Parallel Project: Fusion

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Ver Sacrum Spesso i cosidetti “progetti paralleli” rappresentano l’occasione per alcuni artisti di dar sfogo alle loro peggiori inclinazioni e produrre autentiche “fetecchie” (non farò nomi, esempi ce ne sono diversi, ognuno pensi a ciò che preferisce….). Questo preambolo NON vale invece per il disco in questione, una piacevolissima sorpresa per gli amanti dell’elettro-sound nelle sue diverse sfaccettature. Dietro il nome Parallel Project si cela Alex Matheu, titolare del progetto Negative Format e qui autore delle musiche dei 14 brani che compongono “Fusion”, in ognuno dei quali appare come “guest singer”, un diverso personaggio : si va da Tom Shear (Assemblage 23) che presta la sua voce ad “Explicit”, (singolo che ha anticipato la pubblicazione dell’album) a Sandrine Gouriou (Seize), Jennifer Parkin (Ayria), Victoria Lloyd (Claire Voyant), Ned Kirby (Stromkern),ecc…. I 14 episodi di “Fusion” spaziano da quelli piu’ “EBM-oriented” come “Explicit”, “Memory” (cantata da Courtney Tiggert dei God Module), “Consequence” (cantata da Kristy Venrick degli Azoic), la strumentale “Recognition” (a cui ha collaborato Daniel Myer alias Haujobb), a brani piu’ melodici che sconfinano nelle piu’ moderne tendenze break-beat e trip-hop; ciò accade sopratutto quando vengono chiamate in causa le splendide voci di Sandrine Gouriou per “Failure”, Victoria Lloyd per “Trigger” e Rashree Matson per “Motive”, probabilmente i tre migliori brani dell’album. In “Deleted scenes” abbiamo anche la piccola sorpresa di veder esordire come cantante Mark Jackson dei VNV Nation, che abbandona i pad elettronici per improvvisarsi cantate in quest’altro valido brano; altre due voci maschili prestate a buoni brani, sono quelle di Salva Maine (dei solitamente mediocri Culture Kultur) qui alle prese con il brano d’aperture “Alchemy” e quella di G.Wygonik dei Cut Rate Box a cui è invece affidata la conclusiva “Glimpse”. “Fusion” è quindi un disco estremamente godibile, vario come solo le piu’ azzeccate compilation sanno essere (in virtu’ di tutti questi “guest singer” sembra proprio di essere all’ascolto di una elettro-compilation). Ad Alex Matheu direi che in questo caso il “progetto parallelo” è molto meglio del suo “progetto principale” Negative Format.

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