The Veils: The runaway found

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Ver Sacrum I The Veils provengono dall’Inghilterra ma il loro leader e cantante Finn Andrews (figlio dell’ex XTC Barry Andrews!) ha vissuto per molti anni in Nuova Zelanda, immerso nella natura meravigliosa di quei luoghi che certamente deve aver costituito una grossa fonte di ispirazione per le sue composizioni. Le sue prime esperienze come musicista le ha fatte esibendosi dal vivo nei locali della zona in cui abitava, poi un bel giorno ha deciso di ritornarsene nella sua città natale, Londra, dove ha conosciuto il resto del gruppo e ha iniziato a dar vita al materiale che troviamo in questo The runaway found. Devo dire che già lo splendido singolo “Lavinia” (uscito qualche mese fa) mi aveva colpito molto, si trattava infatti di un brano molto dolce e malinconico ma anche straordinariamente intenso, caratterizzato da una melodia che una volta sentita non ti si toglie più dalla mente e da una voce molto incisiva e particolare. Per fortuna esso non è l’unico esempio di bella canzone presente nell’album, che a dire il vero è un po’ tutto di buona qualità e ci presenta una band giovanissima (lo stesso cantante ha solo vent’anni!) in grado di creare musica dall’indubbio fascino e dal forte impatto emozionale. I punti di riferimento dei The Veils vanno ricercati nei primi U2, nei Radiohead e nel citatissimo Jeff Buckley, ma c’è da sottolineare che The runaway found non suona mai troppo simile a quella o quell’altra band, e le varie influenze citate costituiscono solo una base su cui il quartetto ha costruito il proprio sound personale. Il disco è ricco di atmosfere suggestive ma anche di momenti più elettrici, in ogni caso ciò che rende ancora più speciali questi brani è senz’altro la voce del bravissimo Finn, che dimostra di possedere doti interpretative più da singer consumato che non da giovane cantante al suo esordio discografico! Basta ascoltarsi l’impetuosa “More heat than light”, le dolci “Talk down the girl” e “The nowhere man” o l’energica “The leavers dance” per rendersi conto che i The Veils non sono uno di quei gruppi destinati a passare inosservati e che, se continuano in questa direzione, li aspetta un futuro alquanto luminoso…

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