Rosa+Crux: In Tenebris

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Ver Sacrum E’ solo in seguito alla loro discesa in Italia per la data al Dark Day che sono riuscito a recuperare l’ultimo album dei Rosa+Crux, uscito ormai da più di un anno e mezzo ma che ignorare sarebbe un delitto. Si è più volte parlato del valore incredibile dei Rosa+Crux su Ver Sacrum (sull’ultimo numero cartaceo uscito figurava per l’appunto un’intervista col gruppo) e parimenti si è parlato su questo sito dei loro spettacoli indimenticabili. Il gruppo francese è una gemma rara, tanto valido ed eccellente quanto misconosciuto. Al clamore delle copertine delle riviste, dei servizi fotografici glamour o delle uscite per prestigiose etichette indipendenti i nostri hanno sempre contrapposto una riservatezza quasi controproducente, una serietà ed un rigore assoluto e il ricorso estremo all’autoproduzione, che nel loro caso non si limita al solo discorso musicale ma coinvolge anche il merchandising, l’ideazione degli spettacoli, la realizzazione di video e di incredibili happening. I Rosa+Crux sono un progetto completo quindi e ce ne danno una dimostrazione nel bonus presente in questo CD costituito dal video-clip (ma è davvero limitante definirlo così) di “Omnes qui descendunt”, una ripresa notturna in una grotta dove decine di figuranti nero-vestiti, accompagnati da cavalieri che portano animali ricoperti dai vessilli del gruppo, rendono omaggio alle due figure nude che danzano la “danse de la terre”. In Tenebris è il terzo CD della band francese prodotto in più di un decennio, che vede la luce a quattro anni di distanza dal precedente Noctes Insomnes. L’album ha come unico difetto quello di essere un po’ breve, appena 38 minuti: non che questo sia un difetto in sé (troppi sono i CD in giro che difettano di estrema prolissità) ma è inevitabile che alla fine dell’ultimo pezzo rimanga ancora la voglia di ascoltare questa musica affascinante. A livello compositivo il gruppo è rimasto estremamente fedele a se stesso e alla propria formula creativa: le chitarre lancinanti di Olivier Tarabo, l’ossessività marziale della BAM, la batteria acustica controllata via computer (un’incredibile invenzione di Tarabo), le tastiere di Claude Feeny ad arricchire la gamma sonora, i testi, tutti rigorosamente in latino, cantati quasi con violenza, tutto ciò che si compone per indurre nell’ascoltatore turbamento e una sensazione di arcano mistero, di sacrale. In Tenebris, se possibile, suona ancora più oscuro e inquietante rispetto ai suoi predecessori: la dipartita di Nathalie Méquinion, che suonava il contrabbasso nel gruppo, si riesce un po’ a notare per il fatto che le parti di basso sono ora suonate dalle tastiere, ma, ad onor del vero, il risultato non è certo cambiato in modo davvero evidente. Forse può essere considerato un limite quello di essere sempre legati allo stesso schema ma fino a quando la qualità della musica rimane a questo livello non credo che sia il caso di pretendere la novità a tutti i costi. I Rosa+Crux sono inquietanti e oscuri, profondi e misteriosi: oserete specchiarvi nel lago oscuro che è il loro mondo? P.S.: per recuperare questo e gli altri CD del gruppo, nonché gli articoli del loro incredibile merchandising potete visitare il loro sito web o scrivere all’indirizzo che segue.

Per informazioni: Rosa Crux Production, 27 Rue de la Rose, 76000 Rouen, Francia
Web: http://www.rosacrux.org
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