Ryan Adams: Love is hell pt. 2

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Ver Sacrum Non si può certo dire che Ryan Adams sia un autore poco prolifico: in pochissimi mesi sono usciti sia l’album Rock N Roll che i due mcd semi-acustici Love is hell pt. 1 (da me già recensito a febbraio) e Love is hell pt. 2. Pare tra l’altro che questi EP abbiano suscitato non poche perplessità nei discografici del cantautore americano, abituati a ricevere da lui materiale un po’ più “tirato” di quello che i due mini propongono, ma per quanto mi riguarda non posso che riconfermare la mia stima nei confronti di questo eccentrico personaggio. Il buon Ryan è infatti un songwriter d’eccezione, uno che in poco tempo riesce a buttar giù decine di canzoni che per la stragrande maggioranza sono di ottima qualità, e anche questo lavoro non fa che riconfermare appieno quanto già si sapeva da un pezzo… In questo caso però le tracce incluse suonano un po’ come una sorta di ritorno alle origini del rock americano e si differenziano abbastanza da quelle del capitolo precedente, che sono invece molto intimiste, riflessive e contraddistinte da liriche che a volte sembrano quasi “sussurrate” invece che cantate. Questa seconda parte è leggermente più movimentata dell’altra e in alcune occasioni anche un po’ più “urlata”: ci sono brani acustici ma anche episodi elettrici, tutti però caratterizzati da quel taglio oscuro e decadente che è un po’ il marchio di fabbrica dell’artista della North Carolina. Ho trovato molto belli gli episodi più riflessivi, come ad esempio “Thank you Louise”, “Please do not let me go” e “I see monsters”, ma ho apprezzato parecchio anche gli altri, e in particolar modo la rumorosissima (perlomeno rispetto al resto!) “Fuck the universe” (che tra l’altro è una delle due bonus tracks del disco). Se già vi era piaciuto Love is hell pt. 1 (o se vi aveva anche solo incuriosito) direi che questo secondo capitolo fa al caso vostro, se invece siete dei veri e propri patiti di questo musicista, beh allora è inutile dirvi che non potete perdervelo a nessun costo!

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