettronico della band tedesca in cui il rapporto uomo-macchina (Man Machine, proprio così) non è semplicemente funzionale ma intimo, biologico, pulsante. Va sottolineato ancora come Ralf & Florian non appaiano compromettersi con le nuove forme del pop elettronico adeguandosi a nuovi cliché ed a nuove sonorità: il loro “marchio di fabbrica” è presente in ogni brano, in perfetta consequenzialità con le loro grandi pagine musicali del passato come Computer World”. Non EBM o Futurepop, quindi, ma sempre e solo Kraftwerk !

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