Mind In A Box: Lost Alone

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Ver Sacrum Signori, un attimo d’attenzione….. Quello di cui stiamo per parlare è uno dei dischi che rientrerà tra le cose da ricordare in positivo a livello musicale per l’anno di grazia 2004. “Lost Alone”, album d’esordio di Mind In A Box, progetto di tale Stefan Poiss (in precedenza realizzatore di musica per videogames) è un ottimo disco di musica elettronica a 360 gradi, che spazza via ogni barriera stilistica tra techno, elettro-dark e suond analogico di matrice anni ’80; un “concept album” articolato in 12 tracce capaci di fondere dinamiche sequenze elettroniche con atmosfere “dark”, colme di tristezza e malinconia (valga per tutte il sofferto testo di “Change” , degna del miglior gruppo “gotico”) . Un disco affascinante sin dall’ artwork, oscuro e “gigheriano” (date un’ occhiata anche al loro sito internet), che ben rappresenta lo “spleen” di cui l’opera è intrisa, con cupi testi in cui si narra di solitudine e amori finiti, narrati da voci maschili e femminili prevalentemente “filtrate” per ottenere un effetto robotico e sottolineare ancor piu’ l’idea di un mondo dove l’uomo è ridotto ad una macchina, la cui mente è chiusa in una scatola. Un album che, come un romanzo narra una storia in bilico tra realtà ed immaginazione, tra mondo reale e virtuale, col tema dell’alienazione a fare da filo conduttore; anche i brani all’apparenza piu’ leggeri e disimpegnati (“Walking” e “Take my soul”) sono sorretti da testi di tutto rispetto, mentre “Questions” e “Forever Gone” costituiscono i due capitoli di una sorte di spy-story. Un disco quindi particolarmente brillante ed originale, che esula dal calderone EBM e mette in evidenza un progetto musicale che merita tutto il successo che sta riscuotendo in Germania; spero fortemente che anche voi vogliate concedere una chance a Mind in a box.

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