In The Nursery: A Page of Madness

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Ver Sacrum A un anno di distanza dall’ottimo Praxis tornano i gemelli Humberstone, stavolta con un progetto di gusto sperimentale. A Page of Madness è infatti il quinto episodio realizzato dagli In The Nursery per le “Optical Music Series”, una collana di colonne sonore “ideali” di film muti risalenti ai primi decenni del novecento. Dopo avere musicato, fra gli altri, “Il Gabinetto del Dr. Caligari (The Cabinet of Dr. Caligari) e quel capolavoro avanguardistico della cinematografia russa che è “L’uomo con la macchina da presa” (Man with a Movie Camera), il gruppo rende omaggio a A Page of Madness, misconosciuto capolavoro del cineasta giapponese Teinosuke Kinugasa. Il film, girato nel 1927, ha come protagonista un vecchio pescatore che abbandona la sua professione per diventare assistente nel manicomio dove sua moglie è stata rinchiusa dopo aver tentato di affogare la loro figlia. La pellicola, scomparsa per moltissimi anni e riscoperta solo nel 1971, è considerata un vero capolavoro sia dal punto di vista tecnico, dato che il regista ha sperimentato moltissime soluzioni stilistiche assolutamente all’avanguardia per l’epoca, ma soprattutto per il modo, estremamente moderno, in cui è stata resa la visione del mondo nell’ottica di chi è affetto da follia. La lunga premessa era d’obbligo per cercare di descrivere in modo appropriato la musica di questo CD, composto, naturalmente, da soli brani strumentali (14 per la precisione). Stavolta i gemelli Humberstone hanno lavorato completamente da soli, senza i loro più fidi collaboratori, per creare una musica al completo servizio delle immagini, in cui sono molto presenti i suoni degli strumenti tradizionali giapponesi, sebbene suonati con una sensibilità evidentemente “occidentale”, mentre molto discrete sono le parti percussive, che di norma costituiscono il “marchio di fabbrica” degli In The Nursery. Si tratta di un CD d’atmosfera, con brani molto belli e suggestivi, costruiti tutti su tappeti di tastiere “lontane”, piene d’eco, il che dona un carattere fortemente “ambientale” alla musica. Come si diceva sono presenti dei suggestivi inserti di strumenti tradizionali giapponesi, come il flauto o il koto (avete presente la chitarrina di “Kyoto Song” dei Cure?), che, in particolare nel bellissimo pezzo “Daughter”, contribuiscono a creare delle melodie dolci e struggenti allo stesso tempo. Gli inserti percussivi sono molto frequenti ma rimangono sempre sullo sfondo e vengono prodotti con una sensibilità assai prossima a quella delle formazioni “ambient-industrial”, ovvero suonati con fare minimale e resi dopo essere stati pesantemente filtrati dall’eco e da altri effetti. I pezzi sono tutti molto rarefatti e dolci se si eccettua “Dancing with Chaos”, un pezzo dove irrompe quasi inaspettato, dopo un inizio lento e calmo in cui è presente una linea di koto, un suono metallico distorto e lancinante, mentre la base percussiva si fa incessante e nervosa. A Page of Madness è un album piuttosto bello anche se, per apprezzarlo pienamente, il suo ascolto dovrebbe essere accompagnato dalla visione del film. A tale proposito gli In The Nursery effettueranno questa estate un tour in Australia e Nuova Zelanda per presentare l’opera nei festival di cinema dove presumibilmente accompagneranno dal vivo la proiezione del film: c’è da sperare davvero che vogliano (e possano) replicare questa esperienza anche qui nel Vecchio Continente.

Per informazioni: ITN Corporation, PO Box 1795, Sheffield, S3 7FF England
Web: http://www.inthenursery.com
Email: [email protected]
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