Ego Likeness: Water to the dead

0
Condividi:

Ver Sacrum Steve Archer e Donna Lynch hanno formato gli Ego Likeness nel 1999 e inizialmente si sono dedicati a sonorità industrial-trip hop, in seguito però i loro interessi si sono spostati verso l’electro-gothic e anche la line-up del gruppo ha subito dei cambiamenti, visto che si è allargata a cinque elementi. Il loro secondo lavoro, intitolato Water to the dead, si apre con la titletrack e con “16 miles”, due pezzi molto accattivanti all’interno dei quali l’elettronica si sposa perfettamente con atmosfere oscure e con alcuni riffoni “metallici” (che però sono stati inseriti a volumi piuttosto bassi e quindi non danno mai l’impressione di essere tra gli elementi fondamentali della musica di questa formazione). La successiva “Above the soil” è molto meno veloce delle tracce appena descritte ed è cantata quasi interamente dal vocalist e chitarrista Steve (le altre invece sono cantate dalla brava Donna), ma soprattutto propone un sound completamente “alleggerito” della componente elettronica. “Isabel” e “Mandala” sono due affascinanti esempi di gothic rock moderno e contaminato, mentre in “The breach” e “Hurricane” l’electro torna a farla da padrone. In seguito troviamo “Axis”, un brano che segna un brusco passaggio verso suoni ben più eterei e delicati di quelli ascoltati in precedenza e che non rappresenta un caso isolato, visto che anche i tre episodi successivi sono più o meno nello stesso stile (compresa “Traveling son”, una canzone che raggiunge picchi di intensità maggiori di “Axis” e delle due song conclusive, ma che comunque non può essere associata al materiale presente nella prima parte del disco). In poche parole gli Ego Likeness hanno concepito un album davvero molto variegato, che si ispira a diversi generi musicali e non rischia mai di apparire noioso o ripetitivo. Probabilmente alcuni potranno pensare che questa mancanza di uniformità sia un difetto e che i cinque non abbiano le idee molto chiare su quale sia lo stile a loro più congeniale, ma personalmente mi sono piaciuti parecchio tutti i pezzi presentati e mi sono sembrati piuttosto validi sia dal punto di vista formale che da quello contenutistico. Può darsi che il gruppo debba sempre decidere quale genere di musica preferisce, o che invece non voglia decidere affatto e ami proporre cose varie e diverse, fatto sta che sa benissimo come comporre dei brani di grande impatto e anche di buona qualità, e questo oggi come oggi è già qualcosa, non vi pare?

Condividi:

Lascia un commento

*