Spiritual Front

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Simone "Hellvis" Salvatori/Spiritual Front

Simone "Hellvis" Salvatori/Spiritual Front all'Anomalia (foto di Grendel)

Avevo già avuto modo di vedere gli Spiritual Front circa un anno fa al Siddharta di Prato, dove suonarono come supporter degli Ain Soph. Devo dire la verità, quella volta rischiai quasi di saltare completamente la loro esibizione (a causa di ritardi e intoppi vari) e a posteriori posso solo pensare che la fortuna fu davvero dalla mia parte, perché se ciò fosse avvenuto avrei perso quello che si rivelò essere il vero evento “clou” della serata… Il concerto degli Ain Soph non fu infatti all’altezza delle aspettative, mentre quello della band di Simone “Hellvis” Salvatori fu a dir poco entusiasmante (dal punto di vista strettamente musicale) e anche molto divertente visto l’atteggiamento ironico e sempre un po’ sopra le righe tenuto dal frontman durante lo show. Stavolta non ho rischiato di far tardi, anzi direi che tra l’ora del mio arrivo e l’inizio della prima performance sono passati venti/trenta minuti buoni, durante (e anche dopo) i quali l’afflusso di gente nel locale è stato abbastanza moderato. Credo che le motivazioni vadano ricercate soprattutto nel fatto che in un club a pochi chilometri di distanza si stava svolgendo un’altra serata con caratteristiche simili a quella dell’Anomalia (vale a dire un concerto seguito da discoteca gothic/electro), e ciò chiaramente ha influito in maniera negativa oltre a rappresentare la conferma che, almeno in Toscana, il numero di persone interessate a questo tipo di scena non è sufficientemente alto per poter far sì che due locali differenti (e di media grandezza) possano fare entrambi il pienone lo stesso giorno…

Ad aprire sono stati i Noosfera, o forse dovrei dire “il” Noosfera, visto che sul palco si è presentata una sola persona… Di sicuro l’impatto visivo di progetti di questo tipo (con un unico individuo che si posiziona davanti a un computer e lì rimane per tutta la durata dello show) non è dei migliori, ma in questo caso la musica proposta (una sorta di experimental ambient) era piuttosto interessante ed è riuscita a raccogliere il consenso del pubblico presente. Tra l’altro l’Anomalia offre la possibilità di godersi gli spettacoli standosene tranquillamente seduti, e direi che stavolta essa è stata sfruttata appieno (visto che oltretutto rappresentava la condizione ideale per poter apprezzare nel modo migliore tale genere musicale!).

Al termine della performance ho dato un’occhiata alle altre due salette del locale per verificare se nel frattempo era arrivata un po’ di gente, ed ho quindi potuto notare che la maggior parte dei presenti si trovava nelle vicinanze della zona bar, dove peraltro è rimasta anche durante tutto il concerto di Spiritual Front. Una cosa veramente triste, ma che purtroppo si ripete in continuazione durante le serate di questo tipo, troppo spesso frequentate da persone che vengono solo per farsi quattro salti in pista e per chiacchierare con gli amici, e che magari trovano addirittura fastidioso che venga concesso così tanto “spazio” alle live-band (queste ultime infatti impediscono loro di ballare quell’oretta o due in più…!). In questo caso il mio rammarico è anche maggiore del solito perché tale situazione non ha certo facilitato la vita a Mr Salvatori, il quale è stato notevolmente infastidito da tale atteggiamento ed ha purtroppo chiuso il suo “show” un po’ in fretta e furia.

C’è stato comunque un gruppetto di persone che ha mostrato di apprezzare molto la sua esibizione, che è iniziata con un intro durante il quale Hellvis (stavolta in veste solista, differentemente da quanto era accaduto l’anno scorso al Siddharta!) ha recitato una sorta di monologo e attirato su di sé gli sguardi incuriositi degli spettatori, anche perché dietro di lui venivano proiettate una serie di immagini tratte da film di vario genere, come ad esempio “Il pianeta delle scimmie”, “Romper stomper”, “Toro scatenato”, “Nati per uccidere” e anche alcuni horror e porno movie. La prima parte del concerto ha visto Simone cantare su delle basi registrate, mentre successivamente ha presentato dei brani durante i quali si è accompagnato con la chitarra acustica. Tra i pezzi eseguiti citerei le ottime “No kisses on the mouth”, “Soul gambler”, “Autopsy of a love” e “Song for the old man”, ma anche una nuova canzone che apparirà sul tributo a Johnny Cash (di prossima pubblicazione sulla label fondata dai promotori del Post Romantic Empire) e intitolata “Song for Johnny”.

C’è da dire che il musicista romano non ha mancato di riempire gli spazi tra un brano e l’altro con alcune delle sue proverbiali “storielle” e con riflessioni varie, non nascondendo una certa amarezza per l’atteggiamento di molti dei presenti (o forse farei meglio a parlare degli “assenti” visto che, come dicevo poc’anzi, in parecchi hanno disertato del tutto la sala dove si teneva il concerto…), ai quali ha spesso rivolto l’invito ad avvicinarsi al palco. Non sono comunque mancati dei commenti di diverso tipo, come ad esempio quelli del filone “racconti di vita”, che hanno riguardato in particolar modo alcune sue esperienze sessuali (argomento di cui sembra parlare sempre molto volentieri…), oppure quello sul recente annullamento del concerto che avrebbe dovuto tenere nella città di Coblenza, avvenuto in conseguenza alle accuse di nazismo (e addirittura di sessismo) mossegli dall’AntiFa tedesca. Egli ha voluto sottolineare la sua completa estraneità a tali accuse, affermando di essere aperto al dialogo e al confronto con chiunque abbia domande da rivolgergli a questo riguardo.

In generale si è trattato di un’esibizione un po’ cortina ma comunque molto interessante, un po’ perché Hellvis è un personaggio dal quale ci si può aspettare veramente di tutto, capace con le sue canzoni e i suoi atteggiamenti di trasmettere emozioni a volte anche molto contrastanti tra loro (come l’allegria e la malinconia), e più in generale perché ha riconfermato che dal vivo la sua musica acquista quella fatidica “marcia in più” che la rende, se possibile, ancor più bella. Anche stavolta il suo stato d’animo deve aver influito parecchio sul modo in cui molti dei pezzi sono stati eseguiti, infatti in alcuni casi l’interpretazione è risultata essere veramente “sofferta” (perlomeno questo è quello che si leggeva sul suo volto e si intuiva ascoltando il tono della voce…).

A questo punto non mi rimane che augurarmi che al prossimo concerto di SF (e a tutti quelli più o meno legati all’ambito gothic) che mi capiterà di vedere il pubblico sia molto più attento e partecipe di quello presente all’Anomalia, anche perché mi sembra che questa possa essere la miglior forma di rispetto nei confronti di chi si esibisce. In questo caso a coloro che hanno stazionato nei pressi del bar non mi rimane che dire “Peggio per voi!”, credo infatti che si siano persi un’ottima occasione per sentire della musica di indubbia qualità e per assistere ad una performance decisamente fuori dall’ordinario.

Links:

Spiritual Front – sito ufficiale

Noosfera – sito ufficiale

Post Romantic Empire

Simone "Hellvis" Salvatori/Spiritual Front

Simone "Hellvis" Salvatori/Spiritual Front all'Anomalia (foto di Grendel)

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