Dark Sanctuary: Les Mémoires Blessées

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Ver Sacrum Questo nutrito combo transalpino (sei elementi) giunge al suo quarto disco di lunga durata (la discografia è ulteriormente rimpinguata da una serie di miniCd e di singoli). Identificano la loro proposta musicale come dark atmospheric, e per una volta possiamo nettamente dichiararci in pieno accordo, mai etichetta venne al meglio utilizzata! Grande enfasi i sei artisti pongono proprio sull’atmosfera, ad arte determinata dal sapientissimo uso di pianoforte e violoncello, stromenti adattissimi a creare un’aura melodrammatica contraddistinguente ogni singolo brano. Dame Pandora, dotata di voce meravigliosa, interpreta ogni pezzo con grande trasporto, esaltando vieppiù l’eccellente lavoro svolto dai suoi colleghi, cosicchè il disco, nonostante i settantatre minuti di durata (suddivisi in tredici capitoli), mai risulta oltremodo tedioso. E questo non ostante quanto offerto dai Dark Sanctuary certo non si presti a facile assimilazione. E’ assolutamente dark, nel senso più totalizzante del verbo, la struttura delle tracks è lineare, e proprio la bravura esecutiva dei musici le rende incredibilimente uniche. Più d’una quelle meritevoli di appunto, come l’opener “La Clameur du Silence”, o le due parti di “L’adieu à l’Enfant”, la prima ammantata da un velo di opprimente tragicità accentuato dalle percussioni che imprimono un angosciante senso di minaccia recondita e da un ermetico recitato virile che giace semi occultato in secondo piano, ma è ben presente, la seconda vergata dalle note di una chitarra classica, la quale può far accostare il brano a quanto proposto dai lusitani Dwelling nei tratti più obscuri della loro produzione. In “Abre los Ojos” Dame Pandora abbandona per una volta la madrelingua per abbracciare lo spagnolo, ed il risultato è ancora una volta di sicuro effetto. Eppoi rimarchiamo l’austera beltà di “A quoi bon?”, di “Puisses-tu…”, del manifesto ideologico sancito dalle amare note di “Laissez moi Mourir”, o da “L’instant Funèbre”, con velati rimandi a quanto presentato nel tempo dai miei conterranei Lily’s Puff. “Les Mémoires Blessées” è pièce magistrale, puro afflato romantiko che monderà le nostre anime dalle quotidiane afflizioni, latebra per le nostre coscienze, balsamo per il nostro spirito.

Email: wounder@tin.it
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