State of the Union: Impendum

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Ver Sacrum Secondo album per la band americana capitanata da tale Johan Sebastian (??), messasi in luce già un paio di anni fa col discreto “Black city lights”. La formula è quella di un elettro-EBM sulla scia di VNV Nation, primi Apoptygma Berzerk, Assemblage 23, ecc…. con brani che faranno la gioia dei djs e dei “ballerini elettro” e di quella fascia di pubblico che apprezza l’elettro/EBM dalla spiccata vena melodica. “Timerunner”, brano che tra l’altro è stato pubblicato come singolo ad anticipare l’uscita dell’album, è indubbiamente il brano di punta di questo disco : un pezzo praticamente perfetto; ritmatissima, melodica ed incalzante entra in testa già al primo ascolto e promette di divenire un riempipista. Brani dalle analoghe caratteristiche sono “Unforgiving time” e “Afterlife”, mentre “Suffer the fallen”, “Light in the abyss” e “Rupture” privilegiano atmosfere maggiormente intimiste e sottolineano l’interpretazione vocale di Johan Sebastian, molto “eighties oriented”. Apro una piccola parentesi sottolineando con piacere che diverse bands elettroniche americane dell’ultima ondata come Assemblage 23,Imperative Reaction, Cesium 137, ecc…sono caratterizzate dalla bella voce del cantante, dai testi di un certo spessore introspettivo e la linea estremamente melodica. Il saper conciliare ritmi ballabili, con testi malinconici e strutture estremamente melodiche è la ricetta che ha portato al successo VNV Nation ed Assemblage 23 su tutti : auguro a State of the Union lo stesso successo.

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